Un'ape ci salverà se salveremo l'ape, l'economia ha bisogno dell'apicoltura

Noah Wilson-Rich, fondatore della Best Bees Company, studia da anni le api, i contaminanti ambientali e le malattie che stanno decimando le colonie. Se alcuni pesticidi aiutano l'agricoltura a mantenersi produttiva a breve termine, la scomparsa delle api, imputata dagli apicoltori ai neonicotinoidi usati nei campi, ha effetti negli anni devastanti per lo stesso settore primario.

La scomparsa delle api dalle aree rurali ha conseguenze pesanti sugli ecosistemi agricoli e sull'economia. La sindrome da collasso delle colonie sta portando allo sterminio delle api mellifere. Un numero decrescente di api si traduce nell'aumento dei costi di più di 130 coltivazioni di frutta e verdura.

La diffusione dell'apicoltura urbana, ce ne siamo occupati spesso su Ecoblog, apporta diversi vantaggi agli ecosistemi ed all'economia: salva colonie di api che non sarebbero riuscite a sopravvivere in campagna, in zone affette da moria, e garantisce l'impollinazione, vitale per la nostra sopravvivenza. In special modo nei prossimi decenni, quando la sfida alimentare con una popolazione stimata a quota 9 miliardi da qui al 2050, si farà più ardua, resa ancora più difficile dalla perdita inarrestabile di habitat nelle campagne e dal maggior numero di persone che andranno a vivere in città.

Le città vanno ripensate per vincere questa sfida e contrastare i cambiamenti climatici partendo da tetti verdi, produttivi, e promuovendo l'apicoltura urbana. Risparmieremmo sui costi del trasporto del cibo, mangeremmo in modo più sano, ridurremmo l'inquinamento, faremmo più attività fisica e ci ammaleremmo meno respirando, mangiando e vivendo in modo più sano. E questo processo non è utopico: ha bisogno delle api per compiersi, spiega Wilson-Rich che possiamo salvare il mondo, un'ape alla volta. La maggior parte delle colonie sparisce in inverno in campagna a causa di funghi, virus, pesticidi ma in città le api sopravvivono più che in campagna. L'apicoltura urbana si propone dunque di aprire le porte delle città alle api mellifere per rivitalizzare l'ecosistema urbano e coltivare sul tetto, sulle scale antincendio, in cortile, una speranza per la nostra e la loro sopravvivenza. A Torino vi segnalo il progetto Urbees.

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