Alla vigilia della rinascita della nuova 500 targata FIAT, c’è un gruppo di “amatori” ( tra cui l’arcinoto prof Ugo Bardi (che oramai un po’ come il prezzemolo lo ritroviamo un po’ ovunque)) che, quatto quatto, ha presentato alla mostra internazionale dei veicoli ad emissioni 0 di Firenze, una vecchia 500 con un motore elettrico al posto di quello a scoppio…. conquistando una platea entusiasta di eco-curiosi. Il perché si spiega nel filmato sopra postato e nelle statistiche:
> autonomia 100 km
> accellerazione migliore che con i motore a scoppio
> costo di un pieno 1,2 euro
> emissioni nell’ambiente 0 (ovviamente se caricata tramite energie rinnovabili)
> costo operazione di conversione: pari al cambio del motore

Questo piccolo gioiello, che a Firenze ha stupito i partecipanti alla mostra è andato, il giorno 30 maggio, in trasferta fino a Roma per sostenere moralmente un emendamento proposto dai Verdi che faciliti le riconversioni (retrofit) di auto antiquate… (per ulteriori dettagli vi rimando sul blog petrolio). Sebbene la trasferta sia stata un successo in termini di visibilità (addirittura il fortunato proprietario ha rimediato un’intervista su sky), a nulla è servita per sostenere l’approvazione del suddetto emendamento che, è stato bocciato sia dall’opposizione che da una parte della maggioranza.
E’ una vera disdetta vedere che quando uno sparuto gruppo di italiani si rimbocca le maniche per cambiare le cose in meglio è la politica che mette gli mette i bastoni tra le ruote.
Il gruppo di ecofanatici “amatori”, come si legge dalle pagine del blog di Aspoitalia non si da per vinto e promette più di un altro viaggio a Roma per cercare di convincere i “saggi” politici che una soluzione per una mobilità più sostenibile esiste.
via Petrolio
» un grazie particolarmente doveroso va a Debora, la “super Blogger” di Petrolio per il completo reportage sull’argomento. Vi consiglio un bella lettura approfondita sul suo blog per conoscere tutte le tappe della vicenda.
_Fox_
04 giu 2007 - 09:46 - #1Bello bello… Ma fischia da paura.. :)… Era proprio necessario tenere il cambio? Organi meccanici in movimento dalla dubbia efficienza. Motori alla ruota? Sicuramente avrebbe guadagnato in autonomia.
gnaffetto
04 giu 2007 - 10:38 - #2mi viene male pensare a quanti milioni di auto sono stete DEMOLITE in nome dell’ambiente. lo stato (che tra l’altro ha pagato degli incentivi.. cioe’ noi abbiamo pagato…) non poteva rottamare solo i motori (anzi.. anche quelli si poteva recuperare come cogeneratori..) e riconvertire ad elettriche quelle vecchie? quanta energia si sarebbe risparmiata, quanto inquinamento si sarebbe evitato (non solo di funzionamento, ma anche di costruzione)?
voi che avete contatti politici, coi verdi, perche’ non proponete che le cose ritirate con incentivi non venga piu’ rottamato ma recuperato? (anche solo stoccato in attesa di tecnologie migliori…). la pratica del distruggere è micidiale. e lo si fa’ con tutto….
ciao
http://gnaffetto.blogspot.com
max_massimo
04 giu 2007 - 14:13 - #3Fox - la scelta era quella di lasciare inalterato il più possibile della 500 originaria. Il prossimo cinquino sarà
magari con motori ruota e tante
altre cose in più e migliorative.
gnaffetto - hai centrato l’argomento.
_Fox_
04 giu 2007 - 14:53 - #4Max_massimo, daccordo, ma così si aumenta solo il peso e si perde in efficienza. Il cambio con i motori elettrici è inutile.. :) Motori alla ruota e recupero dell’energia in frenata con supercondensatori. La vedo benino.. :)
max_massimo
04 giu 2007 - 17:28 - #5Non c’è perdita di efficienza. Sarebbe bene fissare il rapporto su una marcia (2a o 3a) come avviene per i furgoni da 35 Q elettrici visto che la velocità varia grazie al driver elettronico. Ma mantenendo anche la prima o la quarta si permette al cinquino di arrampicarsi sui anche muri (1a) o consumare poco o nulla alle alte velocità (in 4a). Il peso è addirittura inferiore alla 500 originale grazie all’utilizzo di batterie al litio polimeri , il non plus ultra attualmente.
Altresì si potrebbe aumentare l’efficienza al massimo (impensabile per un veicolo col motore a scioppio) con i motori ruota e i supercaps ma … andiamo passo passo. Adesso si è dimostrato che il veicolo elettrico si può fare da subito.
gianluca bevilacqua
04 giu 2007 - 20:01 - #6per gnaffetto:
vorrei farti notare che il nostro caro stato per un auto da 10000 euro prende 2000 euro di iva(e vanno direttamente nelle casse dello stato)mentre l’incentivo(che paghiamo direttamente noi)e’ di soli 800 euro quindi allo stato rottamare in nome dell’ambiente”"conviene”"
ciao
roberto
04 giu 2007 - 21:10 - #7La questione dell’emendamento non approvato si divide in due: un movimento retrofit di massa porterebbe meno soldi nelle casse dello stato (accise). C’è da dire però, come viene detto in questo commento su Petrolio, la questione sicurezza del veicolo retrofittato non esiste in quell’emendamento. ci credo che non viene approvato. e ci si lamenta pure, accusando lobby del petrolio e politica italiana scadente? prima mettiamo a posto l’emendamento, e se sarà il caso incolperemo le lobby.
roberto
04 giu 2007 - 21:13 - #8ps: qualcuno sa se la 500 retrofittata è stata omologata? o se ne va in giro senza omologazione? cosa si rischia?
max_massimo
05 giu 2007 - 08:01 - #9Per Roberto
1-La 500 circola regolarmente su strada con targa prova come tutti i prototipi di questo mondo nel rispetto della legalità.
2- L’Italia è l’unico paese al mondo in cui occorre il benestare del costruttore (FIAT in questo caso) per fare la trasformazione in elettrico. L’unico, ripeto. Qualcosa che funziona in Italia c’è: la lobby dei costruttori. O no? Credi che convenga a chi vende le macchine nuove avere tra le ’scatole’ una macchina vecchia tornata nuova ed elettrica?
_Fox_
05 giu 2007 - 08:34 - #10Permettimi di dissentire su un punto, voi non avete dimostrato che l’auto elettrica si può costruire subito, avete dimostrato che è possibile convertire un auto ad uso elettrico e realizzare un prototipo.
Non voglio assolutemente sminuire il lavoro che avete fatto, anzi, se realizzerete un modello con motori a ruota e supercaps, e magari con un piccolo motore endotermico ad altra efficienza per la carica della batterie, avrete (per quel che può valere) tutta la mia stima.
Il punto è che una casa costruttrice deve sottostare a restrizioni che voi non avete tenuto conto. Ad esempio, cosa succede alla batteria montata nel cofano in caso di incidente? Me la trovo in braccio? Quali sono i tempi totali di ricarica. Quanti cicli di carica è in grado di sostenere la batteria. Qual’è il costo finale della trasformazione. Quanto incide la trasformazione sulla dinamica dell’auto.
Una casa automobilistica deve sottostare a queste e altre domande.
Per quanto riguarda il permesso della casa per la trasformazione, l’italia è uno dei pochi paesi che richiede la riomologazione dell’auto per modifiche estetiche (es. altezza dell’auto da terra).
Proust
05 giu 2007 - 10:02 - #11beh mi sembra anche giusto che ci siano dei controlli, se tutti potessero modificare liberamente la propria macchina sarebbe pericolosissimo!