Trivellazioni nel Mediterraneo, proposta la moratoria

Dopo la richiesta dei deputati del Pd in Commissione Ambiente alla Camera Mariani e Margiotta, che auspicano un maggior coinvolgimento delle regioni interessate dalle trivellazioni off-shore, ci è giunto ieri un comunicato stampa che propone di alzare l'asticella petrolifera un po' più in alto.

Il Mediterraneo è l'area turistica più importante al mondo ma anche un mare quasi chiuso che è costantemente minacciato dal traffico di circa 300 petroliere al giorno per questi motivi la moratoria della trivellazioni petrolifere è una scelta non solo di buon senso ma anche economicamente conveniente

ha dichiarato il Presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro dell'Ambiente, all'apertura ieri del Forum Nazionale degli Amministratori per l'Ambiente.

Secondo un rapporto IPR Marketing / Fondazione UniVerde presentato ieri al Forum Nazionale e redatto su un campione di 1000 italiani, la coscienza ecologica nazionale in tema di idrocarburi si è decisamente innalzata, negli ultimi anni: oggi il 75% degli italiani non condivide le nuove politiche governative in materia, dicendosi preoccupato del via libera a nuove trivellazioni a ridosso delle coste, mentre il 68% si dice favorevole a sospendere le ricerche petrolifere nel Mediterraneo per un periodo di 5-10 anni, in cui studiare meglio rischi e tecnologie: il 71% ritiene che le trivelle nel Mediterraneo siano un rischio.

Per questo motivo è stata avanzata una richiesta di moratoria delle trivellazioni petrolifere off-shore, un appello al quale hanno aderito sindaci, attivisti, amministatori, ma anche studiosi e personaggi dello spettacolo, a dimostrazione ulteriore di quanto il tema sia sentito caldamente da tutti.

La motivazione, nella sua semplicità, è nobile: salvaguardare, oltre che la salute pubblica, anche la biodiversità ed il territorio marittimo:

Ogni giorno accadono incidenti petroliferi che inquinano ancor di più i nostri ecosistemi e allontanano l’obiettivo della bonifica ambientale dell’unico habitat a disposizione dell’uomo. Inoltre, in Italia non esistono le tecnologie e i mezzi per garantire interventi rapidi ed efficaci in caso di incidente. A questo si aggiunga che, per quanto riguarda gli effetti dell’estrazione e della raffinazione degli idrocarburi, oggi esiste una vasta e consolidata letteratura scientifica che prova senza ombra di dubbi o smentite gli effetti letali di queste attività per la salute umana e per l’ambiente. Per queste ragioni, almeno per quanto concerne il prelievo di idrocarburi pesanti (oil), CHIEDIAMO UNA MORATORIA DELLE TRIVELLAZIONI PETROLIFERE IN MEDITERRANEO e ci appelliamo alla promozione azioni che permettano di:
- definire modalità adeguate di valutazione degli eventuali impatti sugli ecosistemi profondi;
- rendere possibile solo il prelievo davvero eco-sostenibile per qualsiasi tipologia di risorsa;
- sviluppare tecnologie di prelievo più sicure;
- dotarsi di sistemi di monitoraggio e intervento tali da garantire il recupero degli ecosistemi profondi danneggiati e proteggere i cittadini dalle eventuali conseguenze.

Una comunione d'intenti forte che, è l'obiettivo del Forum, ci si impegnerà a diffondere presso tutte le amministrazioni locali della riviera delle Palme, affinché le voci a sostegno della moratoria petrolifera siano numerose.

Foto | Flickr

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