
La più grande banca britannica (la HSBC) ha annunciato di voler destinare 100 milioni di dollari in beneficenza ambientalista.
I beneficiari dell’elargizione saranno il Climate Group (17 milioni), Earthwatch Institute (35 milioni), Smithsonian Tropical Research Institute (8 milioni) e il WWF (35 milioni, …si chiama FONDO mondiale per l’ambiente proprio perché dedito alla raccolta di fondi).
Per la banca, si tratta dello 0.5% dei profitti del 2006. Il profitto della banca viene anche da clienti che sfruttano le risorse naturali in modo non sostenibile. Qualcuno lo ha fatto notare al presidente, che ha risposto “continueremo a fare affari con questi soggetti fintanto che saremo convinti delle loro buone intenzioni verso lo sviluppo sostenibile”.
Peccato che una delle compagnie finanziate dalla banca, proprio nel 2006, abbia perso la certificazione del FSC per mancanza dei requisiti essenziali ma abbia continuato ad avere rapporti economici con la banca.
In risposta ad una esplicita richiesta di coinvolgimento diretto, la HSBC ha organizzato un corso on line sul riscaldamento globale, a disposizione dei suoi dipendenti. 25′000 dipendenti della HSBC hanno aderito a vari progetti di volontariato ambientalista, partecipando a gruppi di lavoro sia in orario di ufficio che nel loro tempo libero.
Nel 2005 la HSBC si era anche fregiata di essere “carbon neutral”. Aveva compensato le emissioni dei suoi uffici e dei viaggi dei dipendenti, senza spingere per una riduzione delle emissioni e senza richiedere che i suoi guadagni fossero carbon neutral. Le emissioni, un anno dopo, erano cresciute del 23%.
Via | BBC
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Proust
01 giu 2007 - 08:58 - #1non ho ben capito il tono dell’articolo…se non sbaglio dici: “che diavolo fate le donazioni se poi siete i primi a non fare nulla anzi a guadagnare sullo sfruttamento dell’ambiente?”
beh, sicuramente hai ragione, ma come tutte le altre banche del mondo cerca di guadagnare, le altre però non fanno neppure la donazione…
non sarà una banca verde, sarà marroncina, ma sempre meglio che nera, no?
Lumachina
01 giu 2007 - 09:35 - #2Proust, effettivamente la banca in questione la vedo “grigia”. Quello che non mi piace proprio sono le donazioni “etiche” fatte su richiesta dell’ufficio marketing.
Mi vengono in mente i pellegrini per interposta persona, erano ricchi che rimanevano a casa a continuare la vita come prima e pagavano qualcuno per “pellegrinare” al posto loro.
Se vuoi essere una banca etica, lavora eticamente, non dare le briciole a qualcun altro per fare quello che potresti fare tu. Se per te la protezione dell’ambiente e’ un valore da sbandierare sui comunicati stampa, applicalo al tuo modello di business!
Proust
01 giu 2007 - 09:41 - #3Concordo pienamente!
come i vip che si fanno fotografare quando staccano gli assegni per i bimbi poveri grrr! ma se glieli vuoi dare daglieli e basta, non farti pubblicità sulla pelle (letteralmente) degli altri!
Proust: una crociata contro il marketing! :D:D:D
Gianfiorito
01 giu 2007 - 09:42 - #4Attenzione che ora WWF significa world WIDE fund= fondo del mondo intero, non (World Wild Fund = fondo vita selvaggia)
Old_Glory
01 giu 2007 - 10:08 - #5C’è da dire che WWF e soci possonoa nche rifiutarsi, volendo di ricevere queste donazioni. Evidentemente hanno meno vena polemica di chi crtica queste azioni.
Berto
01 giu 2007 - 11:44 - #6Beh 100 milioni sono meglio che niente e poi bisogna considerare il significato simbolico magari altre banche faranno lo stesso.. Certo io invece di darli a questi enti avrei erogato questi soldi per la costruzione di un parco eolico o avrei fatto ricoprire le mie sedi di pannelli solari o altro probabilmente + utile..