ILVA, operai occupano statali 100 e 106 a Taranto

ILVA, prosegue la protesta dei lavoratori a Taranto: lo sciopero di due giorni annunciato ieri dai sindacati Fim, Cils e Uilm è partito questa mattina alle 9. Centinaia di operai hanno occupato le statali 100 e 106. Sono quindici gli operai ancora a 70 metri di altezza. Per loro la seconda notte sull'alto Forno 1 e sul Camino E312 dello stabilimento siderurgico.

Intanto prosegue la protesta dei comitati cittadini. Riporta il Corriere del Mezzogiorno che le forze dell'ordine hanno bloccato centinaia di persone del Comitato spontaneo apartitico liberi e pensanti che stava avvicinandosi agli operai in protesta sulla statale 100.

La tensione è molto alta in città e mentre i cittadini gridano Taranto libera, gli operai sono ostaggio della lotta per il diritto al lavoro ed alla salute negato. Negato dall'ILVA, ricordiamolo e non certo dal gip Patrizia Todisco. L'ILVA, secondo Nicastro, ha mostrato poca partecipazione e secondo il gip si è presentata con un piano di risanamento che conteneva proposte al ribasso. Una presa in giro, insomma dal momento che in quel piano:

si impegnava ad effettuare lavori per risanamento che in realtà erano già negli atti di intesa del 2003-2004, evidentemente non rispettati.

Eppure Bruno Ferrante, presidente dell'ILVA, insiste a leggere e raccontare un'altra verità ai lavoratori, instillando illusioni che in questo momento fanno solo male a chi vuole sentirsi dire che manterrà il suo posto di lavoro:

Sto iniziando a leggere perizie che raccontano realtà diverse. La verità non è solo quella scritta nelle pagine delle perizie. Sto cominciando a scorrere queste pagine che mi dicono che c'è una verità differente e meno preoccupante di come è stata descritta per l'ambiente e la salute di Taranto.

Vero, la verità non è scritta solo sulle perizie: è scritta sui muri di morte del rione Tamburi, nei reparti oncologici dell'ospedale, nei panni stesi coperti di nero ed in quel grigio sporco che vien fuori quando i bambini si soffiano il naso. Lo stesso Clini, guardate il video in calce al post, non farebbe mai vivere un suo nipotino in quel quartiere.


Angelo Bonelli questa mattina ha ricordato il coraggio della Todisco:


C'è un giudice che fa il suo lavoro in nome della Repubblica ed è molto coraggiosa, si chiama Patrizia Todisco. A Taranto non si può inquinare impunemente come è stato fatto in questi anni. Un inquinamento che ha provocato malattie e morte. Sindacati, politica e azienda sapevano del disastro ambientale ma sono stati zitti.

L'AIA, ha detto ieri Bonelli, replicando a Clini, non cancella i reati. Si proceda al sequestro dei beni dell'azienda per garantire risarcimenti.

Foto | TMNews; Federazione dei Verdi su Facebook

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