Incendio Dè Longhi: pare scongiurato il rischio nube tossica

pubblicato: giovedì 19 aprile 2007 da Matteo Razzanelli in: Informazione Italia

Incendio Treviso Dè Longhi Nube L’incendio scoppiato ieri nello stabilimento Dè Longhi di Treviso ha dato origine ad una colonna di fumo denso e nero visibile anche a oltre 25 km di distanza dal luogo dell’accaduto.

La vista era poco rassicurante, ma il Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro aveva prontamente informato la stampa che i dati analizzati dal laboratorio mobile dei vigili del fuoco non avevano rilevato diossina nel fumo.
L’ARPAV (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) ha successivamente confermato queste analisi ed ha dichiarato: “L’acido cloridrico e gli Ipa presenti nella colonna di fumo che si è prodotta non sono in concentrazioni tali da creare problemi alla cittadinanza. La nube si sta spostando verso nord, in direzione opposta alla città di Treviso”. Analisi condotte in seguito hanno poi rilevato la totale assenza di cianuri. Un valore superiore, dovuto alla combustione, e’ stato invece registrato per il benzene ma si è disperso nell’aria senza conseguenze.

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L’ultima parola comunque non è ancora detta: il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Pecoraro Scanio, ha richiesto all’APAT (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) l’invio sul posto di tecnici per raccogliere dati insieme ad ARPAV. I tecnici dovranno verificare e monitorare l’eventuale formazione di composti pericolosi.
Oltre ad ARPAV, APAT e Vigili del Fuoco, si sono recati in loco anche i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.

Il Presidente Muraro ha inoltre dichiarato che la Provincia si sta attivando anche per la tutela delle acque, per evitare che le sostanze usate per spegnere l’incendio inquinino le acque superficiali.

Staremo a vedere come si evolve l’emergenza nella giornata di oggi: certo è che lo schieramento di forze in seguito all’allarme ambientale è stato repentino e massiccio. La situazione dovrebbe quindi essere sotto controllo.

A titolo precauzionale - e perchè comunque il fumo non fa bene - ai veneti è sconsigliato il consumo di verdure raccolte successivamente all’incendio nella zona ad esso limitrofa. Alle scuole delle zone più prossime all’incendio, è stato poi suggerito di limitare l’utilizzo delle aree esterne, mentre i reparti d’urgenza degli ospedali di Treviso, per evitare l’ingresso del fumo, sono passati al sistema di ventilazione interno.

Due le note positive nella giornata ieri: una è che il vento è stato clemente ed ha tirato il fumo verso l’alto senza concentrarlo in un’unica direzione e l’altra è che, fortunatamente, solo tre persone hanno lamentato sintomi di intossicazione ed irritazione agli occhi.

» Treviso, a fuoco lo stabilimento De Longhi su Corriere.it

» Treviso: incendio de longhi, nuove analisi arpav su metronews

» Treviso, paura per nube dopo rogo su TGCOM

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di harlock

    harlock

    19 apr 2007 - 07:14 - #1
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    sembra scongiurato il rischio della verità.
    Che i fumi siano solo lievemente tossici non toglie il fatto che se brucia un intero magazzino significa che qualcosa non ha funzionato nei sistemi di sicurezza.

  • Incendio De Longhi « Compos Mentis

    19 apr 2007 - 08:30 - #2
    0 punti
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    […] Speriamo l’allarme diossina sia rientrato totalmente e senza alcun dubbio per la salute dei cittadini di Treviso… Approfondimento via EcoBlog […]

  • boznet

    19 apr 2007 - 10:30 - #3
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    Sara’ stato un Caldobagno…

  • marco.ziero

    19 apr 2007 - 19:07 - #4
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  • […] Dopo le notizie rassicuranti diffuse da ogni possibile fonte ufficiale riguardo allo scampato pericolo diossina, Beppe Grillo torna stasera sull’argomento dell’incendio alla Dè Longhi. Sul suo blog si può leggere una lettera in cui si parla di una signora trevigiana disperata per non aver allontanato le proprie bambine, nel giorno del disastro, dal paese di residenza, a 10 km da Treviso. Le due bimbe, di 4 e 1 anno, accuserebbero a tutt’oggi tosse, febbre e raffreddore. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Ma non è tutto: un articolo apparso su La Stampa e ripubblicato da Grillo informa che i residenti dei quartieri trevigiani di Fiera e Silvana hanno rinvenuto nella zona dell’incendio diversi animali morti (volatili e talpe). Gli abitanti delle zone interessate stanno per il momento procedendo al congelamento dei cadaveri rinvenuti: le analisi per stabilire le cause di morte sono infatti costose, ma le “prove” vanno assolutamente conservate. Solo così infatti si potrà conoscere la verità sulla nube tossica di Treviso. […]

  • […] 2′000 metri quadri su 5′000 del capannone della Rindi sono stati rasi al suolo, mentre ciò che rimane è crollato. Come per l’incendio della Dè Longhi a Treviso, il problema è la nube tossica sprigionata dai collanti. Nella parte andata a fuoco, erano infatti presenti semilavorati e materie prime, solventi compresi. […]

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