EcoCinema - Speciale - The end of Suburbia

end of suburbia

Speciale rassegna Generazione Kyoto - Stensen Firenze
Proiezione del film The end of Suburbia ed incontro con il professor Ugo Bardi di Aspo Italia
aka - la serata della rana bollita

Sta procedendo decisamente bene questo appuntamento di aprile con l'ecologia e il cinema all'Istuto Stensen di Firenze. Martedì 17 aprile era la serata dedicata al picco del petrolio e alle sue conseguenze. Il film che è stato presentato, molto conosciuto nei circuiti documentaristi esteri, è praticamente inedito e mai visto in italia (tanto per cambiare). Si tratta di The end of Suburbia, un documentario in cui in modo alquanto schietto viene annunciata la fine del suburbia living. Ma di cosa si tratta? è una cosa lontana, inventata dai cugini americani che, con accezioni diverse (dove più e dove meno) ha fatto breccia pure nel vecchio continente. Il suburbia living si puo' riassumere con questa simpatica formuletta:

(Zone residenziali + strade + macchine) x petrolio economico = benessere

Purtroppo in questa disgraziata equazione che ha sorretto e sviluppato il sistema-capitalista-stato americano dal dopo guerra c'è una variabile, che molti (politici ed industriali) a loro tempo hanno ritenuto essere una "costante": il petrolio. Lo stile di vita americano dei Suburbia è nato e si è diffuso proprio grazie a questo presupposto. Creato grazie alla joint venture tra politica e industria automobilistica e immobiliare. Un connubio eccezionale. Costruisci zone dormitorio fuori dalla città e le colleghi ai centri nevralgici della vita tramite autostrade, così ognuno dovra comprare e usare usare la propria macchina per recarsi al lavoro o usufruire dei servizi (negozi scuole etc).....Il risultato è il suburbia living:

1) una casa anonima in mezzo a migliaia di altre identiche

2)un giardino modello francobollo dove fare i barbecue

3) una (o più) macchine

4) l'economia cresce

effetti collaterali che nessuno ha scritto dietro all'etichetta (molto più numerosi...elenco solo i più macroscopici)

1) strade intasate

2) disastri urbanistici a go go

3) la rete ferroviaria fa schifo

4) inquinamento

5) global warming

....

Tutto questo funziona "benzina economica" permettendo. Con il peak oil alle porte l'idillio sembra proprio destinato a scomparire. E' questo il presupposto assunto esperti e studiosi nel disegnare uno scenario a dir poco inquietante. Quello che dicono è essenzialmente questo: se il peak oil sarà superato a breve termine (e i sintomi socioeconomici sembrano proprio indicare questo fatto), al sistema America basato sul suburbia living restano una decina di anni di vita. Ovviamente le tempistiche sono più o meno opinabili, sta di fatto che il trend di decadenza c'è, ed è osservabile: dalle guerre in atto, alla crisi industriale degli usa (che negli ultimi anni ha respirato solo grazie all'information tecnology). Chi più, chi meno radicale è concorde nel fatto che a "breve" il gap economico sociale generato dalla prossima (ma quanto con esattezza nessuno sa dirlo) carenza di petrolio non sarà in alcun modo colmabile, e potrebbe generare grattacapi di proporzioni planetarie.

Ma la cosa forse più inquietante è lo scetticismo di quasi tutti gli intervistati nei confronti delle soluzioni "Pop" al problema del peak oil. I bio carburanti? una bufala.....L'idrogeno? una isteria di massa. Gli esperti di energia interpellati (e non si tratta di ciarlatani attivisti visto che tra i più pessimisti spunta proprio Matthew R. Simmons), parlano proprio in questi termini liquidando i nuovi e blasonati carburanti come inutili a risolvere un problema imminente (e da questo punto di vista la loro logica è ferrea): il delay tecnologico dell'idrogeno, alias la panacea della fine del petrolio, non riuscirà a far fronte all'imminente peak oil. Senza contare il fatto che allo stato attuale l'idrogeno non è una risorsa "ecologica": il bilancio di conversione è ancora negativo, sebbene nuove tecnologie (ahimé ancora in fase di sperimentazione) lascino ben sperare.

Ovviamente se si interpella le lobby del petrolio ci sentiamo dire che il peak oil non esiste (qualcuno sostiene addirittura che il petrolio sia infinito)....sta di fatto che il prezzi dell'oro nero continuano a salire. Staremo a vedere chi ha ragione.

Al termine dell'incontro il Prof Bardi oltre ad aver sottoscritto per intero le tesi esposte dal documentario, ha fatto un interessante digressione circa lo stato attuale di disinformazione e disinteressamento all'argomento "peak oil e crisi energetica" che, volenti o nolenti, sembra destinato a diventare il lite motif "invisibile" di questo inizio millennio. Tra un paragone di disgrazie e l'altro il fatalista professore fiorentino ( che sembra essere affascinato dall'eventualità di poter essere schiacciato da un autobus in ogni momento) ha fatto notare come la nostra esistenza oggi, nel secolo dell'informazione, assomiglia sempre di più a quella della storia della rana bollita: non abbiamo percezione delle macro variazioni che influenzano la nostra vita e pertanto non ce ne preoccupiamo, come la rana che muore bollita perché non si accorge che la temperatura nella pentola cresce lentamente.

Il documentario è reperibile in Dvd presso gli internet store internazionali, oppure sempre su canali di condivisione. Per chi volesse godersi una lunga preview, sappiate che è visibile (gratuitamente) su youtube una versione di 58 minuti

» Il blog di riferimento del petrolio: petrolio

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