La plastica che si scioglie in 20 giorni

rifiuti di plastica sulle spiaggie - foto Loop_OhUno dei problemi più grandi del Mediterraneo e dei suoi abitanti è la plastica, dalle bottiglie ai sacchetti.

Da ormai tre anni Green Ocean osserva l'aumento dei rifiuti nel mare, questo gruppo che collabora con Legambiente ha stimato che nel Mediterraneo ci sono circa 200 milioni di tonnellate di plastica.
Osservando questi dati, hanno progettato e proposto ai pescatori di due città italiane quali Calambrone e Livorno di vendere la plastica raccolta in mare a loro che l'avrebbero smaltita in modo appropriato.

Ma alcuni ricercatori dell'University of southern Mississippi in occasione del convegno annuale dell'American Chemical Society, hanno dato notizia della scoperta di una nuova plastica che si degrada con l'acqua marina.
Questa plastica si degrada in 20 giorni per idrolisi (reazione chimica di scissione di una molecola in due o più parti per effetto di una molecola d'acqua), dando luogo a prodotti di scarto non tossici.
Si parla di polieuretano modificato con PLGA (Poly Lactic-co-Glycolic Acid) un copolimero conosciuto per la sua biodegradabilità e biocompatibilità e degrada tramite idrolisi in presenza di acqua. Più è elevato il contenuto di acido glicolico più la degradazione sarà veloce.
Tutto ciò è stato possibile grazie al NAVSEA (Naval Sea Systes Command), un ente attivo per la protezione dell'ambiente marino, che ha finanziato lo studio per la ricerca di questo materiale.

Considerando che il nostro Mare è diventato un vero e proprio contenitore di spazzatura, una specie di discarica a cielo aperto, utilizzata sia da turisti con o senza yacht, sia da navi che devono stoccare i rifiuti, credo che lo sforzo di questi enti possa fare realmente qualcosa per mantenere almeno in parte il Mediterraneo pulito.

[Francesca Pratali]

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