La Coop ha rinunciato alla vendita del tonno rosso. La decisione, che significa la salvezza di circa 6mila animali l’anno, è stata resa nota dal Segretario generale del WWF Italia, Michele Candotti, che insieme a Greenpeace sostiene la campagna per al salvaguardia di questa specie in estinzione. “E’ un forte segnale di educazione rivolto ai propri consumatori ed una grande segnale di responsabilità che apprezziamo moltissimo – dice Candotti - L’augurio è che anche in Italia la lista si allunghi, per coinvolgere sempre di più consumatori, pescatori, ristoratori e tutti coloro che hanno a cuore il bene della natura e di un’economia sana e sostenibile”.
Sebbene l’Iccat (Commissione internazionale per la conservazione del tonno in Atlantico e Mediterraneo) sappia che per evitare l’estinzione della specie non si possano pescare più di 15.000 tonnellate l’anno di tonno rosso, le quote fissate nelle aree interessate sono pari a 29.500 tonnellate.
Nel corso della protesta contro l’ipersfruttamento delle risorse ittiche e la pesca illegale sostenuta da Greenpeace a Bruxelles in occasione dell’European Seafood Exposition, l’associazione aveva presentato le sue proposte per tutelare il tonno rosso: dimezzare le quote di cattura, portare la taglia minima di pesca a 30 Kg senza deroghe, vietare l’uso di aerei per la ricognizione e rafforzare il sistema dei controlli e delle sanzioni per i trasgressori. Il WWF chiede inoltre di accettare il limite di 15.000 tonnellate all’anno, di chiudere la stagione della pesca a giugno, e di non acquistare tonno dai paesi che rifiutano di dimezzare le proprie quote. Qualcuno sembra aver ascoltato queste voci. Speriamo solo che la Coop faccia da apripista!
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AXE
30 apr 2007 - 09:03 - #1che differenza c’è tra il tonno rosso e quello normale ?
DoZ
30 apr 2007 - 10:24 - #2Evviva la COOP!!
Francesca
30 apr 2007 - 21:43 - #3@Axe
Semplicemente è più pregiato ed è ha rischio estinzione.
Francesca
30 apr 2007 - 21:44 - #4scusate a senza h.
ecoblog
07 mag 2007 - 18:03 - #5[…] […]
361gradibussola
08 mag 2007 - 23:51 - #6La foto che correda l’informazione fa riferimento alla modalità di pesca che prende il nome di “mattanza” rito pieno di storia e cultura. Occorre dire che non è questa tipologia di pesca che mette a rischio il tonno rosso ma la pesca fatta con tecniche moderne (radar, elicotteri e satelliti) specie dalle cosiddette isole galleggianti giaponesi, navi di enormi dimensioni che battono in lungo ed in largo i mari anche quello mediterraneo. La valorizzazione delle risorse ambientali attraverso la salvaguardia deve sempre tenere conto della sostenibilità economica e culturale di scelte drastiche e alle volte dettate da precise politiche di marketing e non da coscienze “ambientali”
chiarapaso
22 mag 2007 - 12:17 - #7sarà, ma la settimana scorsa nel banco pescheria dell’ipercoop di Reggio Emilia, erano in vendita dei bei tranci decongelati di tonno super-rosso (magari non era della specie in questione…però…)
Giornata mondiale degli oceani
08 giu 2007 - 16:03 - #8[…] In occasione di questa giornata non si poteva non parlare di pesca sostenibile. Negli ultimi mesi tanti sono stati gli allarmi sul pericolo estinzione di alcune specie di pesce (principalmente commerciale) nei nostri mari. Legambiente insieme all’associazione ambientalista spagnola Ecologistas en Acciòn hanno ribadito il loro “no” alla pesca al tonno rosso. “Se non saranno attuate al più presto misure di controllo efficaci - spiega Sebastiano Venneri, responsabile qualità, territorio e mare di Legambiente - il rischio più serio è un gravissimo depauperamento della specie con preoccupanti conseguenze proprio per coloro che dal mare traggono profitto”. […]
Pesca del tonno rosso, Italia indisciplinata
15 nov 2007 - 17:46 - #9[…] Avevamo già parlato del rischio estinzione del pregiato tonno rosso a causa della pesca eccessiva praticata per lungo tempo. Lo scorso gennaio la Commissione internazionale per la protezione dei tonni nell’Atlantico (ICCAT) aveva stabilito le quote della pesca della specie tra tutte le parti aderenti all’organizzazione, tra cui l’Europa e i suoi Stati membri. L’Italia sembra però essere stata un po’ indisciplinata, meritandosi una bella procedura di infrazione da parte della Commissione Europea: non abbiamo infatti inviato all’Europa, entro la scadenza prevista, i dati relativi alle catture del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo. Tra i cattivi della classe anche Cipro, Francia, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna. […]