Strabucks, una storia (perfortuna) americana

Starbucks, prima catena di coffe shop statunitensi, ha annunciato di voler usare almeno un 5% di energia pulita per il proprio consumo nei punti vendita. Un'inventario delle proprie emissioni di GHG era già stata condotta nel 2004, per definire un piano interno di riduzione. L'acquisto di energia eolica diminuirà di un ulteriore 2% le emissioni dannose.

Allo stesso tempo il megagruppo è entrato in diverse associazioni dove è utile farsi vedere, ad esempio Climate Group, World Resources Institute’s Green Power Market Development Group e Global Green USA.

Nelle scorse settimane, in un altro emisfero della rete nordamericana, si è fatto invece sentire Starbucks Delocator, un sito che aiuta a trovare alternative indipendenti e non fast food ai bar del gigante transnazionale (seimila negli USA e diecimila nel mondo).
Grazie a Laura di Gustoblog per la segnalazione.

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