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Macchine giganti per lavare l'aria di città

Pubblicato: 29 mag 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

disinquinamento urbano con enorme condizionatore al plasma

Il Modular City Air Cleaner e’ (banalizzando molto) un grosso filtro dell’aria capace (stando a quanto sostengono gli inventori) di pulire l’aria di una intera città da molti inquinanti. Hanno inoltre calcolato che in estate, con una temperatura esterna di +35 °C ed una umidità del 40% si otterrebbe un effetto di raffrescamento con abbassamento della temperatura di 6 o 7 °C.

La Vivex Engineering assicura che azionando il MCAC verrebbero filtrati CO, NOx, Idrocarburi, COV, nanoparticelle e la carica totale di batteri e virus. Un toccasana per l’aria inquinata di molte città.

Eccovi i risultati di test di abbattimento effettuati su macchine simili:

  • Polveri totali: tra 30% e 70%
  • Metalli: tra 40% e 90%
  • Ammoniaca: tra 35% e 65%
  • Idrocarburi vari: tra 20% e 50%
  • Monossido di carbonio: tra 40% e 80%
  • Ossidi di azoto: tra 40% e 90%
  • SOV: tra 65% e 95%
  • Carica batterica totale: tra 90% e 100%
  • Carica virale totale: tra 5% e 50%

Hanno cercato di costruirlo facendo in modo che avesse un basso impatto ambientale (può essere alimentato totalmente o parzialmente da pannelli fotovoltaici), un costo di esercizio altrettanto basso ed una affidabilità pluriennale.

Ho chiesto che mi calcolassero il disinquinamento del centro di una città come Milano, con raggio di 6 km per un’area di 28,3 km2, pari circa all’area urbana delimitata dalle tangenziali, costerebbe circa 40-50 milioni di euro.
Sarebbero necessari 60 - 80 moduli MCAC K500, nelle peggiori condizioni atmosferiche il consumo di acqua sarebbe di 350.000 litri/h. La rumorosità sarebbe minore di 65 dB(A). Se consideriamo che Milano ha 2 milioni di abitanti, i costi sarebbero di 20 – 25 €/ab per i lavori di installazione. Poi, il consumo energia elettrica a pieno carico 1,12 W/ab/h, il consumo acqua nelle peggiori condizioni 0,175 litri/ab/h.

Ho chiesto una valutazione di queste macchine ad amici (tanti) che lavorano con modelli matematici dell’atmosfera e tutti mi hanno detto che il problema di applicabilità di queste macchine e’ che lavorano in spazi aperti. Condizionare un ambiente chiuso (abitacolo di una automobile, camera d’albergo o locali di un supermercato) funziona perché esistono delle barriere che ostacolano il naturale rimescolamento dell’aria. Lavorare in spazi aperti significa sfidare i gradienti di concentrazione che tendono a livellare la quantità di inquinanti presenti. Forse potrebbe funzionare in situazioni particolari, ad esempio quando c’è una inversione termica che impedisce il rimescolamento verticale dell’aria.

» Video che spiega il funzionamento del MCAC

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23 commenti

Commenti dei lettori

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  • spotty

    29 mag 2007 - 08:05 - #1
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    350.000 litri/h?
    non è un pò caro vista la scarsità di acqua?

  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    29 mag 2007 - 08:38 - #2
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    e poi le polveri e le varie schifezze dell’aria dove finiscono? mica spariranno io dico..

  • Profilo di Proust

    Proust

    29 mag 2007 - 10:03 - #3
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    A me non sembra affatto male come cosa. E’ vero che all’aria aperta si mischia tutto, ma se messi nel centro della città dove le concentrazioni sono più alte non potranno fare che bene: abbasseranno il picco di inquinamento e mediamente si starà tutti un po’ meglio ;-)

  • Profilo di Fabio !!!

    Fabio !!!

    29 mag 2007 - 10:42 - #4
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    Non mi sembra un’idea tanto malvagia. Sarebbe un metodo per diminuire l’inquinamento in attesa che si diffondano altre tecnologie come macchine elettriche/idorgeno/ibride/ad aria e così via.
    Nelle città con elevati tassi di inquinamento potrebbe fare la differenza (mi vengono in mente soprattutto le città di Cina-India dove il tasso di mortalità/malattia dovuto all’inquinamento sta raggiungendo livelli allarmanti)

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    29 mag 2007 - 10:56 - #5
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    Ho paura che pulisca poco e sortirà l’effetto di calare l’attenzione al problema dell’inquinamento urbano, ne più ne meno di quanto hanno fatto i termovalorizzatori.

  • Profilo di gemon

    gemon

    29 mag 2007 - 11:39 - #6
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    ma tutte le cose filtrate dove vanno? magari in un bidone poi stoccato da qualche parte come per magilla?

    sono un po’ scettico

  • Naturo

    29 mag 2007 - 13:28 - #7
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    ma perchè serve acqua? e perchè così tanta?

  • Farouk

    29 mag 2007 - 14:23 - #8
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    Troppa acqua..

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    29 mag 2007 - 21:10 - #9
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    I filtri funzionano ad acqua evidentemente, sfruttano il principio della pioggia che in città fa calare il livello delle polveri sottili.

    E tutta quell’acqua inquinata poi dove andrà a finire secondo voi?

    Un’invenzione diabolica, come per i termovalorizzatori anche per l’inquinamento urbano si convinceranno di aver trovato la soluzione….

  • Profilo di I sogni di Harlock

    I sogni di Harlock

    29 mag 2007 - 22:03 - #10
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    A me sembra un sogno, respirare aria più pulita e temperatura più bassa :-)… Mi sa che resterà un sogno :-(

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    @ spotty, E’ pochissimo se consideriamo che questo valore si riferisce ad una ipotesi di trattare la cinta urbana di MILANO con un numero di persone di 2.000.000 di abitanti. In pratica il consumo d’acqua è di 0,175 litri/h per abitante servito (meno di un bicchiere d’acqua all’ora).

    Gli acquedotti in italia perdono dal 20% al 60% dell’acqua che portano (basta vedere le inchieste di REPORT e di Beppe Grillo). Sempre per lo stesso valore di riferimento di Milano, con un fabbisogno di almeno 250 litri/giorno/persona , l’acquedotto deve erogare almeno 500.000.000 di litri/giorno. Se ammettiamo che a Milano si perde solo il 20% (?) , la quantità di acqua persa dall’acquedotto sarà almeno di 100.000.000 di litri al giorno equivalenti a 4.166.666 di litri/ora ed equivalenti ancora a 2,08 litri/ora per abitante.

    Ora dobbiamo considerare che le macchine MCAC funzionano solo quando servono, cioè quasi mai 24 ore/giorno e MAI per 365 giorni/anno, mentre l’acquedotto perde 24 ore/giorno e per 365 giorni/anno.

    A QUESTO PUNTO TIRIAMO LE CONCLUSIONI.

    Grazie per l’interesse a tutti voi.

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    @ Gianca77, Le polveri inorganiche vengono concentrate nell’acqua delle macchine MCAC e periodicamente scaricate nelle fogne comunali.

    Per quanto riguarda gli altri inquinanti questi si scompongono/compongono in CO2 + H2O + N2 e come tali in parte le ritroviamo nell’acqua di scarico come relativi acidi o sali, mentre la maggior parte è riversata in atmosfera.

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    @ Proust,
    ESATTA CONSIDERAZIONE !

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    @ Fabio!!!
    ESATTA CONSIDERAZIONE !

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    @ ciquta, Sono due tecnologie assolutamente differenti ed indirizzate a prodotti di partenza non comparabili. Anche se pulisce poco, meglio del niente che c’è adesso, che ne pensi?

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    @ Gemon, per favore guarda la risposta data a Gianca77, scusami ma non voglio riempire la pagina con risposte uguali. Ciao.

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    @ Naturo, Perchè serve acqua è presto spiegato: Le macchine lavorano riproducendo il ciclo della pioggia con temporale. Tecnicamente si deve individuare come: Trattamento al Plasma Freddo con stadio di pulizia a Scrubber ad umido. Il plasma freddo (cold plasma) agisce sui gas sia organici che inorganici mentre lo scrubber ad umido separa principalmente le polveri.

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    @ Farouk, perfavore guarda la risposta data a spotty. Grazie.

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    @ i sogni di Harlock, Se riuscissimo a mettere tutti i sogni insieme, potremmo cambiare il Mondo e smettere di sognare soltanto per sentirci meglio. Facciamo adesso… che ne pensi?

    Grazie a tutti e a presto!
    Marco

  • Profilo di Proust

    Proust

    30 mag 2007 - 22:36 - #20
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    Grazie mille Marco!
    molto interessante la spiegazione di dove finisce l’acqua e di quanta ne serva.

    sai anche dirci se riuscirete a convincer qualcuno ad installarli? magari anche in altri centri più piccoli di Milano dove l’investimento non sarebbe così colossale.

    Saluti

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    31 mag 2007 - 10:25 - #21
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    @marco

    Cosa ne penso? che voi giustamente fate i vostri interessi e forse io al tuo posto farei uguale, ma che dal punto di vista psicoecologico avrà solo un impatto negativo.

    ciao

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    @ Proust,
    Gentile ad essere ancora lì, vale lo stesso per ciquta, apprezzo il tempo e la voglia di sapere che dedicate all’argomento, e che, purtroppo non è condiviso molto dagli altri. L’MCAC non vuole convincere nessuno con l’ars retorica, e non vuole essere un depistante, ma solo un punto fermo nel panorama delle possibili soluzioni ad un male che convive con noi da troppo tempo.
    Mille le soluzioni, è vero, ma se cominciassimo ad applicarle tutte, allora tante persone comincerebbero a respirare meglio. MCAC è a disposizione di chi vuole agire subito, prima che grossi meccanismi burocratici e multinazionali con il loro potere mediatico riescano a cambiare la prospettiva dei problemi dimostrandoci e CONVINCENDOCI che il problema non è mai esistito!
    Forse un giorno nel supermercato troveremo le caramelle antiproblema, in modo che ogn’Uno possa vivere la propria realtà costruita dal proprio cervello.
    Forse il problema è che il nostro cervello fra poco non interagierà più con gli input ricevuti dall’esterno, ma sarà lui stesso ad inviare input desiderati al contesto reale, in modo da aggiungerli alla realtà facendola pesare meno, La cosiddetta AUGMENTED REALITY… a presto.

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    @ ciquta, cosa consigli allora?