Taranto, ILVA o non ILVA si muore più che nel resto d'Italia

Su Taranto è possibile ascoltare e leggere di tutto, ma quanto emerso inequivocabilmente dai dati diffusi del progetto Sentieri è che nella città pugliese si muore di malattie connesse all'inquinamento più che nel resto d'Italia; il ministro dell'ambiente Corrado Clini da giorni si dice cauto: i dati sulla mortalità non sarebbero necessariamente in connessione con l'industrializzazione del capoluogo e gli ambientalisti creano allarmi inutili (vanno dunque querelati).

Questo comportamento di fronte alla diffusione dei dati del progetto Sentieri è tuttavia fuorviante, ed allontana dalla notizia principale: a Taranto, lo dicono i dati, si muore di più e questo è il vero problema.

Esiste tuttavia un altro studio del Dipartimento di epidemiologia SSR Lazio, Università degli Studi di Napoli Federico II e Università di Firenze, pubblicato sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione: i dati di questo studio, relativi al periodo 1998-2010 (più recenti quindi di quelli del progetto Sentieri), sono, contrariamente al Sentieri, specifici sull'area urbana di Taranto e rappresentano il primo vero studio scientifico (sottoposto a peer review) sulla relazione tra mortalità ed inquinamento.

In base all'esame di oltre 300mila individui di estrazione socio-economica differente è stato rilevato:

un differenziale rilevante per entrambi i sessi per mortalità/morbosità totale, cardiovascolare, respiratoria, malattie dell'apparato digerente, tumori (e in particolare stomaco, laringe, polmone e vescica) con eccessi nelle classi più svantaggiate.

Gli aumenti dall'8 al 27% di tutte la cause di mortalità (tumori maligni +5-42%, malattie cardiovascolari +10-28%, malattie respiratorie +8-64%) sono stati spiegati in questo modo: la differenza si è riscontrata nei rilievi e i tassi più alti sono stati registrati tra i residenti delle aree più vicine alla zona industriale.

Questo studio rende disponibile un'analisi dettagliata dei legami tra la stratificazione socio-economica della popolazione tarantina e il tasso di mortalità; un lavoro ben lontano dall'essere finito, come spiegato dall'Associazione italiana di Epidemiologia:

Lo studio usa solo parte di tutta la mole di dati rilevati dai periti della magistratura. Presto pubblicheremo due nuovi lavori che forniranno ulteriori dettagli su tutta la vicenda.

Se il nobile scopo scientifico è quello di divulgare conoscenza, il dovere istituzionale è di recepire e muoversi nella direzione adeguata per la risoluzione di qualsivoglia problematica riscontrata; indipendentemente da tutto, a Taranto si muore di più e negarlo non fa che aggravare il problema.

Via | E&P
Foto | Flickr

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