Stato di salute del Paese

Legambiente ha presentato la sedicesima edizione di Ambiente Italia, l'annuale rapporto sullo stato di salute del Paese. Secondo lo studio, che prende in considerazione 100 indicatori, la stagnazione economica, che ha caratterizzato e paralizzato l´Italia negli ultimi anni, non ha ridotto la pressione sull'ambiente.

Innanzitutto, si registra una eccezionale crescita dei consumi energetici (+2,6% da un anno all´altro con il carbone che in 10 anni ha fatto un balzo in avanti del 25%) a un tasso largamente superiore a quello del Pil e concentrato principalmente nel settore civile e nei trasporti.

Complessivamente nell'ultimo decennio i consumi energetici sono cresciuti del 15%. La conseguenza si è tradotta in maggiori emissioni di gas. Confrontate con il 1990 - anno di riferimento per l'obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 assegnato dal Protocollo di Kyoto - la crescita (come emissioni nette) raggiunge il 9,9%. L'Italia ha un andamento opposto a quello degli altri grandi paesi europei, come Germania, Gran Bretagna e Francia, che riducono o stabilizzano le loro emissioni avvicinando o addirittura superando gli obiettivi di Kyoto.

In secondo luogo, il rapporto registra una crescita della mobilità su gomma di ben +43% nell'ultimo decennio, il che ha causato un maggior impiego di combustibili, nonostante il miglioramento dell'efficienza del parco auto. Stazionarie, invece, mobilità su rotaia e cabotaggio. Nel quadro europeo, l'Italia è il Paese che presenta il massimo squilibrio a favore del trasporto su gomma e a più elevata quantità procapite di mobilità motorizzata.

Cresce costantemente anche l'urbanizzazione del territorio (+6% a partire dal 1990): cinque chilometri quadrati su 100 sono oggi completamente artificiali con un picco lombardo del 10%. Nel 2003 si è interrotto anche il processo di riduzione dell'abusivismo: in valore assoluto le costruzioni abusive sono risalite a 40mila unità pari al 15,9% del totale delle costruzioni.

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