Piano risanamento ILVA bocciato dai custodi giudiziari

ilva taranto inquinamento

Gli ingegneri Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento, custodi giudiziari dell'ILVA, hanno bocciato il piano di investimenti immediati volto a risanare gli impianti messi sotto sequestro. La loro valutazione sugli interventi di bonifica avanzati dall'azienda per lo stabilimento, secondo le prime indiscrezioni trapelate, sarebbe infatti negativa. I custodi giudiziari ieri hanno espresso le loro remore al procuratore di Taranto Franco Sebastio ed ai pm dell'inchiesta per disastro ambientale a carico dei dirigenti ILVA.

La Procura dovrà ora esprimersi sia in merito al piano di risanamento che all'istanza con cui si chiede per l'ILVA la continuità produttiva, seppur minima, per permettere all'acciaieria di non finire fuori mercato e giustificare nuovi investimenti. Già oggi potremmo conoscere la decisione della Procura che appare quasi scontata: dal momento che il sequestro del 26 luglio scorso, come sottolineato nel decreto, è senza facoltà d'uso (non prevede produzione), sicuramente il parere sarà negativo.

Nel frattempo proseguono, negli impianti dell'area a caldo, i sopralluoghi per il rilascio della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che dovrebbero terminare entro fine settembre per arrivare alla nuova Aia entro metà ottobre, come prospettato dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini (il 12 ottobre era previsto il rilascio ufficiale dal Ministero della Salute dei dati dello studio Sentieri sui tumori a Taranto, tu chiamale se vuoi coincidenze, Bonelli le chiama con il loro vero nome). Intanto, mentre l'azienda ha deciso di investire mezzo miliardo per il risanamento dell'area a caldo, i custodi giudiziari già qualche giorno fa hanno chiesto di fermare gli impianti. Dal Corriere del Mezzogiorno del 18 settembre:

Stop agli altiforni 1 e 5, rifacimento delle batterie 3,4,5,6,9,10 e 11 e rifacimento di Afo 3, fermo da tempo. Spegnimento dell’acciaieria 1 e rifacimento della 2 e dell’area gestione rottami ferrosi. Sono le prescrizioni notificate ieri sera all’Ilva da parte dei custodi giudiziari.

E si profila all'orizzonte lo spettro dei primi licenziamenti: la Semat Spa e la Edil Sider, secondo quanto rivela Luigi Lamusta, segretario generale della Fillea-Cgil di Taranto, due ditte d'appalto che operano all'ILVA, manderanno in ferie forzate 490 dipendenti, ricorrendo probabilmente anche alla Cassa Integrazione. Un attacco definito da Lamusta strumentale.

Via | Corriere del Mezzogiorno
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail