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La Norvegia lotta per le quote di emissione

Pubblicato: giovedì 05 luglio 2007 da lumachina

La Norvegia pianifica la sua lotta ai cambiamenti climatici. Foto Aaron PIl governo norvegese ha fissato gli obbiettivi climatici nazionali ed essi vanno molto al di là di quelli fissati dal Protocollo di Kyoto. Il primo ministro norvegese, Jens Stoltenberg, ha commentato la pubblicazione delle linee guida palesando la volontà del Paese baltico di dare l’esempio al mondo intero su come sia possibile confrontarsi positivamente con i cambiamenti climatici.

La Norvegia prevede di finanziare opere al di fuori dei confini nazionali per

  • compensare tutte le emissioni nazionali entro il 2050;
  • ridurre le emissioni di gas serra del 30% rispetto al 1990;
  • andare oltre gli obbiettivi di Kyoto del 10%.

L’opposizione e alcune associazioni ambientaliste norvegesi hanno comunque criticato il governo “sono solo vecchie parole infiocchettate”. Greenpeace lamenta il mancato aumento delle tasse su elettricità, gas, petrolio, benzina, diesel, viaggi aerei e prodotti inquinanti. Altre associazioni dicono che le misure concrete sono poche “non basta proibire l’installazione di scaldabagno a gasolio nelle nuove case, a partire dal 2009, per salvare il clima”.

Contro il piano della Norvegia potrebbe esserci anche l’Unione Europea, il cui mercato delle quote di emissione dovrebbe permettere agli Stati membri di acquistare solo un 10% delle quote fuori dai confini dell’Unione. La Norvegia rientra nell’Area di scambio economico dell’UE, per cui deve adeguarsi alle leggi che regolano il mercato delle emissioni. Queste leggi entreranno in vigore il prossimo gennaio.

In Norvegia (e nei Paesi nordici in generale) gli alberi crescono lentamente. Questo significa che sequestrano il carbonio dall’atmosfera lentamente. Meno efficacemente di quanto farebbero delle piante di una foresta tropicale (dove anche la mano d’opera costa meno). La Norvegia mira ad acquistare fuori dai confini dell’Unione una buona fetta delle sue emissioni. Una quota tra il 50 e il 75% sarà compensata in Norvegia, il resto dovrebbe venire dal mercato delle quote. Ora la Norvegia deve convincere l’UE a permetterle di investire all’estero e per aprire il mercato ha accusato l’UE di “protezionismo”.

Via | Norway

» Government’s climate policy criticised The Norway Post
» Norway decries EU ‘protectionism’ on carbon dioxide quotas on Raw Story

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • MaxArt

    05 lug 2007 - 11:53 - #1
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    Up Down

    Qualcuno dovrebbe spegarmi un po’ nel dettaglio questa storia delle “quote” di CO2 e della relativa compravendita.

    Non capisco perché Greenpeace voglia per forza che si aumentino le tasse. Se la Norvegia ha altri modi di ridurre la sua CO2, non vedo perché caricare i cittadini. Non si lamentino poi se i Norvegesi li mandano a quel paese!

  • Berto

    05 lug 2007 - 14:38 - #2
    0 punti
    Up Down

    Anche perchè in Norvegia che è un paese esportatore di petrolio la benzina costa di + che in Italia, quindi credo che di tasse ce ne siano abbastanza..

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