Clini, sugli impianti ILVA decide il ministero

Proprio ieri i custodi giudiziari degli impianti dell'Ilva (ex Italsider) di Taranto avevano dato parere negativo al piano di risanamento presentato dall'azienda, lasciando alla procura la decisione finale ma indirizzandone decisamente gli esiti.

Una notizia che non deve essere andata giù al governo, ed in particolare al Ministro dell'ambiente Corrado Clini: gli innumerevoli sforzi che si stanno mettendo in atto in questi giorni per evitare il tracollo economico della città pugliese (nonostante il tracollo medico sia in atto da anni e quello ambientale aspetta solo le bonifiche) potrebbero, secondo fonti ministeriali, minare definitivamente il lavoro messo in piedi dal giugno scorso, volto a far riprendere l'attività produttiva all'azienda.

Per questo motivo il ministro Clini ha voluto essere chiaro su alcuni punti fondamentali:

nel caso in cui si creasse un conflitto o una divergenza, credo dovrà essere assolutamente risolto secondo quanto previsto dalla legge. Io so qual'è il mio compito e le mie responsabilità, e conosco quelle della Magistratura. L'autorizzazione che consente all'Ilva l'esercizio degli impianti compete al Ministero dell'Ambiente

Sparigliando tutte (o quasi) le carte nelle mani governative, il ministro ha anche confermato il rilascio dell'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) entro la fine di settembre; l'Aia conterrà prescrizioni precise sull'ambiente e sulla salute pubblica in linea sia con le migliori tecnologie a disposizione che con gli standard normativi europei, con i dovuti, tipici, italici, distinguo:

Tenendo conto che il siderurgico di Taranto e' il piu' grande d'Europa, l'azienda avra' bisogno dei tempi tecnici per adeguarsi e attuare le procedure.

Nel tentativo di placare gli animi in subbuglio per effetto della divulgazione dei dati del progetto Sentieri, che hanno reso evidente il grave stato in cui versa la salute pubblica di Taranto (sul tema sono state annunciate querele, secondo molti pretestuose), Clini ha spiegato che la situazione è migliorata rispetto agli anni scorsi; le problematiche odierne sono dunque differenti, più complesse perché bisogna verificare la correlazione tra l'attuale attività industriale e i rischi per la salute.

In questo cubo di Rubik gli operai fanno la parte dei tasselli colorati sparpagliati sulle sei facce del solido: tra proteste, preoccupazioni e le storie di chi, di lavoro, a Taranto c'è morto, la notizia della "rabbia" che la diffusione dei dati dell'Iss ha scatenato nel ministro Clini è solo l'ultimo dei paradossi di chi, invece di querelare gli ambientalisti dovrebbe essere tenuto a diffondere i dati, qualunque cosa essi contengano.

Pare tuttavia che l'einaudiano principio "conoscere per deliberare" sia un lusso per pochi in Italia.

Via | Ansa
Foto | EcoBlog

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