L' Eni raddoppia le estrazioni di petrolio in Basilicata

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Il nocciolo della questione è tutto nella riforma del Titolo V della Costituzione se a Paolo Scaroni Ad ENI non par vero poter trivellare liberamente in Basilicata.

L’idea precisa? Eccola:

Nuove estrazioni, ben oltre i 25mila barili d’incremento già previsti in Val d’Agri e i 50mila in arrivo dalla Valle del Sauro, un maggiore gettito fiscale e interventi mirati per la promozione dello sviluppo infrastrutturale e produttivo della regione Basilicata: questo lo schema dell’ex decreto “liberalizzazioni” e dei pidiellini. «Faremo questa revisione del dettato della Costituzione - ha confermato Guido Viceconte - perché ci sono scelte che non possono essere demandate alle Regioni, impedendo la realizzazione di impianti strategici di interesse nazionale».


Lo scippo, perché questa è la sintesi della riforma al Titolo V della Costituzione, toglie appunto alle Regione l’autodeterminazione a decidere le azioni da adottare sul proprio territorio in materia di energia. E replica così Egidio Digilio senatore e coordinatore regionale di Fli:

Scaroni ha gettato la maschera. Siamo di fronte alla testimonianza che intorno al petrolio lucano si sono saldati, ai danni del nostro territorio e delle nostre comunità, interessi politici sostenuti dal Governo Monti con le lobby petrolifere (…) Un autentico oltraggio a chi rappresenta le Regioni e ha continuato a credere nella concertazione con Eni sino a firmare il Contratto di sito. Piuttosto, si prenda atto da parte del Governatore De Filippo come di tutti i partiti lucani che è radicalmente cambiato per la Basilicata il quadro della questione energetica e che pertanto la strategia del Memorandum, che mi ha visto unico parlamentare lucano disertare la storica ed ormai inutile cerimonia della firma e tenace oppositore, è sepolta.

La modifica è fatta e ora non resta che capire cosa accadrà in Puglia che pure fino al riconoscimento del T.A.R. Lazio aveva manifestato la propria volontà e autodeterminazione a tenere lontane le trivelle dal mare Adriatico e dalla Tremiti. Probabilmente rientrerà tutto nelle competenze del governo centrale e nessuno vi si potrà più opporre.

Via | Il Quotidiano della Basilicata
Foto | TMNews

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