Allarme dei medici per l'ambiente: "Senza bonifiche, stiamo perdendo la battaglia contro il cancro"

maschera smog manichino

Per contrastare l'incidenza del cancro, sempre più alta, sulla popolazione italiana, bisogna agire su più fronti: dal contrasto del tabagismo, dell'alcolismo e delle altre dipendenze alla lotta contro l'obesità e lo stile di vita errato, caratterizzato da scarsa attività fisica, alimentazione scorretta e stress. Un fronte troppo spesso sottovalutato nella battaglia contro i tumori è quello ambientale. Il degrado urbano, la pessima qualità dell'aria, l'inquinamento industriale, i rifiuti tossici, la contaminazione di aria, acqua, suolo portano gli oncologi a pronunciare parole che mai vorremmo sentire:

Stiamo perdendo la nostra battaglia contro il cancro. Questa malattia si diffonde con un’incidenza del 4 per cento l’anno e il costo delle cure dal 2002 è aumentato del 400 per cento. Entro il 2016 è prevista l’introduzione di 85 nuovi farmaci, costosissimi, per la cura dei pazienti. Di questo passo il servizio sanitario non potrà reggere.

A pronunciarle dalle pagine de Il Mattino l'oncologo Antonio Marfella, a capo dell'Isde Italia, l'Associazione Medici per l'Ambiente. Sono 30mila i nuovi casi di tumore in Campania in un anno. Oggi il cancro si può sconfiggere, è vero, ma chi guarisce da un tumore da giovane, spiega Marfella, spesso sarà un soggetto più esposto e fragile rispetto agli individui sani. Solo investendo anche nella difesa dei territori e nella salvaguardia dell'ambiente da rifiuti tossici ed inquinamento industriale possiamo sperare di arginare l'avanzata dei tumori. Bisogna puntare sulla riqualificazione ambientale attraverso le bonifiche ma la politica purtroppo viaggia in senso opposto:

La cancellazione del dipartimento di prevenzione e la conseguente nascita delle ARPA non ha prodotto i frutti sperati. Anzi, i controlli si sono in molti casi ridotti e ciò non ha fatto altro che aggravare la situazione, denuncia Marfella.

L'appello dei medici è a votare solo politici che nei loro programmi pensano concretamente alla salute pubblica e ambientale, due obiettivi che non possono proseguire disgiunti. Il prezzo in gioco è troppo alto: perdere la battaglia contro il cancro. Una guerra che si può vincere solo uniti:


Tutti gli uomini sono responsabili dell'ambiente. I medici lo sono due volte. Fino a quando possiamo restare indifferenti? Noi medici abbiamo la cognizione che prevenzione vuol dire attenzione prioritaria alle problematiche ambientali poiché molte patologie di tipo degenerativo-neoplastico dipendono in larga parte dai fattori ambientali e dagli stili di vita scorretti; in questa realtà ha sempre meno senso cercare di curare le persone quando l'ambiente che le circonda continua ad essere nocivo.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail