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10 centrali nucleari risolveranno i nostri problemi

Pubblicato: 30 mag 2007 da viviana

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dibattito sul nucleare: Veronesi contro Rubbia Ci risiamo. Stamattina al GR1 ho distrattamente sentito parlare di nucleare. Un signore del CNR (non ho fatto in tempo ad annotare titolo e nome) spiegava come il nucleare sia una fonte pulita e che oramai le tecnologie attuali ci possono fare sentire tranquilli sulla sicurezza delle centrali. Arrivo in ufficio e leggo un comunicato di Legambiente, “Scienziati pro-nucleare. Una proposta fuori tempo e fuori luogo”. Allora cerco di capire che sta succedendo.


Pare che l’oncologo Umberto Veronesi abbia sottoscritto l’appello di un gruppo di scienziati ribattezzato “Galileo 2001” e che questo abbia scatenato un po’ di reazioni.
L’appello in questione è una lettera inviata lo scorso 2 aprile al Presidente della Repubblica e al governo sul come rispettare il protocollo di Kyoto. Secondo questi scienziati, “per sostituire il 50% della produzione nazionale da fonti fossili basterebbero 10 reattori del tipo in costruzione in Francia o Finlandia, con un investimento complessivo inferiore a 35 miliardi di euro”.
Quindi, ecco che ci risiamo, il nucleare come fonte energetica che ci salverà dal cambiamento climatico e dalla dipendenza dai combustibili fossili.

Leggo poi su Repubblica.it di oggi un “botta e risposta” tra Veronesi (oncologo o fisico nucleare? Non ricordo bene…) e Carlo Rubbia (nobel per la fisica) sul tema. Tutti d’accordo che la fonte energetica ottimale non l’abbiamo ancora trovata, ma le posizioni sul nucleare sono molto diverse. Ottimista Veronesi, prudente Rubbia.

Secondo Veronesi, il Governo Italiano si è assunto l’impegno di Kyoto senza essere pronto a rispettarlo, e vede nel ritorno all’atomo una soluzione, intorno alla quale si scatenano “fobie popolari, timori irrazionali e retaggi storici”. “Purtroppo la parola nucleare spaventa più degli incidenti che potrebbe causare”. Inoltre, Veronesi fa l’oncologo dicendo che “un modo concreto per ridurre il rischio dei tumori provocati dall’ambiente è intervenire sulle fonti di energia”. Questa è nuova, il nucleare contro il cancro!!

Secondo Rubbia, “non c’è forma di energia senza pericoli, basta pensare al Vajont”. E che la situazione critica dell’Italia rispetto a Kyoto “è dovuta allo scollamento tra quanto abbiamo sottoscritto e le politiche energetiche del paese”. Il nucleare contribuisce solo per il 6% al fabbisogno mondiale di energia, e non ci possiamo dimenticare dei problemi legati alle scorie radioattive di lunga vita (l’Italia non sa ancora bene che fare delle sue usate 30 anni fa!). Per il premio nobel quindi la soluzione è solo una: “Ricerca e Sviluppo”.

Ovviamente contraria Legambiente, l’associazione promotrice del referendum contro il nucleare del 1987. Secco commento, “a oggi il nucleare sicuro non esiste”. E bisogna puntare su efficienza e risparmio, e sulle rinnovabili.
Contrario anche il Parlamento Europeo, a quanto sottoscritto nel documento approvato poco tempo fa. Contrari gli italiani, secondo un recente sondaggio. Un po’ meno certi politici, che infilano emendamenti “atomici” nel DDL energia (ma tanto l’Enel è da anni che investe in centrali nucleari nell’Est Europa…).

Non vi annoio con la mia opinione (l’avevo scritta ma ci ho ripensato…), preferisco in cambio segnalare un paio di siti che spero vi colpiscano allo stomaco.
http://www.greenpeace.it/cernobyl/http://www.progettohumus.it/

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152 commenti

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  • gnammignammi

    30 mag 2008 - 17:57 - #151
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    In giappone avvengono spesso incidenti nelle centrali e grazie all’efficienza dei tecnici e della tecnologia avanzata, frutto della ricerca, riescono ad evitare danni gravissimi come quello che si è verificato a chernobyl. Sono tecnologicamente avanzati, forse i più avanzati. In Italia invece siamo tecnologicamente arretrati grazie alla gente con i paraocchi che al solo sentire “nucleare” diventa cieca per l’esplosione che istantaneamente gli si presenta di fronte. Inoltre la ricerca non va avanti perchè fa comodo a qualcuno. Grazie a questa gente per 20 anni il nostro paese ha rallentato pietosamente la ricerca nucleare. Adesso tolgono fuori la storia dell’eolico e del solare. Queste fonti non possono essere le uniche ad essere sfruttate per produrre energia e per produrre una discreta quantità di energia occorre sacrificare vastissime aree del territorio per il piazzamento dei pannelli e dei generatori eolici. La soluzione sarebbe quella di riprendere in mano la ricerca nucleare e costruire qualche centrale e nel contempo sviluppare anche le tecnologie da fonti rinnovabili. Dicono che le centrali di quarta generazione saranno realizzabili entro 20 anni. Se la ricerca andasse avanti a ritmi sostenuti sicuramente ne verremo fuori prima di questo tempo lunghissimo. Ma questa situazione fa comodo a coloro che detengono le redini del gioco, le superpotenze che hanno il petrolio in casa loro. L’Italia deve rialzarsi e guardare oltre. Non solo il nucleare è pericoloso, questo è solo un pretesto per fermare il nostro paese. Anche le industrie chimiche sono pericolose, anche le raffinerie. Perchè dopo l’incidente chimico di porto marghera non si è fatto il referendum per chiudere le industrie chimiche? Ma non facciamo i ridicoli! Basta con questi pregiudizi. Dicono che in Europa non si costruiscono più centrali da non so quanti anni. Grazie al piffero, non le hanno mai chiuse e non servirebbe costruirne altre perchè quelle che ci sono bastano e avanzano, avanzano talmente tanto che vendono energia anche all’estero! Invece qui in Italia quale vantaggio è stato tratto dalla chiusura delle centrali? Nessuno! Prendiamo energia dall’estero e siamo circondati da un ombrello atomico. Un incidente in Spagna, Svizzera, Francia ecc., avrebbe conseguenze gravissime nel nostro paese! Pensando poi all’incidente di chernobyl, poteva essere evitato. Esso è stato invece provocato portando al limite il reattore. In sostanza, per concludere, la soluzione sarebbe non affidarsi a una sola fonte energetica ma combinarne di diverse. Il solare andrebbe bene in regioni come la sardegna e idem l’eolico, in altre regioni queste tecnologie non decollerebbero. Per questo è inutile dire che bisogna puntare solo su queste energie. Inoltre, anche queste, prima o poi, raggiungeranno costi di gestione altissimi a causa delle speculazioni. Un’ultima cosa: siamo messi male, rialziamoci in fretta prima che ci demoliscano del tutto e semttiamola con pregiudizi stupidi che molte volte non hanno fondamento e contribuiscono ad affondarci ancora di più.

  • Angioletta

    19 giu 2008 - 13:50 - #152
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    a me fanno tanta paura le conseguenze
    anke quelle sull’ ambiente…e poi le scorie sono trp pericolose!

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