
Cisl, Greenpeace, WWF, Legambiente lanciano un appello per la democrazia e l’ambiente in Birmania. In quel Paese vige una dittatura militare che sfrutta le foreste per esportare teak (un legno duro usato per fare parquet, mobili e nella nautica). Ancora peggio: la dittatura sfrutta le persone per sfruttare le foreste riducendole in stato di semischiavitù.
Poiché tutte le principali attività economiche e produttive sono in mano o sono controllate dal regime militare o dallo stato, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, (International Labour Organization ILO) ha approvato nel 2000 una Risoluzione che chiede a tutti i governi, agli imprenditori e alle organizzazioni sindacali di rivedere i loro rapporti con la Birmania, adottando le misure appropriate affinché tale Paese non possa trarre profitto da questi rapporti per perpetuare o sviluppare il sistema di lavoro forzato.
Da 12 anni il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi è agli arresti domiciliari solo per aver vinto le elezioni democratiche in Birmania.
chube
03 lug 2007 - 14:33 - #1Ci sarà un motivo per cui un regime dittatoriale del genere è ancora saldamente al potere.
Se non vi fossero ottimi rapporti commerciali con le multinazionali alle quali viene offerto lavoro “schiavista” a bassissimo costo il paese sarebbe stato da molti anni “umanitariamente” bombardato per liberarlo dal regime.
Non solo il teak viene esportato ma società come la Disney e Total in combutta con il regime guadagnano sulla vita di innocenti.
Questo è il lato oscuro della globalizzazione.
da88
03 lug 2007 - 15:29 - #2Quando qualcuno in questo paese si ribellerà, magari facendo ostaggi fra gli occidentali per rivendicare il proprio diritto a VIVERE DIGNITOSAMENTE, sarà definito TERRORISTA!!!
L30
04 lug 2007 - 08:03 - #3esattamente!
Appello per la Birmania
01 ott 2007 - 11:58 - #4[…] Un appello per la Birmania lo avevamo lanciato a luglio, insieme a WWF, Greenpeace, CISL e Legambiente. Lo rilanciamo oggi perché la situazione sta degenerando. […]