Gli ecoreati nel codice penale

Gli ecoreati nel codice penaleGli ecoreati conquistano un posto nel codice penale! E precisamente dopo il Titolo VI (quello sull’incolumità pubblica), dove verrà inserito il Titolo VI-bis.: “Dei delitti contro l’ambiente”. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il disegno di legge "Disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente. Delega al governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della relativa disciplina”. Ora il testo andrà all’esame del Parlamento.

Il contenuto è semplice: nascono una serie di ecoreati ai quali corrisponde una pena. Per l’inquinamento ambientale è prevista la reclusione da uno a cinque anni e una multa da 5mila a 30mila euro e se si sfocia nel disastro ambientale si rischia invece la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da 30mila a 250mila euro. Per chi traffica i rifiuti illegalmente (unico reato ambientale già esistente) in galera rischia di passarci da uno a cinque anni e di pagare da 10mila a 30mila euro. Guai amari in caso di traffico di materiale radioattivo o nucleare: reclusione da due a sei anni e multa da 50mila a 250mila euro e la pena è aumentata di un terzo se il reato causa un pericolo concreto di una compromissione durevole o rilevante all'ambiente.

Con questo provvedimento “Si risponde ad un tema previsto dal programma di Governo, che vede l’abbandono del livello contravvenzionale per la tutela dell’ambiente – ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’ambiente - Tra le fattispecie troviamo i “delitti ambientali in forma organizzata” che corrispondono all’istituzione reati di ecomafia, riconoscimento richiesto da 14 anni dai giuristi e dalle associazioni. La norma prevede anche una delega al Governo per coordinare i delitti ambientali con le altre normative speciali del settore. Così l’Italia anticipa il recepimento della proposta di direttiva della Commissione Europea e si adegua ad altri codici europei come quello tedesco, francese, spagnolo e austriaco”. L’esecutivo Ue aveva infatti proposto una direttiva con cui chiedeva tolleranza zero contro gli ecoreati. Ne avevamo parlato lo scorso febbraio e il principio base della norma europea era elementare: la reclusione è più efficace delle pene amministrative.

Soddisfatta Legambiente che definisce l’approvazione “una svolta, un passo fondamentale verso la tutela dell'ambiente”. Proprio l’associazione qualche giorno fa denunciava l’Italia dei delitti ambientali con il rapporto Ecomafia: tre reati ogni ora e un giro di affari di oltre 23 miliardi di euro…chissà se con il “penale di mezzo” avremo notizie migliori il prossimo anno?

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