Circa metà delle carote prodotte (biologicamente) dalla fattoria del principe Carlo sono state rifiutate dal supermercato che avrebbe dovuto comprarle (Sainsburys) perché rovinate esteticamente.
Alla fine di gennaio di quest’anno Sua Altezza e’ stato eliminato dalla lista dei fornitori di carote.
Le carote del principe erano in ottime condizioni, quando hanno lasciato la fattoria. La colpa del deterioramento e’ stata accollata alla filiera. Le carote soffrono dei danni durante il trasporto, il vaglio, la pulizia e l’impacchettamento troppo meccanizzati.
Patrick Holden, presidente della Soil Association che promuove l’agricoltura biologica nel Regno Unito e produttore di carote rifiutate da Sainsburys, ha messo sotto accusa tutto il sistema di distribuzione alimentare di cui si servono i supermercati: “il sistema e’ talmente industrializzato e meccanizzato da impedire ai clienti di ricevere il cibo biologico che richiedono”.
Sainsbury, da parte sua, si difende dicendo di dover garantire la qualità finale ai propri clienti e di trovarsi in difficoltà a trattare direttamente con una moltitudine di piccoli produttori. Le parti cercheranno di trovare un accordo.
Via | 100 Miles Diet
verlok
30 giu 2007 - 10:59 - #1Trovo lodevole che il principe Carlo produca carote biologiche. Sarà una moda, ma se l’ecologia va di moda non può che giovarne l’intera specie umana e tutte le altre che dipendono, indirettamente, da essa.
Proust
01 lug 2007 - 20:07 - #2peccato che per ogni carota che vende facca fuori una volpe…:S
Ancora piombo nei giocattoli Mattel
05 set 2007 - 14:51 - #3[…] Insomma, tutta questa storia ci parla di come si scaricano all’esterno le responsabilità, i costi, i danni di processi industriali delocalizzati allo scopo di risparmiare (quante volte abbiamo visto industrie spostarsi dove la mano d’opera costa meno e i vincoli ambientali sono più bassi?) e di come sia facile giustificare un risultato scadente quando il processo consta di tanti passaggi (lo avevamo detto delle carote del principe Carlo). […]