
Due lettori (Capracotta e Dust) ci hanno segnalato un motore di ricerca che sostiene progetti di carattere etico: si chiama Ripple. In pratica l’utente sceglie di farsi mostrare un po’ di pubblicità e il ricavato del pay per view viene destinato a progetti di microcredito, educazione, accesso all’acqua o autosufficienza alimentare.
Il motore si basa su Google, quindi la qualità delle ricerche dovrebbe essere quella a cui la maggior parte dei navigatori e’ abituata. Può anche essere integrato nei blog.
Via | Downloadblog
Fabio !!!
04 giu 2007 - 09:08 - #1Interessante.
L’ho segnalato sulla pagina del mio sito.
Grazie dell’informazione.
Ciao.
Lumachina
04 giu 2007 - 09:17 - #2Io, personalmente, sto cercando di eliminare la pubblicità dalla mia vita. Quando arrivano gli spot in tv tolgo l’audio e faccio altro. Ho disabilitato i pop-up da anni e il mio browser rimuove gli spazi pubblicitari dai siti che visito (ammetto la mia eresia: non credo nel PIL e non credo che la pubblicità sia una componente indispensabile della cultura popolare contemporanea).
Sono stufa, ma proprio stufa, di perdere tempo con gli spot, di sprecare memoria con le canzoncine e di essere presa per i fondelli da messaggi che solleticano i miei bassi istinti o insultano i valori in cui credo. Preferisco dedicare il mio tempo e la mia attenzione ad altro e agire direttamente, invece di demandare qualcuno, pagandolo, a cambiare il mondo per me. Il grosso guaio e’ che senza pubblicità non potrei permettermi di scrivere su ecoblog. Sto cercando delle alternative sostenibili, ma per ora non ne ho trovate.
Detto questo, se qualcuno di voi ha più entusiasmo di me e vuole, di tanto in tanto, cliccare su uno dei simbolini di Ripple, ben venga. Le organizzazioni che riceveranno i soldi godono di una buona reputazione e mi aspetto che useranno i soldi al meglio.
Non credo che le persone che hanno inventato Ripple siano “cattive”, ma non credo che Google si lasci usare gratis, per cui mi domando come fanno a sopravvivere, visto che dichiarano di destinare il 100% del ricavato degli spot ai progetti che finanziano. Forse la risposta e’ già scritta e non l’ho trovata. Forse sono solo acida perché e’ lunedì mattina… Forse dovrei fidarmi di più di chi dice di voler aiutare il mondo. Comunque sia, siete tutti adulti e capaci di decidere da soli come gestire il vostro tempo on line.
Proust
04 giu 2007 - 10:14 - #3Quoto tutto il discorso di Lumachina.
anch’io cerco di intraprendere la mia personale crociata contro il marketing e la pubblicità, purtroppo al momento ho ottenuto gli stessi risultati di don chisciotte per cui tendo a non scartare iniziative come questa.
OT:
più o meno analoga cosa la potete trovare su questo sito:
http://www.shopmon.it/
fondamentalmente fanno indagini di mercato su commissione e per ogni questionario compilato donano un euro a unicef o Amref, ci si iscrive alla mailing list e ogni tanto arriva un questionario a crocette da fare (uno al mese)
so che ha molto sucesso, probabilmente puntano sul “per quel che mi costa lo faccio”…però funziona.
/OT