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River glow: i led per individuare l'inquinamento nei fiumi

Pubblicato: 19 giu 2007 da viviana

Commenti dei lettori

River glow, sistema a led per monitorare la qualità dell'acqua Quelle macchie verdi che vedete nella foto affiorare dal ciglio dell’acqua non sono delle strane alghe fosforescenti indice di chissà quale grave contaminazione o mutazione genetica. Sono dei led galleggianti, che collegati a dei sensori di rilevazione della qualità dell’acqua, si accendono di verde o di rosso a seconda se la qualità è buona o cattiva.

Si tratta di un progetto sperimentale, il River Glow, pensato da due architetti-artisti di nome Soo-in Yang e David Benjamin, che combina arredo urbano con il monitoraggio ambientale.


Funziona più o meno così. Prendi dei led, collegali a dei fili di fibre ottiche, a loro volta collegati a dei sensori che rilevano il pH dell’acqua. Quando l’acqua si riempie di schifezze, il sensore del pH rileva questi cambiamenti e fa accendere le luci rosse, altrimenti si accendono quelle verdi. Il tutto funziona con batterie ricaricabili AA, ricaricate attraverso delle piccole strisce galleggianti di “pellicola fotovoltaica”.

L’effetto visivo è gradevole, soprattutto di notte. E l’utilità è di facile comprensione, sarà chiaro quando un certo corpo d’acqua non si trova in condizioni adatte al nuoto o alla pesca, giusto per fare degli esempi. Arte urbana e qualità ambientale combinati insieme, dicevamo. Ovviamente ci si augura che ovunque lo si voglia utilizzare si vedano solo gradevoli macchie verdi.
Non suggerirei ai due inventori di testare l’apparecchio sul Tevere, non so perchè…

via | Inhabitat

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • MaxArt

    19 giu 2007 - 12:33 - #1
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    Gradevole? Io direi: inutile. Riempire di lucette la baia ma per chi? Per i bagnanti? I pescatori?
    Non sarebbe meglio mettere delle semplici centraline che mandano segnali ai laboratori?

  • Profilo di crazyhorse

    crazyhorse

    19 giu 2007 - 12:45 - #2
    1 punto
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    Quoto MaxArt. Anche se sarei MOLTO curioso di vedere l’effetto che fa nel mare di Taranto, in zona ILVA…

  • Profilo di chube

    chube

    19 giu 2007 - 13:30 - #3
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    Concordo con quanto commentato da MaxArt, vorrei aggiungere che sono visibili solo di notte con conseguente inquinamento luminoso.
    La misurazione del pH non credo dia una misura efficace dell’inquinamento effettivo. Come la mettiamo per l’inquinamento batteriologico?

  • Profilo di missvi

    missvi

    19 giu 2007 - 13:30 - #4
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    penso che la risposta sia nel post stesso, “arte urbana e qualità ambientale combinati insieme”. non è una ricerca tecnologica ma una specie di installazione artistica che ha anche una funzione di informazione, e ci vedo anche potenziali effetti di sensibilizzazione della popolazione che lo vede chiaro e tondo se il fiume della propria città sta messo male. Anche perchè spero che sistemi di monitoraggio “seri” siano già in circolazione, mica basta la variazione del pH per capire se l’acqua è una schifezza!

  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    19 giu 2007 - 14:41 - #5
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    Mi chiedo i pesci cosa ne pensano…

  • Profilo di verlok

    verlok

    19 giu 2007 - 23:14 - #6
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    In risposta a quanto commentato da MaxArt vorrei poi sottolineare che fare un sistema che dopo aver rilevato la qualità dell’acqua trasmette il dato ad una centralina, consuma molta più energia. Non è quindi un sistema che si può alimentare con pile ricaricabili dal sole.

    Resta il fatto che il sistema così com’è è di dubbia utilità scientifica, semmai è ottimo per fare propaganda di sensibilizzazione, e indubbiamente - come riportato da Gianca77, disturba i pesci.

  • MaxArt

    20 giu 2007 - 15:06 - #7
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    verlok, non vedo come si possa dire che consumi più o meno energia. Lì vedo non uno, non due, ma un *array* di LED, costantemente accesi. Come sei sicuro che una centralina che manda un segnale radio intermittente non consumi di più?

    Ad ogni modo non ho fatto un discorso energetico ma di utilità. Sarà che il mio istinto è quello, ma penso che dietro ad ogni rilevatore ci debba essere qualcuno che elabori i dati. Sulla questione della sensibilizzazione si può discutere, ma il risultato non è scontato.

  • Profilo di Vx 220

    Vx 220

    21 giu 2007 - 15:04 - #8
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    Io li metterei vicino a Marghera, così l’acqua si colora subito di rosso sanguigno da quanto è inquinata e ricca di metalli pesanti.

  • Profilo di planetx

    planetx

    21 giu 2007 - 23:22 - #9
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    L’idea è simpatica… Per, da quello che ho capito, limita la rilevazione a cambiamenti di pH… ma molti veleni industriali e non sono neutri, o non alterano significativamente il pH… e poi, quanto è sensibile?

    Per in effetti non sarebbe male come applicazione!
    PS. sarei sicuro di vederlo qui a Taranto in effetti! XD

  • 810H4Z4RD

    15 giu 2008 - 17:15 - #10
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    nel tevere si bruciano XD