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Ricerca sull'energia: 60 milioni di euro a disposizione

Pubblicato: 22 giu 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

Bersani annuncia fondi per ricerche sull'energia

Il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani ha annunciato il piano di finanziamento triennale di ricerche sul sistema elettrico italiano. Il fondo a disposizione e’ di 60 milioni di Euro, che si aggiungono alla quota che già noi contribuenti versiamo tramite le bollette.
La ricerca avrà lo scopo di “consentire, nel medio e lungo termine, uno sviluppo del sistema elettrico coerente con le necessità economiche e sociali del Paese e con i nuovi obiettivi di qualità ambientale del sistema di produzione di energia.”

Tra i punti da approfondire ci sono filoni di ricerca come l’affidabilità e la sicurezza del sistema elettrico, la produzione di energia dal carbone e il relativo sequestro di CO2, le prestazioni ambientali degli impianti a ciclo combinato, l’idrogeno e le fonti rinnovabili, i sistemi per la generazione distribuita e l’uso efficiente dell’energia e per finire la partecipazione italiana agli accordi di cooperazione tecnologica internazionale.

A beneficiare di questi fondi saranno ENEA, CNR e Cesi Ricerca. ENEA e CNR sono istituzioni pubbliche, CESI Ricerca e’ a maggioranza pubblica (51% ENEA) mentre il 49% e’ controllato da CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano Giacinto Motta SpA). La CESI, nel suo sito, si definisce “leader nel mercato delle prove e certificazioni di apparati elettromeccanici e delle consulenze sui sistemi elettrici”.

Via | MSE

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24 commenti

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  • Profilo di planetx

    planetx

    22 giu 2007 - 12:13 - #1
    2 punti
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    Ma perchè, perchè perchèèèèèèèèèèèèèèèè??
    Ma come si fa a dare 60 milioni di euro alla ricerca sull’energetica e dire di ricercare SUL CARBONE???

    Allora, lo dico per l’ultima volta! Bersani ascoltami!!! PORCA MISERIA! Il carbone altro non è che CO2 sequestrata milioni di anni fa da alberi e stipata nel terreno dai movimenti tellurici e altrei fattori! Se tu ne forzi la reimmissione nell’aria con la combustione non puoi parlare di “sequestro” della CO2 perchè non fai altro che reimmettere quella stipata milioni di anni fa sottoterra!

    DIAMINE!

  • Berto

    22 giu 2007 - 12:25 - #2
    3 punti
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    Sarebbe bello un mondo interamente alimentato ad energie rinnovabili, ma questo non è attualmente possibile (e non lo sarà fino a quando non si riuscirà a sfruttare la fusione nucleare); quindi quello che si deve fare attualmente è:
    1- Implementare il + possibile l’uso e la ricerca sulle fonti rinnovabili.
    2- Rendere il + efficiente possibile e lavorare su meccanismi che rimuovano la Co2 dalle fonti non rinnovabili (per farlo bisogna fare ricerca e per fare ricerca ci vogliono i soldi).
    3- Eliminare gli sprechi energetici e lavorare sul risparmio energetico (anche qui soldi e ricerca per progettare elettrodomestici sempre + efficienti ecc.).
    Io sono fiducioso sul fatto che entro pochi anni si raggiungeranno il picco di petrolio e gas, di conseguenza il carbone costerà di + e si faranno interventi finalmente seri sul risparmio energetico così come si è fatto durante e dopo le crisi petrolifere..

  • Berto

    22 giu 2007 - 12:28 - #3
    2 punti
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    Non avevo letto la storia di “se sequestri la Co2 non fai altro che rimetterla dove era stipata da milioni di anni”: magari troverremmo il bandolo della matassa (almeno nel breve periodo, poi finirà anche il carbone) ci terremmo solo il “buono” dell’energia. Quello che dici non ha senso tu dici che sequestrare la Co2 è inutile perchè sarebbe come non usare il carbone… alla faccia della cosa negativa..

  • Profilo di Vx 220

    Vx 220

    22 giu 2007 - 12:37 - #4
    0 punti
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    @ planetx
    Hai ragione: Bersai infatti ha previsto di convertitre la centrale idroelettrica Porto Tolle (sul delta del Po) in un centrale a carbone (molto più inquinante) per far fronte ad una crescita dei consumi energetici. Quindi, anzichè sensibilizzare la gente a “sprecare” meno le risorse, ha preferito sfruttare una fonte di energia inquinante e non rinnovabile.
    D’altro canto il ministro dell’ambiente sembra che si stia impegnando: come ha detto ieri Rutelli su “annozero” verrà (anzi viene) incentivato l’acquisto di pannelli solari.

  • Berto

    22 giu 2007 - 12:58 - #5
    1 punto
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    @Vx 220: Attenzione alle informazioni che vengono date: Porto Tolle non è assolutamente una centrale IDROELETTRICA bensì TERMOELETTRICA alimentata ad olio..
    La riconversione a carbone ridurrebbe i costi e le emissioni di inquinanti, per quanto riguarda la Co2 non so, l’efficienza sicuramente migliorerà, ma non so se compenserà le maggiori emissioni del carbone (a Civitavecchia sarà così anche a causa della diminuzione della potenza installata).

  • ecologic3

    22 giu 2007 - 13:09 - #6
    0 punti
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    Non sono molto a tema…ma volevo segnalarvi una petizione sulla spazzatura:

    http://ecologic3d.blog.tiscali.it/tm3298820/

    Ciao

  • Profilo di Vx 220

    Vx 220

    22 giu 2007 - 14:18 - #7
    0 punti
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    @ Berto
    In effetti mi sono sbagliato (hai fatto bene a correggermi): è Termoelettrica (meglio sarebbe se fosse idroelettrica!) comunque la centrale a carbone produce maggiori emissioni di inquinanti (credo anche di CO2).

  • Profilo di 361gradibussola

    361gradibussola

    22 giu 2007 - 14:32 - #8
    0 punti
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    Non ho niente contro i centri interessati, ma perchè escludere a monete quelli privati (é avvenuto?)
    Chi controlla quanto fatto ? ed i controlli sono in itinere o solamente alla fine quando ormai i giochi sono fatti (questo è un piccolo trucco che spesso si usa).

  • Profilo di planetx

    planetx

    22 giu 2007 - 15:09 - #9
    1 punto
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    @Berto
    Io intendevo dire che non ha senso parlare di “sequestro” della CO2 quando usi come fonte energetica il carbon fossile. Questo perchè il carbon fossile ha fossilizzato la CO2, e, dato che non si pu recuperare al 100% la CO2 prodotta dalla sua combustione, anche in presenza di “sequestro” si ha comunque una immissione di una quantità in atmosfera che la Terra impiegherebbe normalmente migliaia di anni a riportare nell’aria (contro le poche decine di anni che ci mettiamo noi)

    Il problema è sempre questa forzatura a livello della velocità di emissioni nell’aria, perchè la natura ha i suoi ritmi per adeguarsi; ritmi ke noi non rispettiamo

    Capi? ;)

  • Profilo di Vx 220

    Vx 220

    22 giu 2007 - 15:16 - #10
    0 punti
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    quoto planetx

  • Profilo di Luke

    Luke

    22 giu 2007 - 15:21 - #11
    0 punti
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    E’ veramente incredibile!!!!!! Soldi per la ricerca sul CARBONE!!!!!. La politica energetica di questo paese è sempre più deludente.
    Investiamo per “detassare” le energie rinnovabili e soprattutto le BIOMASSE (pellet e legna). ……davvero sconsolante.

  • Profilo di Luke

    Luke

    22 giu 2007 - 15:46 - #12
    1 punto
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    E poi, scusate, ma tutta questa campagna a favore del FOTOVOLTAICO……..vorrei chiedere a qualche esperto…..MA IL SILICIO utilizzato per la produzione dei pannelli è forse infinito?. E’ rinnovabile? …oppure il mercato del SILICIO stesso è in mano a poche MULTINAZIONALI???…..che sconforto.
    BYE

  • Profilo di Luke

    Luke

    22 giu 2007 - 15:54 - #13
    1 punto
    Up Down

    E poi, scusate, ma tutta questa campagna a favore del FOTOVOLTAICO……..vorrei chiedere a qualche esperto…..MA IL SILICIO utilizzato per la produzione dei pannelli è forse infinito?. E’ rinnovabile? …oppure il mercato del SILICIO stesso è in mano a poche MULTINAZIONALI???…..che sconforto.
    BYE

  • Profilo di chube

    chube

    22 giu 2007 - 15:58 - #14
    1 punto
    Up Down

    Per risolvere il problema della ricerca non si può operare come sempre finanziando a pioggia (questo non sembra esattamente il caso dato che va a finanziare enti “quasi” pubblici, ma è oramai una consolidata tradizione che solo una minima parte dei contributi svolge effettivamente allo scopo, il resto va perso nelle tasche dei “soliti furbi”), poichè il costo va a ricadere sui cittadini ed il guadagno direttamente nelle tasche delle grandi multinazionali dell’energia.
    In questo contesto lo stato più che finanziare devo dirigere lo sviluppo, magari attraverso un meccanismo di incentivi / disincentivi per la produzione energetica che riassuma l’impatto energetico di ogni tecnologia. Vuoi produrre energia dal carbone? Ok, ma non sarà conveniente perché tassata in proporzione. Sviluppi un nuovo rotore a superconduzione per le pale eoliche oppure le turbine delle centrali idroelettriche? I costi di sviluppo saranno a breve ripagati degli incentivi, magari proprio gli stessi soldi che sono costretti a pagare gli inquinatori. Questo meccanismo spinge allo sviluppo di tecnologie meno inquinanti ed efficienti perchè più remunerative, a costo zero per la comunità.
    E’ uno scenario ideale, di libera concorrenza, poichè se vi è un monopolio o cartello i costi aggiuntivi ricadrebbero direttamente sull’utenza. Sono contrario alla globalizzazione ma se proprio vogliono imporcela almeno giochiamo con le stesse carte e non con una mentalità di 50 anni fa. Se si continua così si arriverà ad un tracollo economico per l’impennata dei prezzi delle fonti fossili da cui dipendiamo in congiuntura ad una impreparazione tecnologica oramai congenita nel nostro paese.

  • geppe67

    22 giu 2007 - 15:58 - #15
    0 punti
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    invece di concentrare lo sforzo e le risorse su un unico obiettivo si disperdono i soldi a pioggia.
    è la solita politica che bisogna accontentare tutti.
    maledetti politici incapaci e incompetenti…

  • Profilo di Zorn

    Zorn

    22 giu 2007 - 16:03 - #16
    0 punti
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    x Luke, il silicio non è infinito, quello con un grado di purezza adatto ai pannelli oppure all’elettronica è scarso, infatti già si parla di shortage del silicio. Si il mercato è in mano a grossi produttori, tanto è vero che i panneli vengo no prodotti al massimo da 5 aziende. La ricerca sta provando a produrre pannelli che si basano su materiali organici (plastiche ecc.)

  • Profilo di chube

    chube

    22 giu 2007 - 16:12 - #17
    0 punti
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    Nel mio post precedente ho sbagliato a scrivere. La frase corretta è:
    “.. In questo contesto lo Stato più che finanziare devo dirigere lo sviluppo, magari attraverso un meccanismo di incentivi / disincentivi per la produzione energetica che riassuma l’impatto ambientale e sociale di ogni tecnologia utilizzata…”

  • Profilo di Proxima8

    Proxima8

    23 giu 2007 - 01:17 - #18
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    X Zorn:
    Il silicio non è infinito perché il pianeta Terra non è infinito…
    Attualmente il silicio per il fotovoltaico è un “sottoprodotto” della filiera legata all’informatica.

  • MaxArt

    23 giu 2007 - 18:40 - #19
    0 punti
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    @planetx
    “anche in presenza di “sequestro” si ha comunque una immissione di una quantità in atmosfera che la Terra impiegherebbe normalmente migliaia di anni a riportare nell’aria”
    Dove hai trovato dati in proposito? Col sequestro della CO2 si parla di una riduzione del 90%, mi pare comunque un bel vantaggio rispetto ad una centrale a petrolio.
    La ricerca ben venga *in ogni campo*. Possiamo anche destinare i soldi ad altri campi, come le energie rinnovabili, ma se nel frattempo continuiamo con centrali di concezione antica che cosa ce ne è venuto? Altri 20 anni di inquinamento sconsiderato.

    Già, sto facendo un discorso di tempistica. Mettere sul piatto della bilancia i vantaggi di una tecnologia già pronta (anche se non definitiva) e quelli di una futura ed efficace ma chissà quando: ma qualcuno ci pensa veramente a queste cose prima di scandalizzarsi per gli investimenti sul carbone?

    @chube
    “Vuoi produrre energia dal carbone? Ok, ma non sarà conveniente perché tassata in proporzione.”
    E’ tassata perché inquina. Se inquina nettamente meno, perché tassarla?

  • ermonnezza

    25 giu 2007 - 08:32 - #20
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    Ma il silicio si può riciclare?

  • Profilo di Gianluca Aiello

    Gianluca Aiello

    25 giu 2007 - 16:23 - #21
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    Bersani, la rivoluzione industriale a base di carbone è avvenuta poco prima del 1900 e l’Italia non era presente. Adesso sta per avvenire un’altra rivoluzione industriale a base di fonti rinnovabili ed anche qui l’Italia non è ancora presente.

  • Profilo di Gianluca Aiello

    Gianluca Aiello

    25 giu 2007 - 16:30 - #22
    0 punti
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    Per chi si pone dubbi sulla possibilità di riciclare il silicio, forse dimentica che si sta parlando di strutture che hanno una vita media di 30-40 anni, non si parla dell’imballaggio del prodotto comprato al supermercato e che finisce in pattumiera appena a casa.
    Il problema maggiore sta nel trovare un materiale o una soluzione più a basso costo, qualcuno faceva riferimento a componenti biologici (succo di mirtillo) o plastiche particolari.

  • Profilo di chube

    chube

    25 giu 2007 - 17:45 - #23
    1 punto
    Up Down

    @MaxArt: “E’ tassata perché inquina. Se inquina nettamente meno, perché tassarla?” Rispetto a cosa? Al carbone “tradizionale” oppure al solare / eolico? Non capisco cosa vuoi criticare. Se hai compreso il senso del mio discorso non sono contrario allo sviluppo di tecnologie di sequestro, se si dimostra che hanno un impatto minore allora vi saranno delle agevolazioni. Il fulcro del meccanismo è l’individuazione di parametri precisi per valutare l’impatto di ogni tecnologia. Spetta ai ricercatori sviluppare le migliori tecnologie. Poiché la ricerca è in gran parte portata avanti dalle multinazionali dell’energia, il miglior incentivo attuale (purtroppo) è quello economico.
    Resto comunque dell’idea che attualmente produrre energia dal carbone è inquinante o non remunerativo. Una tecnologia morta a meno che non si voglia farla passare per “ecologica” con un’operazione di “cosmesi mediatica” come per il nucleare civile.
    Il “sequestro” del CO2 non è stato ancora realizzato (da quanto mi risulta), si investe presumendo che nel futuro queste tecnologie saranno sviluppare e si da scontato che lo saranno a breve, ne siamo così sicuri? Questi presupposti mi ricordano i discorsi sul nucleare: costruiamo le centrali, per le scorie si troverà una soluzione… (e si trovano ancora nei depositi dopo 50 anni senza una destinazione ben precisa, tranne che nelle armi ad uranio impoverito).
    Si parla di immagazzinare la CO2 nel sottosuolo, mi pare la più grande presa per i fondelli della storia. Quanta energia serve per pompare del gas pressurizzato a migliaia di metri di profondità? Quanti, di che tipo e dove sono distribuiti i siti adatti allo stoccaggio? Quali i tempi di realizzazione pratica? Quali sono le garanzie della tenuta di stoccaggio? Chi pagherà i danni di possibili “terremoti” od altri eventi collaterali?
    E perché non lo pompiamo negli abissi oceanici? Da quanto ne so gli equilibri negli oceani stanno cambiando, sarebbe una catastrofe se venisse variata l’acidità delle acque e la conseguente destabilizzazione degli attuali depositi dei fondali.
    Fino a quando non si avranno delle risposte esaurienti a tal proposito considererò sempre il carbone come la più inquinante fonte energetica (per fortuna il petrolio oramai è quasi finito).

  • MaxArt

    26 giu 2007 - 00:38 - #24
    0 punti
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    Il petrolio è meno inquinante del carbone, ma per esso non ci sono di sequestro della CO2. Chube, poni una serie di interrogativi più che legittimi ma sembra che tu dia per scontato che non abbiano una risposta.

    Invero, di risposte ce ne sono abbastanza da avviare la costruzione di centrali con sequestro di CO2. Questo vuol dire anche che la prima fase di sperimentazione è superata e qualcuno ha considerato il tutto “conveniente”.

    In secondo luogo, lo stoccaggio della CO2 si basa sui responsi dei geologi. Sono gli unici cui possiamo dare credito, e che possono prevedere che probabilità c’è di una scossa di tot magnitudo in tot anni. Del resto, non ci interessa la sicurezza assoluta e per l’eternità, ma per un periodo di tempo più o meno lungo a seconda di cosa si deve stoccare, che sia CO2 o siano scorie nucleari da fissione. Anche per questi ultimi ci bastano periodi intorno ai 100000 anni perché anche un cataclisma non crei un danno ambientale rilevante. Il problema non è insolubile, credere il contrario è apriositico.