Via libera alle trivelle in Alaska

In un discorso tenuto ieri alla US Hispanic Chamber of Commerce, il Presidente Bush ha avallato diverse misure volte a fronteggiare la dipendenza americana dal petrolio straniero. Tra queste, protezioni legali ai produttori dell'additivo MTBE (colpevole di contaminare le falde acquatiche) e il permesso di scavare in alcune parti dell'Alaska Arctic National Wildlife Refuge.

Nella tundra artica potrebbero trovarsi i milioni di barili necessari a far scendere i prezzi del petrolio in nord america, ma d'altro canto lo sfruttamento di queste risorse potrebbe essere lontano almeno 10 anni. Il rischio è di avere un'influenza irrisoria sul fabbisogno energetico, a costo però di danni verso l'ambiente e la popolazine indigena.

Le misure comprendo anche sgravi fiscali e incentivi per carburanti alternativi, parte di una politica energetica ferma da anni e su cui fanno pressione, oltre ai Democratici, anche una coalizione di Conservatori. Una questione di politica interna complessa, in cui entrano in gioco lobby e interessi enormi e di natura molto varia.

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