Trivellazioni off-shore, il Pd chiede più controlli

Remando in direzione diametralmente opposta a quella intrapresa dal governo nel cosiddetto decreto "Cresci Italia", i deputati del Pd Raffaella Mariani e Salvatore Margiotta, capogruppo e vicepresidente in Commissione Ambiente alla Camera, hanno avanzato al Ministro dell'ambiente Corrado Clini la richiesta di valutare la possibilità di sospendere le indagini di sottosuolo e di sfruttamento dei giacimenti petroliferi in Adriatico.

La richiesta dei due deputati verte ad un maggior coinvolgimento degli enti locali, in particolar modo delle Regioni, nelle procedure e nei controlli delle trivellazioni off-shore:

L'attuale procedura per l'autorizzazione, a differenza di quelle sulla terraferma, non prevede infatti un adeguato coinvolgimento delle comunità locali, cosa che deve essere corretta.

La richiesta avanzata al ministro è stata piuttosto esplicita:

Garantire la piena applicazione di tutta la legislazione di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema all'interno delle aree marine protette, e a vietare le attivita' di ricerca, di indagine del sottosuolo e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi non solo all'interno delle aree protette, in tutto il perimetro costiero nazionale, ma anche oltre questi limiti per particolari esigenze di tutela dell'ecosistema in aree di rilevante pregio ambientale,

Non si tratta dunque di una moratoria delle trivellazioni petrolifere, ma di un maggior controllo delle stesse operato da chi il territorio lo gestisce "in loco": del migliaio di pozzi italiani 395 sono infatti off-shore, ha ricordato l'on. Mariani: è dunque importante effettuare accurate verifiche dei requisiti economici e tecnici delle società titolari di permessi, a garanzia dell'efficienza tecnica e del rispetto delle normative ambientali; secondo i deputati del Pd è importante che i permessi di ricerca vengano affidati dal governo alle compagnie petrolifere in accordo con le Regioni di competenza.

Non ultimo il capitolo royalties: secondo quanto chiesto al ministro Clini da Mariani e Margiotta devono essere messe in atto politiche pubbliche di sviluppo delle comunità locali anche grazie all'impiego locale delle royalties (magari qualcosa di più serio del "bonus benzina" erogato ai cittadini lucani dallo scorso anno).

A proposito di Basilicata, che estrae l'80% del petrolio tricolore, sua è la prima legge regionale (varata quest'estate) che ha decretato una moratoria delle estrazioni petrolifere, colpevoli di aver creato sul territorio più danni ambientali che benefici economici; la normativa, ed è questa forse la sua reale particolarità, proviene tuttavia da fuori la "politica di palazzo", dopo le innumerevoli battaglie che i Radicali lucani e numerose associazioni ambientaliste hanno operato sul territorio in anni di denunce e manifestazioni.

Via | Ansa
Foto | Flickr

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