Rinnovabili, l'UsArmy investirà di più

L'intera struttura militare statunitense è, secondo numerosi studi internazionali, il più grande consumatore d'energia del mondo: sommati insieme infatti, tutti gli apparati del Dipartimento della difesa Usa consumano più della media di 100 Stati del pianeta.

Evidentemente il problema legato a questo incredibile consumo energetico è legato al costo e siccome, ovviamente, smantellare tutto è un improponibile ipotesi da figli dei fiori, la grande macchina militare a stelle e strisce ha deciso di puntare sugli investimenti per le energie rinnovabili, comprese le misure di conservazione energetica, che arriveranno ad ammontare a 1,8 miliardi di dollari nel 2025.

L'aumento sarà graduale (nel 2013 gli investimenti nel settore rinnovabili ammonteranno a "soli" 163 milioni di dollari) ma la strategia globale di investimenti è già stata messa a punto nell'ottica di un minor consumo energetico, ma anche di una migliore efficacia militare, di una superiore sicurezza energetica e, va da se, di un contenimento dei costi.

Spiega l'analista Dexter Gauntlett:

i cambiamenti nella politica energetica hanno fornito innumerevoli opportunità in tutte le operazioni del Dipartimento della difesa, con esempi di progetti di energia rinnovabile che includono entro il 2025 obiettivi da 1 gigawatt di energia rinnovabile installata per ognuno, Esercito, Marina, Aeronautica, un obiettivo del 25% di tutta l'energia prodotta o procurata da fonti energetiche rinnovabili entro il 2025, e lo sviluppo del Navy's Great Green Fleet Strike Group alimentato da biocarburanti, energia nucleare, combustibili sintetici e da sistemi di propulsione ibrida.

Ogni tentacolo della grandiosa macchina militare Usa (Marina, Esercito, Aeronautica e Marines) ha un piano dettagliato per raggiungere l'ambizioso obiettivo "rinnovabile" entro il 2025; i fondi, come spiegato nel rapporto redatto da Pike Research dal titolo Renewable Energy fot Military Applications, proverranno sia dai fondi della Difesa che da privati, nell'ottica anche di una riduzione dei costi di tecnologie considerate mature, come il solare fotovoltaico, le biomasse, l'eolico e la geotermia: ovviamente, negli Usa, nessuno mette in dubbio che questi obiettivi verranno raggiunti.

Non è la prima volta che lo sviluppo di tecnologie energetiche ha madre militare: Enola Gay e Little Boy sono infatti gli antenati dell'energia atomica, forse l'esempio più lampante di quanto la ricerca militare possa avere applicazioni anche in termini civili (anche se non si può proprio parlare di successo planetario).

Via | GreenReport
Foto | Flickr

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