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Le etichette della acque del rubinetto e minerali

Pubblicato: 10 giu 2007 da silvia

Commenti dei lettori

acqua_minerale_rubinetto In occasione del post sulla ricerca di Altroconsumo sugli impianti di depurazione dell’acqua nei rubinetti a casa si è parlato della possibilità di un confronto tra le acque minerali e non, sulla base dei parametri risultanti dalle analisi fisico-chimiche. In realtà, non esiste una acqua migliore di un’altra in assoluto. Dipende dalle nostre necessità fisiche. Ad esempio leggo sulle Linee Guida dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) che “non è vero che il calcio favorisca la formazione dei calcoli renali. Le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell’acqua possa favorire la formazione dei calcoli stessi: anzi, è stato dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire al riguardo un fattore protettivo”. Anzi l’acqua calcica è consigliata nei casi di osteoporosi. La magnesiaca è purgativa e la sodica è consigliata per chi fa tanto sport.

L’importante è che siano rispettati i limiti relativi ad alcune sostanze che potrebbero essere pericolose per la salute. La legge (D.M. 29/12/2003) fissa dei limiti massimi ammissibili per alcune sostanze nelle minerali come l’arsenico e il cianuro. Per l’acqua potabile, invece, i limiti sono contenuti nel decreto legislativo 31 del 2001 dove si legge che un’acqua per essere considerata potabile non deve contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

E come si fa a sapere quali sono i parametri dell’acqua del rubinetto della nostra casa? Rivolgiamoci al nostro comune o all’azienda che si occupa della distribuzione. Io abito a Roma e ho scoperto che proprio l’aprile scorso Acea ha presentato la Carta d’identità per l’Acqua della capitale. Una iniziativa utile, anche perché in questa carta sono confrontati i parametri chimici dell’acqua distribuita nella capitale e quelli stabiliti dal decreto del 2001.

» D.M. 29/12/2003
» Decreto legislativo 31 del 2001

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Monnezza differenziata

    10 giu 2007 - 12:44 - #1
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    Ma che senso ha comprare acqua minerale, quando dal rubinetto, esce acqua assolutamente bevibile?
    L’acqua di Roma e Cagliari, per citare due realtà che conosco, è considerata migliore dell’acqua che compriamo al supermercato.
    Ma noi italioti niente, continiuamo a comprare acqua al supermercato (senza tener presente, oltretutto, del TIR che ce l’ha portata fin sotto casa), BAH!

  • Profilo di Old_Glory

    Old_Glory

    11 giu 2007 - 09:14 - #2
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    “bevibile” non significa assolutamente che sia buona…
    Purtroppo molte acque del rubinetto, sono sì bevibili (casa mia) ma hanno un sapore non proprio come quello delle normali acque in bottiglia.
    Ovviamente la posso utilizzare per cucinare, ma per bere è meglio l’acqua (qualsiasi) in bottiglia o raccolta ad alcune fonti.

    E credo che in tantissime altre relatà italiane la situazione sia simile se non peggiore.

  • Profilo di Rolf Oldeman

    Rolf Oldeman

    11 giu 2007 - 10:18 - #3
    1 punto
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    Si puo fare il Pepsi-test. Chiedere un amico di prepararti 2 bicchieri di acqua, uno dal rubinetto e uno dalla bottiglia. Stessa bicchiere, stessa temperatura. E poi indovinare. Se quello dal rubinetto ti va bene puoi risparmiare un bel po di soldi, rifiuti e di peso da portare in casa.

  • Kuntz

    11 giu 2007 - 14:30 - #4
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    L’acqua potabilissima di casa mia ha un gusto orrendo: non potrebbe essere altrimenti visto che per la gran parte è acqua del Po depurata. Bere acqua comprata è “doloroso” ma al momento, se voglio bere acqua buona - e non vedo perché non dovrei - non ho altra scelta. Scelgo bottiglie di vetro e acqua che proviene da fonti “vicine” ma l’acqua del rubinetto di Torino se posso scegliere preferisco non berla.