Pesca a rischio nel Golfo Persico, acidificazione degli oceani dimezza gli stock ittici

La crisi di risorse alimentari innescata dai cambiamenti climatici non risparmia gli oceani: se la siccità quest'anno ha devastato i campi, portando a raccolti magri, non va infatti meglio al settore ittico, duramente colpito dall'acidificazione degli oceani.

L'allarme lanciato da Oceana in un recente report riguarda in special modo il Golfo Persico, area in cui gli effetti del clima sulla pesca si avvertiranno più marcati che altrove, le acque della Libia e del Pakistan. Secondo gli scienziati il Golfo Persico perderà il 50% degli stock ittici nei prossimi decenni. Le conseguenze saranno gravissime ed a pagare il prezzo più alto saranno ovviamente le fasce più disagiate della popolazione, i pescatori poveri che dipendono interamente dalle risorse marine per sopravvivere.

Ma l'acidificazione degli oceani intaccherà gli stock ittici non solo del Golfo Persico, bensì di tutto il mondo. Dalle Isole Fær Øer nel Nord Atlantico alle Isole Cook nel Sud Pacifico, fino alle acque di Eritrea, Guyana, Indonesia, Kuwait e Singapore.

Molte di queste regioni sono politicamente instabili e ricche di petrolio: il rischio di tensioni sociali dovute alla penuria di pesce che lascerà senza lavoro migliaia di pescatori è dunque molto elevato. Anche l'America, secondo le stime, perderà entro il 2050 almeno il 12% degli stock ittici.

Lo studio si è avvalso dei modelli climatici elaborati dalla University of British Columbia per calcolare gli effetti dell'acidificazione degli oceani sule economie costiere dei diversi Paesi. I Paesi già oggi molto poveri e con un alto tasso di crescita demografica, come il Pakistan, sono risultati ovviamente quelli più esposti. Ad oggi circa un miliardo di persone dipende dal pesce per l'approvvigionamento di proteine.

La chimica degli oceani sta cambiando a causa dell'aumento delle temperature e dell'enorme quantità di CO2 assorbita dagli oceani. La barriera corallina, spia della salute degli oceani, è al collasso nelle acque dei Caraibi. Ostriche e vongole non riescono più a reperire negli oceani gli elementi per costruire i loro gusci. Le specie tropicali, inoltre, stanno migrando verso acque prima fredde, ora più calde per effetto del riscaldamento globale e questo sta sconvolgendo gli equilibri degli ecosistemi marini di tutto il mondo.

Via | Guardian
Foto | Flickr

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