Le foreste ci aiutano col protocollo di Kyoto

I boschi italiani abbattono le emissioni

Boschi e foreste italiane coprono il 34,7% del territorio e partecipano al raggiungimento degli obbiettivi del Protocollo di Kyoto che il nostro Paese ha sottoscritto. Gli alberi si prendendono carico dell'11% dei tagli previsti alle emissioni. La "gestione forestale" e', infatti, tra le attività che possono concorrere al contenimento dei gas a effetto serra perché le piante, crescendo, sequestrano CO2 dall'atmosfera e la fissano in legno.
Tradotto in soldoni, potremo detrarre circa 10.2 milioni di tonnellate di anidride carbonica dal bilancio nazionale delle emissioni pari ad una cifra compresa tra i 750 milioni e un miliardo di euro.

Si e' parlato di questi argomenti al convegno del Corpo Forestale e dall'Istituto Nazionale di Statistica: "Il sistema nazionale delle statistiche forestali: situazione attuale e prospettive - L'Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi di Carbonio".

Un atlante della vegetazione nazionale esisteva già, ma occorreva inserire nuovi parametri e uniformare la cartografia agli standard europei.
E' cambiata anche la definizione di bosco adottata: ora e' in vigore quella della Fao per il Forest Resources Assessment (FRA2000, ma esiste anche il FRA2005)

Secondo le stime della forestale i nostri boschi ospitano una massa arborea complessiva di 972 milioni di tonnellate; trattengono 486 milioni tonnellate di carbonio pari a circa 1'782 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Questi valori cambiano, in relazioni ai cambiamenti delle superfici boscate (abbandono terreni, incendi, tagli, ...) e dei parametri climatici che favoriscono o meno la crescita delle piante.

Le regioni che contribuiscono maggiormente alla formazione di questo tesoro sono la Toscana (massa arborea 108,7 milioni di tonnellate, pari a 54,3 milioni di tonnellate di carbonio), il Piemonte (massa arborea 94,4 milioni di tonnellate pari a 47,2 milioni di tonnellate di carbonio) e la Lombardia (massa arborea 66,8 milioni di tonnellate pari a 47,2 milioni di tonnellate di carbonio).
In Alto Adige si registrano i valori più alti di carbonio per ettaro (69). Seguono il Trentino (68) e la Valle d'Aosta (65). Le Regioni meno ricche di boschi risultano essere la Puglia (7.5%) e la Sicilia (10.0%).

La maggior parte dei boschi italiani e' di proprietà privata (63.5%), il 32.4% e' di proprietà pubblica, mentre quasi il 4% della superficie non e' stata classificata per tale carattere. L'80,9% della superficie forestale e' sottoposto a vincolo idrogeologico. Solo il 27.5% e' protetta dal vincolo naturalistico.

La maggiore percentuale di boschi con origine naturale e' in Sicilia (36.6%), in Abruzzo (32.3%), in Valle d'Aosta (32.0%) e in Puglia (31.9%). La maggior parte dei boschi (69.2%) ha origine seminaturale, ciò significa che sono stati interessati da pratiche selvicolturali. Un 6.3% e' "artificiale", ovvero e' stato piantato

Il 68.3% dei boschi italiani non presenta danni o patologie evidenti; il 22.6% soffre di vari malanni tra cui i parassiti (9% in media, ma 25,7% in Liguria), eventi meteorici o climatici intensi come siccità, trombe d'aria, (5.6% in media, ma 13% in Piemonte); un'ultima parte di danni ai boschi e' causata da pascolo o dagli animali selvatici (3.2% in media, ma 33,7% dal pascolo in Puglia). Per il 10% dei boschi lo stato di salute e' ignoto.

Via | Corpo Forestale

Lo stato delle foreste nel Mondo
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