Piantare troppi alberi fa male all’ambiente

foresta

Secondo lo studio riportato oggi dal Corriere, che vi invitiamo a leggere nella sua interezza, piantare alberi per sottrarre dall’atmosfera l’anidride carbonica al fine di ridurre il riscaldamento globale, potrebbe determinare maggiori problemi ambientali di quanti ne verrebbero risolti.

Il protocollo di Kyoto obbliga le nazioni a ridurre la CO2 anche attraverso il "sequestro del carbonio". Piantare alberi è una delle opzioni. «Il "sequestro" della CO2 — dice Robert Jackson dell’Università di Duke (Usa), nella ricerca pubblicata dal Journal of Geophysical Research—può funzionare per qualche decennio ma la domanda non è se possiamo stoccare il carbonio negli alberi, quanto piuttosto quali sono i danni e i benefici per l’ambiente».

Piantare alberi riduce in media del 52% il flusso d’acqua nei terreni considerati, inaridendo del tutto il 13% dei ruscelli entro il primo anno dall’attuazione della forestazione. Se è vero che è così che si prevengono le alluvioni, è anche vero che quando si piantano alberi a crescita più rapida, le radici scendono più in profondità e assorbono molta più acqua rispetto alle colture erbacee che vanno a sostituire.

Piantare alberi dove non ci sono mai stati, piuttosto che ripristinare un ambiente già esistente laddove la foresta era stata abbattuta, sono comunque due tipi di operazioni completamente differenti ed è ovvio che la seconda sia decisamente auspicabile.

Per rispettare il protocollo di Kyoto con il "sequestro del carbonio", solo negli Usa sarebbe necessario piantare 44 milioni di ettari di alberi per avere una riduzione di CO2 del 10%. Meglio sarebbe, ad esempio, migliorare la resa energetica delle automobili e ridurre così la CO2 alla fonte.

Via | Corriere.it

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