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Rifkin parla di idrogeno e di rinnovabili

Pubblicato: 25 mag 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

jeremy Rifkin e Anna, foto D'AmatoJeremy Rifkin ha sequestrato le penne dalle prime file, per impedire alla gente di distrarsi scrivendo e prendendo appunti: voleva la massima attenzione disponibile.
Era stato invitato al festival della biodiversità del Parco Nord di Milano e ha iniziato parlando del picco del petrolio e di come le stime più ottimistiche ci diano altri 20 anni (i pessimisti parlano di 3 anni) prima della fine della nostra era. Quando il petrolio inizierà a scarseggiare, i prezzi saliranno e si potranno fare affari d’oro; per questo le compagnie petroliere ostacolano il passaggio massiccio alle rinnovabili e all’autoproduzione di energia.

Ha poi descritto un futuro ideale senza carbone “pulito” e senza nucleare “sicuro”. E’ stato molto duro sulla fattibilità tecnica, sulla convenienza economica e sulla lungimiranza geologica di stoccare la CO2 nel fondo degli oceani. Ha ricordato come i nuclearisti abbiano aperto le centrali dicendo ai governi “dateci soldi e tempo, che un modo di gestire le scorie lo troveremo”. Soldi e tempo ne hanno avuti e le scorie ancora aspettano una sistemazione sicura. Secondo Rifkin i carbonai di oggi usano la stessa retorica: “Presto, serve energia, dateci soldi e il permesso di aprire nuove centrali a carbone, che a dove mettere la CO2 penseremo in seguito”.

Rifkin ha descritto un futuro in cui l’energia viene prodotta da fonti rinnovabili (sole, vento, idroelettrico, geotermia e pure da biomasse o rifiuti) e conservata in forma di idrogeno (ottenuto per elettrolisi dell’acqua). In pratica ha riassunto la dichiarazione sulla terza rivoluzione industriale di cui parlavamo ieri. Ha dato speranza a tutti i presenti facendo notare che se Vittorio Prodi e’ riuscito a mettere d’accordo la maggioranza del Parlamento Europeo, con gente non sono di diversi partiti, ma anche di diversi Paesi… allora possiamo concederci il lusso di sperare che ci riescano anche i governi nazionali, a mettersi d’accordo!

Per finire, la parte più interessante del discorso verteva sulle reti energetiche intelligenti composte da nodi indipendenti, capaci di produrre energia in modo pulito e di scambiarla in rete. Queste reti sono frutto di un salto qualitativo non solo dei mezzi di produzione, ma anche delle comunicazioni paragonabile alla rivoluzione dell’avvento di Internet in cui la gente da consumatore di informazione e’ diventata produttore. La produzione di energia non resta appannaggio di pochi e non resta concentrata in luoghi che vanno difesi con un esercito o con forze geopolitiche massicce.

Se tutti possono diventare padroni della propria centrale domestica e si connettono ad una rete da cui prendere e a cui dare energia a seconda dei casi, il flusso di energia diventa più democratico. E’ un modo nuovo di fare business basandosi sulla condivisione. Anni fa non si credeva possibile che progetti basati sulla condivisione e sull’open source potessero funzionare, ma abbiamo le prove che questo e’ accaduto.
Rifkin ci ha invitati alla prossima rivoluzione, quella in cui la gente si approprierà dei mezzi di produzione dell’energia.

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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    25 mag 2007 - 08:19 - #1
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    no no,nn ci siamo,continuo a sostenere che Rifkin è un venditore di fumo…

  • nonhovoglia

    25 mag 2007 - 08:25 - #2
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    E perché secondo te ? Ho visto la sua intervista a che tempo che fa e sembra più parlare di economia che di ecologia. Devo leggere i suoi libri prima o poi

  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    25 mag 2007 - 09:15 - #3
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    Avevo già espresso i miei dubbi qui e li confermo :)
    http://www.ecoblog.it/post/3514/la-terza-rivoluzione-industriale-europea

  • Profilo di verlok

    verlok

    25 mag 2007 - 09:37 - #4
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    Avevo già letto tutto quello che è stato riassunto qui, nel libro di Rifkin “Economia all’idrogeno”, edito nel 2002.

    Dall’anno di pubblicazione sono passati 5 anni. “Che cosa stiamo aspettando, signora? (…) Che sia troppo tardi, madame!”

  • Gianfiorito

    25 mag 2007 - 09:57 - #5
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    Speriamo che la Dichiarazione proposta da Vittorio Prodi a Bruxelles diventi una Direttiva vincolante. Del tipo ogni paese deve realizzare un tot % di stoccaggio di energia rinnavabile con idrogeno rinnovabile. Per chi volesse approfondire l’argomento idrogeno un po di cose le ho messe quà: http://www.locchiodiromolo.it/blog/?cat=3

  • Profilo di gemon

    gemon

    25 mag 2007 - 10:48 - #6
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    al di là di idrogeno sì, idrogeno no, quello che è secondo me assolutamente condivisibile è il cambio di rotta proposto, un cambio di mentalità: passare dalla generazione di energia concentrata, in pochi posti enormi, ad una generazione distribuita.
    E fa bene a fare il paragone con internet, con il concetto di distribuzione tipica del mondo informatico in cui tutti i soggetti sono contemporaneamente produttori e consumatori (vi ricorda qualcosa il concetto del peer-2-peer?)

    Solo con una (ri)distribuzione delle capacità di generazione di energia si arriverebbe ad una democratizzazione della medesima. Ma è proprio questo che non si riuscirà mai a fare, a causa degli interessi enormi in ballo.

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    25 mag 2007 - 12:36 - #7
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    La ragazza nella foto si chiama Anna, e abbiamo commentato a lungo la conferenza. Rifkin e’, ovviamente, il signore sulla destra. :-)

  • Profilo di brizio

    brizio

    25 mag 2007 - 12:40 - #8
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    Per esempio:
    Invece di comprare un’auto da 25000€ ne compro una da 13000 piu eco-logica/nomica e con i 12000 che avanzo faccio un impianto fotovoltaico da 2kwp, ed ecco tessuta una maglia della rete.
    hmm… non è poi così difficile.

  • Profilo di Giovanni C

    Giovanni C

    25 mag 2007 - 13:45 - #9
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    Credo che di Rifkin oltre ad “Economia all’idrogeno”, sia molto interessante legger: “Il sogno europeo. Come l’europa ha creato una nuova visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano”. Il libro è una vera ventata di ottimismo, parla di energia e di un nuovo modo di immaginare il nostro futuro; lo consiglio a chi si lascia deprime dagli euroscettici. Ma Rifkin, descrive così bene le nostre città, il nostro territorio ma non entra mai nel dettaglio di come integrare le tecnologie rinnovabili con tutto questo enorme patrimonio.

  • Berto

    25 mag 2007 - 13:56 - #10
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    Costui mi sembra abbia idee troppo “talebane” sono sicuramente d’accordo sulle energie rinnovabili, ma almeno per i prossimi 50 anni non potranno che coprire un 20-30% della produzione (nelle ipotesi + ottimistiche)quindi non vedo perchè scagliarsi contro il sequestro di Co2 che se risulterà efficace sarà veramente la salvezza per il pianeta.
    P.S.: lasciamo perdere l’idrogeno che è solo un pagliativo per non prendere sul serio i problemi..

  • Luigi S.

    25 mag 2007 - 15:42 - #11
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    Rifkin già le palle ha capito che bisogna voltare pagina sulle energie e bisogna passare alle rinnovabili anche con l’autogenerazione o ci fregheranno di nuovo.

  • Profilo di eugenio

    eugenio

    25 mag 2007 - 17:21 - #12
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    Io ho sempre sostenuto che Rifkin e’ un parolaio, non a caso e’ il modello di Pecoraro ihih, pero’ a parte gli scherzi si deve proprio a Rifkin tutta quella propaganda sull’idrogeno che ha preso l’andazzo della disinformazione. ora mi dicono che ha ridimensionato le sue “visioni”, speriamo bene.

  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    25 mag 2007 - 18:05 - #13
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    quoto l’espressione parolaio!!!!

  • barch

    27 mag 2007 - 11:36 - #14
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    Rifkin non fa altro che andare in giro con la sua fondazione a spillar soldi a quelli che credono di essere “ecologisti”! L’idrogeno come vettore energetico è totalmente una bufala madornale….bisogna produrlo…..e produrlo dalle rinnovabili è una idiozia assurda…visto che già le rinnovabili ne producono poca di energia!!!!!!!!
    Esempio!
    Se produco 1 unità di energia da rinnovabili e la consumo ho una unità!
    Ammettiamo di passare dall’idrogeno re riottenere la mia energia: 1unità prodotta va moltiplicata x 0.70 (rendimento elettrolizzazione) x 0.70 (rendimento compressione ad alta pressione) x 0.70 (rendimento cella al combustibile) x 0.95 conversiona DC/AC

    totale: 0.325!
    Cioè ad 1 unità di elettricità prodotta da fonti rinnovabili, corrisponde meno di un terzo di utilizzabile con l’idrogeno. (i rendimento sono molto OTTIMISTICI!!!!)

    Ma chi è quello stupido che continua a quotarlo!!!!
    Scusate, ma andare direttamente elettrici?! insomma lavorare a degli accumulatori a più alta densità di energia…fare auto elettriche no?!
    Quella sarebbe la vera rivoluzione…ed utilizzerei tutta quanta l’energia prodotta dalle rinnovabili…

  • giuliov

    05 giu 2007 - 19:53 - #15
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    Leggetevi Nicholas Georgescu, molto interessanti sono le sue teorie che legano l’economia alla fisica(termodinamica), in particolare al concetto di entropia;in definitiva bisognerebbe ridurre drasticamente i consumi di energia (soprattutto dell’energia che non proviene dal sole),solo così si potrebbe pensare di tenere sotto controllo(nel senso di rallentare il più possibile l’aumento di entropia) il degrado del pianeta.