In Lombardia hanno calcolato che la decisione dell’Unione Europea di ridurre le emissioni italiane di anidride carbonica del 6,3% rispetto al piano di allocazione presentato dal governo costerà 76 milioni di euro. Il calcolo è stato fatto dalla Camera di commercio di Milano sulla base dei dati Apat 2005 e del ministero dell’Ambiente.
La regione più colpita dai tagli alle emissioni potrebbe essere la Puglia, dove ha origine il 20,3% delle emissioni di CO2 nazionali, seguita dalla Sicilia con il 13,3%. In Lombardia, nonostante la densità di popolazione e tutte le fabbriche che ci sono, si emette il 12,7% del totale nazionale. La Lombardia ha però attivato un Kyoto Desk, ovvero uno sportello a supporto dell’applicazione di misure ecologiche, a cui le imprese possono rivolgersi.
Lo sportello ha lo scopo di favorire l’aggiornamento e la diffusione del know-how, favorire l’aggregazione e la formazione di filiere (da sempre un modo per abbattere i costi), promuovere le nuove tecnologie e soprattutto “identificare gli strumenti d’investimento legati all’operatività dei sistemi di emission trading” ovvero studiare le scartoffie e trovare un modo di guadagnare dal mercato delle emissioni.
Via | Camera di Commercio di Milano
Berto
31 mag 2007 - 08:52 - #1Come è possibile che la puglia che ha 4 milioni di abitanti e non molte industrie, emetta quasi il doppio della Lombardia che ha 9,5 milioni di abitanti e molte più imprese?
Posso capire il caso della Sicilia, in quanto sono presenti sul suo territorio molte raffinerie, ma la Puglia..
Proust
31 mag 2007 - 12:37 - #2Berto: credo sia colpa della centrale di brindisi
http://www.ecoblog.it/post/3430/le-centrali-piu-inquinanti-deuropa