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(Eco-)Riflessioni sulla "fine del petrolio facile"

Pubblicato: 11 apr 2007 da Matteo Razzanelli

Commenti dei lettori

Shell e Total: fine del petrolio facile Se la dichiarazione dei CEO di Shell e Total di cui abbiamo reso conto nel post precedente si rivela esatta, siamo di fronte ad una vera e propria “bomba silenziosa”. Non ripresa dai giornali di massa, cambia comunque tutto. Cambia prospettive, investimenti, futuro delle energie rinnovabili e delle politiche di efficienza energetica.
Quello che Shell e Total dicono, tradotto, significa: “Signori, estrarre petrolio costerà sempre di più”. Chi lavora sul campo, ci sta dando un indizio sulla tendenza al rialzo dei prezzi del petrolio almeno per i prossimi cinque anni.

Le conseguenze delle dichiarazioni di Shell e Total sulla domanda di petrolio
Ciò significa che il prezzo del barile di oro nero non tornerà ai livelli degli anni ‘90, anzi, continuerà a salire per avvicinarsi ai livelli visti durante gli shock petroliferi (nel grafico sopra, vedremmo la linea rossa tornare a rialzarsi).
Indipendentemente dal raggiungimento o meno del picco del petrolio, possiamo quindi ragionare sulle conseguenze di un trend al rialzo dei costi di produzione che si verificherà contemporaneamente ad un sensibile aumento - previsto dalla IEA - della domanda giornaliera pro-capite di petrolio. La domanda di greggio infatti dovrà, per esempio, fare i conti con la motorizzazione di centinaia di milioni di cinesi ed indiani.
Che rapporto c’è fra prezzo e domanda di greggio? Nel breve periodo, anche di fronte ad aumenti consistenti, la domanda è rigida: in poche parole non scende molto, perché non si cambiano auto ed abitudini in una settimana. Nel lungo periodo però gli aumenti rimangono impressi nella testa delle persone e nei provvedimenti legislativi, portando alla scelta di auto più efficienti, alla creazione di nuovi standard per gli elettrodomestici, etc…
Gli shock petroliferi degli anni ‘70 ed ‘80 per esempio hanno azzerato la tendenza al costante aumento dei consumi mondiali di petrolio giornalieri pro-capite (linea blu). Nel grafico che vedete, la freccia blu rappresenta il trend della domanda di petrolio, come previsto prima degli shock. Dopo gli shock, la domanda ha smesso di aumentare e si è mantenuta costante nei 30 anni successivi!
Risultato: gli shock petroliferi ancora oggi ci fanno risparmiare un trilione di galloni l’anno di greggio!! [calcolo zfacts.com]
Tutto sta nel vedere quanto gli aumenti dei costi di esplorazione e sfruttamento si rifletteranno sul prezzo del barile. Come dicevo però, in questo i prezzi sono aiutati dall’aumento della domanda mondiale.

Quindi se il “petrolio facile” è veramente finito, nei prossimi anni gli investimenti nelle fonti rinnovabili, nel risparmio energetico, etc… saranno sempre più convenienti ed anche i paesi di nuova industrializzazione potrebbero guardare con favore ai carburanti alternativi al petrolio, scongiurando o limitando l’impennata del consumo mondiale pro-capite di greggio che dovrebbe far seguito all’industrializzazione cinese ed indiana.

[Matteo Razzanelli]

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • parvatim

    12 apr 2007 - 12:01 - #1
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    il petrolio al gallone dovrà arrivare ai 100 dollari.quindi qualche scusa per il popolino bue bisognerà pure trovarla. ormai la scusa della guerra mediorientale non è poi così credibile, e oplà nuova scusa.
    forse non lo sapete ma energie alternative a costo quasi zero esistono. esempio la fusione freeda. link:http://parvatim.wordpress.com/2007/04/04/fusione-fredda-energia-libera/
    perchè non ve ne occupate invece di perdere tempo con queste notizie fatte apposta per creare casino e allarmismo?
    ciao

  • Matteo Razzanelli

    12 apr 2007 - 12:37 - #2
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    @ parvatim: per me che il prezzo del petrolio aumenti non è una notizia allarmistica, ma una buona notizia. L’attuale prezzo del petrolio infatti non considera le esternalità negative sull’ambiente che il suo uso comporta, quindi, per come la vedo io, il prezzo del petrolio è attualmente troppo basso.
    Personalmente, sono a favore del principio “chi inquina paga”, un principio capace di stimolare la ricerca in tutte le forme possibili di energia a basso impatto ambientale, comprese le forme di energia che nel tuo commento dici di preferire.
    Per me però non è giusto puntare tutto “d’ufficio” su una singola fonte vista come “pietra filosofale”. Per quanto riguarda la ricerca a mio avviso il principio guida deve essere “che vinca il migliore”.

  • parvatim

    12 apr 2007 - 21:36 - #3
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    che vuoi che mi interessi se il prezzo del petrolio è alto o basso o altalenante o pari o dispari? la nostra vita va avanti tramite il petrolio. se nessuno ( ad esempio voi, gli eco-) promuove vere fonti alternative industriali come la fusione fredda o i motori magnetici che vuoi che cambi? il fotovoltaico o il solare vanno bene per la produzione casalinga, per quella industriale no. il resto sono chiacchere che non servono a nulla ma fanno perdere solo tempo

  • Noee

    12 apr 2007 - 21:44 - #4
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    SOno d’accordo con Matteo, il fatto che il prezzo del petrolio aumenti è di per se una bella notizia…per gli occidentali però!
    In effetti già da tempo le nostre economie possono sopportare una triplicazione (e più) del prezzo del petrolio rispetto a quello di riferimento (25$) e abbiamo le conoscenza tecnologiche per diversificare le fonti di energia (italia=/nucleare unico neo…)

    I veri problemi li avranno (e quindi li creeranno) i paesi in via di sviluppo, che obbligati dall’elevato costo del greggio dovranno rivolgersi a fonti di energia alternative ma a basso costo (quale è il carbone) e quindi ad alto impatto ambientale (perché più è basso il costo della fonte di energia, minore è l’energia che fornisce o maggiore è l’inquinamento che produce!)

    In ogni caso ci affumucheremo di brutto negli anni a venire….OLE!

  • Noee

    12 apr 2007 - 21:50 - #5
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    Parvatim scusa se dico questo, ma sappi che sono fonti alternative “industriali”, come dici tu, molto più l’eolico o il solare piuttosto che fantastiche speculazioni su fusione fredda o menate varie!

    Infatti puoi trovare impianti sperimentali di ogni tipo (dalle onde, geotermici di vario tipo, dalle maree, innumerevoli di tipo solare, eolico….ecc) ma nessuno che produca energia netta da fusione fredda!

    Inoltre un impianto sperimentale neanche presuppone la possibilità di un utilizzo industriale (come dice il nome), figurati quanto tempo intercorre tra un esperimento e un utilizzo industriale!

  • Un ciclone al Parlamento europeo

    27 giu 2007 - 15:20 - #6
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    […] P.S. Al minuto 22 Mercalli rimprovera la stampa italiana di non aver parlato della “fine del petrolio facile”, come invece ha fatto la stampa estera. I nostri lettori lo sanno: ecoblog invece ne ha parlato (ad esempio qui e qui). postato da Matteo Razzanelli il mercoledì 27 giugno 2007 in: […]

  • ecoblog

    12 ott 2007 - 20:18 - #7
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    Up Down

    […] […]