Discarica ai Monti dell'Ortaccio, la Regione Lazio dice no

Secondo alcuni tecnici inviati dalla Regione Lazio sul sito di Monti dell'Ortaccio, in cui verrà creata la nuova discarica di Roma post-Malagrotta, il sito indicato dal commissario straordinario all'emergenza rifiuti Goffredo Sottile non è adeguato a ricevere la montagna di rifiuti che quotidianamente proviene da Roma e dalla Città del Vaticano.

Stando al lungo e dettagliato parere redatto dai tecnici della Regione la discarica finirebbe letteralmente per galleggiare sull'acqua: durante gli scavi è stata riscontrata la presenza di una falda proprio sotto il sito dei Monti dell'Ortaccio, mentre una seconda è stata trovata a ridosso degli scavi; inoltre le misurazioni sarebbero relative solo al periodo di luglio ed agosto, quindi di siccità, mentre mancherebbero le misurazioni nei mesi invernali.

Era stata tuttavia proprio la Regione Lazio ad indicare, tra i possibili siti papabili per la nuova discarica che sostituirà la fogna a cielo aperto di Malagrotta, quello dei Monti dell'Ortaccio, sulla base di mai precisati studi tecnici che, alla luce di quanto emerso oggi, sono stati fatti male o non fatti proprio (come sostengono i Radicali in Consiglio Regionale): si attende ora il responso anche dei tecnici del Comune e della Provincia.

Una situazione complessa, anche perchè il sito è a soli 650m dall'abitato di Piana del Sole e, secondo Arpa Lazio, sarebbe impossibile la gestione del percolato; domani al ministero dell'ambiente si terrà la Conferenza dei servizi in cui gli attori analizzeranno tutti gli aspetti della nuova discarica, incalzati dalla popolazione di Valle Galeria che terrà una manifestazione sotto il ministero; il commissario straordinario Sottile ha dichiarato:

Ce la giocheremo lì, in conferenza di servizi, vediamo che succede. Su Monti dell’Ortaccio resto fiducioso: considerata l’urgenza di provvedere, si tratta dell’unica soluzione possibile, altrimenti...

Altrimenti, concludo cercando di interpretare il pensiero di Sottile, la situazione andrebbe fuori controllo: eppure, anche durante l'emergenza, le responsabilità istituzionali (in questo caso della Regione) sono piuttosto evidenti. Lo stesso sito segnalato dalla Regione pochi mesi fa come potenzialmente pronto per accogliere i rifiuti si rivela oggi, per bocca della Regione stessa, inadeguato.

Per prevenire la catastrofe naturale che potrebbe derivarne sarebbe stato utile prevenire la catastrofe politica che ha portato a tutto questo: una situazione intollerabile sul piano politico, istituzionale e, ci mancherebbe altro, sociale.

Via | Ansa

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