Nuova teoria sul riscaldamento marziano

Riscaldamento su Marte Una nuova teoria sul riscaldamento di Marte confermerebbe quello che gli scienziati pensano da tempo, e cioè che il pianeta rosso si scalda per motivi interni e che l'innalzamento delle sue temperature non ha niente a che fare col fenomeno del riscaldamento terrestre. Quello che cambia rispetto alle precedenti teorie è il motivo.

Ci siamo già occupati del riscaldamento di Marte, perchè per alcuni tale innalzamento delle temperature sul pianeta rosso dimostrerebbe l'origine non umana del riscaldamento globale. È quello che pensa lo scienziato russo Habibullo Abdussamatov, che tira in ballo il Sole per spiegare sia il riscaldamento terrestre che quello marziano. Un'ipotesi sonoramente bocciata dal grosso della comunità scientifica.

Il fenomeno del riscaldamento marziano dura da più di 20 anni ed è comunemente attribuito ai cosiddetti “tremolii”, piccole alterazioni di orbita ed inclinazione che tutti i pianeti subiscono ogni 20.000-100.000 anni.

Spunta ora una nuova teoria elaborata da un gruppo di scienziati diretti da Lori Fenton del centro ricerche californiano Ames, della NASA. In base ad un modello computerizzato sviluppato dal gruppo californiano, il riscaldamento marziano si spiegherebbe con la particolare storia dei venti marziani negli ultimi decenni.

Negli anni '70, fortissimi venti hanno investito il pianeta rosso, sollevando polveri chiare e lucenti, e ridistribuendole su tutta la superficie del pianeta. Questo avrebbe aumentato l'albedo di Marte, ossia la sua capacità di riflettere la radiazione solare. Negli anni '80 e '90 però fenomeni minori, come turbini di polvere, hanno raggruppato le particelle riflettenti, lasciando scoperte rocce più scure e diminuendo l'albedo in modo significativo.
Sarebbe questa la causa dell'aumento delle temperature marziane di 0,65° fra il 1975 ed il 1995.

Il modello di Fenton prevede anche che l'innalzamento delle temperature su Marte continuerà, a causa di un effetto circolo che si è innestato. Lo scurirsi delle superfici infatti scalda l'aria immediatamente sopra di esse e favorisce la formazione di turbini di polvere, che a loro volta spazzano via le particelle chiare scurendo ancor di più le superfici.
Non solo, l'effetto circolo è amplificato ulteriormente dal fatto che le differenze di temperatura fra le superfici chiare e quelle scure può causare l'aumento dei forti venti, che a loro volta rinforzano il fenomeno perpetuando il ciclo.

Questo tipo di circolo vizioso non può ricrearsi sulla Terra, perchè l'albedo terrestre dipende soprattutto dalla presenza di aerosol naturali come le nuvole o il pulviscolo atmosferico e dalla presenza di neve o ghiaccio sulle superfici.

Il modello sviluppato da Fenton conferma quindi che il riscaldamento di Marte ha origini endogene non replicabili sulla Terra. Un'ulteriore conferma che purtroppo per il riscaldamento terrestre non possiamo biasimare la natura.

Via | National Geographic

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