Rifiuti di Roma, l'ennesima proroga per Malagrotta è dietro l'angolo

Tre mesi: mancano solo tre mesi alla chiusura definitiva della discarica di Malagrotta, il sito che ingoia la totalità dei rifiuti prodotti dalla città di Roma; eppure cominciano a circolare delle voci, inquietanti, su una possibile proroga (l'ennesima, dopo che dal 1988 l'invaso è stato dichiarato esaurito) dell'apertura della discarica.

Dopo la bocciatura unanime del nuovo sito in Conferenza dei Servizi da parte di Comune, Provincia e Regione (che pure aveva all'epoca indicato il sito dei Monti dell'Ortaccio senza far eseguire alcun rilievo sul posto), e sopratutto dopo le dimissioni del Presidente Polverini, la soluzione per l'annoso problema è sempre più complessa.

Lo stesso commissario straordinario Goffredo Sottile sostiene che:

Sono molto preoccupato per questa situazione. Potremmo non farcela per fine dicembre. Dal punto di vista dei lavori dipenderà anche dalle condizioni meteorologiche dei prossimi mesi.

Proprio sui lavori il caos è totale: il Municipio XV di Roma Capitale ha infatti ordinato lo stop immediato ai lavori per la nuova discarica; non una presa di posizione, come ha spiegato chiaramente il Presidente del Municipio XV Gianni Paris:

Le nuove verifiche, condotte dal XV Gruppo della Polizia di Roma Capitale, hanno confermato che i lavori realizzati dalla E.Giovi srl sono privi di autorizzazione, come peraltro ammesso dallo stesso interessato e come si legge nel verbale del 26 settembre trasmesso anche alla Procura della Repubblica.

Nel frattempo monta anche la protesta della cittadinanza della Valle Galeria, con i cittadini che si incatenano per chiedere un incontro con quelle istituzioni che latitano da decenni, o per bloccare l'accesso dei tir all'inceneritore di rifiuti ospedalieri.

Dal canto suo il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha dichiarato:

Occorre aggiornare gli obiettivi stabiliti dalla legge per il trattamento dei rifiuti urbani, per adeguarli alle nuove direttive europee

direttive che andrebbero rispettate anche e sopratutto per il nuovo invaso dei Monti dell'Ortaccio sul quale però i dubbi sono molteplici: la totale assenza di prove di permeabilità e la non conformità alle norme vigenti in materia ambientale sono alla base del "no", in Conferenza dei servizi, pronunciato da Comune e Provincia, che pure ben poco di alternativo fanno.

Il Presidente della Provincia di Roma, durante un convegno proprio sui rifiuti organizzato ieri presso l'Università Roma Tre, ha tracciato quattro punti, (fiducia dei cittadini, partecipazione, responsabilità ed innovazione) che rappresentano solo delle buone intenzioni, le stesse buone intenzioni che oggi rendono ai cittadini quella "fiducia zero" nelle istituzioni che li governano.

Gli stessi cittadini che parlano di raccolta differenziata e di soluzione rifiuti zero sono gli stessi che hanno perso quella fiducia senza la quale è impossibile decretare una nuova discarica che, è ovvio, scontenterà tutti; tuttavia di raccolta differenziata, nei palazzi romani, nessuno sembra intenzionato a parlare, se non nei termini che porterebbero al 65% nei prossimi 3 anni: un tempo biblico indegno di una qualsivoglia città europea, troppo comodo e che, sopratutto (è il timore di tanti) rappresenta il solito specchietto per allodole.

Anche perchè qui nel Lazio tra 90 giorni si potrebbe votare.

Via | Il Tempo

Foto | 06blog

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