
Il sorpasso e’ avvenuto prima di quanto si pensasse.
Secondo una stima della NEAA (Netherlands Environmental Assessment Agency) nel 2006 le emissioni della Cina hanno superato in volume quelle degli Stati Uniti, che detenevano il primato. Stando sempre agli ultimi dati disponibili, le emissioni pro capite di uno statunitense restano 4 volte maggiori di quelle di un cinese.
La Cina consuma due terzi del carbone mondiale. Inaugura centrali a carbone una dietro l’altra. I dati, che riguardano la sola CO2, sono stati estratti dai bollettini della British Petroleum e dai dati sulla produzione di cemento (la Cina produce il 44% del cemento mondiale e il cemento e’ una delle produzioni che emettono più CO2). Non sono inclusi, ad esempio, il metano emesso dall’agricoltura, il bilancio del carbonio dovuto alla gestione forestale, il gas flaring, gli altri gas serra emessi dall’industria, i trasporti… .
C’è anche da ricordare che la Cina e’ grande, i cinesi tanti e che buona parte delle emissioni sono dovute alla produzione di beni da esportare. Quei beni che poi noi compriamo perché costano poco.
Il governo cinese ha deciso di ridurre il consumo energetico necessario a produrre un punto percentuale del PIL del 20% entro il 2010. Questo significa che l’obbiettivo delle emissioni varierà in funzione dell’economia: se il PIL cresce molto, dovrà crescere molto anche l’efficienza energetica. Per contro, se il PIL dovesse scendere, anche lo sforzo di contenere i gas serra si ridurrebbe. Questo approccio e’ tarato sugli interessi della produzione e non sulle quantità di gas serra che l’ambiente e’ in gradi di assorbire.
Il secondo obbiettivo e’ quello di aumentare del 10% l’utilizzo di energie rinnovabili, il terzo e’ di ricoprire di foreste il 20% del territorio nazionale.
» China overtakes US as world’s biggest CO2 emitter on The Guardian
» E’ la Cina il maggior produttore di biossido di carbonio su LaStampa
AXE
21 giu 2007 - 09:12 - #1la cina si sta impegnando molto + degli usa a lungo termine.
Berto
21 giu 2007 - 09:55 - #2@ AXE: non credo proprio, gli Usa hanno una politica sbagliata nei confronti del clima, ma internamente si danno molto + da fare di noi italiani (vedi california) ed investono molto di + sulle tecnologie; inoltre limitare i consumi x un americano è relativamente semplice (es. comprare un’auto all’europea dimezzerebbe le loro emissioni per i trasporti); invece i cinesi fanno qualche proclama, ma poi come successo di recente non riescono ad applicarli in + le emissioni medie x cittadino possono solo aumentare: credo che solo un cinese su 10 abbia l’auto e questa non è certo un suv..
Il problema x il clima non sono i paesi sviluppati, penso riusciremo a ridurre le nostre emissioni bene o male, il problema sono i paesi in via di sviluppo che hanno una popolazione molto superiore alla nostra.
Un’ultima cosa, credo sia giusto parametrare le emissioni di un paese sia alla popolazione, ma anche alla sua produzione altrimenti alcuni paesi post industriali che acquistano tutto all’estero non dovrebbero nemmeno ridurre le proprie emissioni..
Old_Glory
21 giu 2007 - 11:14 - #3AXE la Cina è tante chiacchiere invece. E come per i diritti umani, anche per l’ecologia non fa niente, in confronto ad USA o ad altri paesi del genere.
Shinkangae
21 giu 2007 - 14:06 - #4@Berto (#2): per me il tuo ragionamento è sbagliato. Non puoi dire che il problema sono i paesi in via di sviluppo: fino ad oggi noi abbiamo inquinato come se non ci fosse un domani, in particolare gli USA, e non è certo un principio sbagliato il volersi adeguare allo stile di vita dei paesi sviluppati. Dici che gli statunitensi non avrebbero alcun problema a ridurre le emissioni? Senz’altro vero. E perchè allora non lo fanno? Vallo a spiegare tu, all’americano medio, che non può guidare il suo SUV per le norme contro l’emissione di CO2, che dovrà ridimensionare il suo impianto elettrico da 12kW (che attualmente è lo standard) a 3kW e via dicendo… il problema è la loro logica malata, che gli fa intendere la libertà come un concetto che non si scontra con la limitatezza delle risorse disponibili sul pianeta, e che, sacrosanta, non può e non deve essere toccata da nessuno.
Quindi, in un certo senso, hai ragione a dire che il problema sono i paesi in via di sviluppo che si vogliono adeguare al modello americano, perchè le nostre emissioni sono ormai più o meno costanti, ma non sta in piedi dire che non possono fare ciò che noi abbiamo fatto, e stiamo facendo, fino ad ora, soprattutto se consideriamo che la loro produzione pro-capite è ridicola se comparata alla nostra.
Berto
21 giu 2007 - 15:24 - #5Io parlavo da un punto di vista puramente tecnico/matematico non da un punto di vista etico..
Un conto è ridurre le emissioni di un miliardo di persone che vivono bene, altro è quello di farlo fare a 5 miliardi che fino all’altro giorno morivano di fame..
Quello che però non è giusto è che si vogliano sviluppare utilizzando tecnologie obsolete e non gli ultimi ritrovati; se domani il prezzo del petrolio schizzasse a 100$ al barile, noi vivremmo bene(probabilmente verranno venduti meno suv, ma continueremmo a vivere come sempre) in Cina o in India verrebbero catapultati nuovamente a 30 anni fa..
noee
21 giu 2007 - 17:05 - #6C’è qualcuno che sa come si calcolano le emissioni di CO2 dovute ad autotrazione nei vari paesi?
Ovvero si considera quanta combustibile viene venduto e viene calcolato tramite la reazione chimica di combustione oppure viene calcolato statisticamente sulle emissioni medie dei veicoli?
Perché in italia il limite di velocità è in teoria 50-90-130 ma in pratica è 90-120-150…
Non vorrei che alla fine i consumi medi dei veicoli americani che hanno maggior cilindrata ma che maggiormente rispettano i limiti di velocità siano equivalenti.
Chi sa parli e magari mi spari pure un link…
noee
21 giu 2007 - 17:12 - #7Tnx dust, probabilmente è così…
Cmq l’argomento cina va ricondotto al problema politico…una nazione industriale e dittatoriale (germania, urss, ora cina), non può essere spinta da una politica responsabile. Ne socialmente ne ambientalmente. Spero che si faccia di tutto per spingere la cina verso questa direzione…
noee
21 giu 2007 - 17:22 - #8Poi in effetti oltre a parlare di emissioni totali, si dovrebbe associare la percentuale di aumento o eventualmente riduzione rispetto all’anno precedente.
Se una nazione ha pure basse emissioni ma una crescita di queste del 20% l’anno, non è una nazione virtuosa!
rigitans
21 giu 2007 - 19:19 - #9siamo sicuri che le cose stiano così? io non ci credo. gli stati uniti hanno tutto da guadagnarci nel bloccare la cina da quel che diverrebbe un colosso economico, con cui gli states( e il mondo intero) dovranno(già ora devono) confrontarsi.
il fatto è che si dice che la cina è il paese che inquina di piu…ma bisogna vedere in che modo. perchè se escludi la co2 probabiolmente, o altre cose, ma credo che gli states sono ancora i primi. e ricordo che anche se così non fosse gli usa sono…250 milioni?bene, meno di un quinto dei ciniesi, ci si aspetterebbe che consumassero almeno la metà. insomma, il primo paese a muovere le chiappe deve essere gli usa!speriamo che la cin a diventi piu’ intelligente e lungimirante. a meno che non sia una politica per ridurre la popolazione…
ecoblog
29 giu 2007 - 17:09 - #10[…] […]