La F1 è a emissioni zero

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Il campionato di Formula1 è iniziato, domenica si correrà la terza gara in Barhein, e si promette un anno interessante di battaglie tra più piloti. La Honda è veramente scesa in pista con una bella carrozzeria ambientalista e senza sponsor, per lanciare un messaggio di impegno per la protezione dell’ambiente. E lasciatemelo dire, in mezzo alla noia di colori delle autovetture di quest’anno, ci fanno anche una bella figura!

Quando abbiamo parlato su Ecoblog della iniziativa della Honda, alcuni lettori mi hanno un po' stuzzicato. Ci si chiedeva, “va bene il messaggio, ma in sostanza che si fa per rendere meno impattante questo sport?”, ed era arrivata una segnalazione di come in realtà la FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile, da tempo sia impegnata in un progetto di azzeramento delle emissioni di CO2.
Aggiungiamo oggi qualche notizia in più in merito, per poter guardare più serenamente la gara domenica e il resto della stagione appena iniziata (si è capito che sono leggermente appassionata?).

In effetti la FIA dal 1997 è impegnata in un programma di azzeramento delle emissioni attraverso la sua Fondazione, la FIA Foundation, che promuove attività per la sicurezza stradale, la salvaguardia dell’ambiente e la mobilità sostenibile. Tra le altre attività, la FIA investe nel progetto Scolel Té di sequestro della CO2 attraverso programmi di riforestazione e di supporto a gruppi di contadini in Chiapas.
In pratica, il Fondo Bioclimatico in Messico lavora per piantare nuovi alberi e per favorire specie agro-forestali locali che sottraggono CO2 dall’atmosfera, e la FIA compra crediti di emissione da questo Fondo per compensare le emissioni che le monoposto di F1 emettono in tutta la stagione. Nel conto totale vengono anche considerate le stime delle emissioni dovute ai viaggi internazionali delle squadre per raggiungere le varie località, e anche quelle dei trasporti locali dei tifosi che raggiungono i circuiti.

In tutto questo, la FIA agisce in modo autonomo senza chiedere il contributo delle singole squadre.
Dal 2001 lo stesso impegno si è allargato anche al campionato mondiale di Rally.
Insomma, le gare automobilistiche sono più ambientaliste di quanto pensassimo.

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