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I gadget elettronici vanificano il risparmio energetico

Pubblicato: 06 lug 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

consumi delle tv in proporzione alla dimensione dello schermo

no studio britannico ha quantificato l’impatto della diffusione di gadget tecnologici (scehrmi piatti, radio digitali, et similia) sui consumi elettrici nazionali. Nel 2020 questi gadget saranno responsabili del 45% dei consumi elettrici delle famiglie. Oggi sono al 33%.

Il rapporto si chiama, imitando provocatoriamente il titolo di unepisodio della saga di Guerre Stellari, “The Ampere Strikes Back”. Nel grafico potete vedere il rapporto tra dimensioni dello schermo e consumi elettrici.

Il problema e’ che i nuovi modelli non sono più efficienti dei vecchi. Un nuovo televisore a schermo piatto consuma tre volte tanto un modello vecchio, di quelli con tubo catodico. Una radio digitale consuma quattro volte quanto una vecchia analogica. (E sul mio vecchio manuale dello scenziato c’erano anche le istruzioni per costruire una radio senza pile)

L’altro problema riguarda la diffusione degli apparecchi. I carica-cellulare di oggi sprecano tre volte meno energia dei loro predecessori quando se ne stanno attaccati alla corrente senza caricare il loro cellulare (dimenticati). Il fatto che ci siano più del triplo di cellulari e, quindi, più del triplo di carica-cellulari attaccati alla corrente fa aumentare lo spreco, nonostante la maggiore efficienza tecnica degli apparecchi.

Via | BBC

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • renso

    06 lug 2007 - 08:03 - #1
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    I gadget sono un altra cosa. E poi cosa vuol dire schermo piatto, ci sono molti tipi di schermo piatto. In ordine di consumo: plasma, lcd-tft, a inchiostro elettronico. E poi una ricerca molto sterile.

  • Berto

    06 lug 2007 - 09:33 - #2
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    I nuovi televisori che usciranno nel giro di 2 anni
    (schermi oled) consumeranno pochissimo.. Comunque trovo giusto mettere l’etichetta energetica anche alle televisioni..

  • Profilo di chube

    chube

    06 lug 2007 - 11:21 - #3
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    Per prima cosa bisogna analizzare i consumi. Di recente ho acquistato un wattmetro delle lafayette che consente di misurare il consumo totali, istantaneo, il fattore di potenza ed altre variabili in gioco e devo dire che risulta utilissimo per valutare gli sprechi.
    Facendo il giro della casa e sommando i consumi ci si rende conto che le apparecchiature normalmente inutilizzate ma sempre collegate in standby consumano in totale più di molti altri elettrodomestici ad elevato consumo.
    Ritornando al post, non reputo che sia la diffusione dei “gadget” (poi un televisore o un carica cellulare può essere considerato gadget?) ma la pigrizia dell’utenza a generare spreco.

    Basta un semplice gesto, staccare la spina a far risparmiare.

  • noee

    06 lug 2007 - 15:25 - #4
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    Non credo che uno schermo piatto consumi 3 volte rispetto ad un tv con lo schermo catodico, magari è più realistico pensare che la gente compra televisori più grandi rispetto a quelli da 14 pollici di qualche anno fa!

    Quindi il vecchio problema…vera ecologia=compressione dei consumi (ovvero degli acquisti!)

  • Profilo di Antonio70

    Antonio70

    06 lug 2007 - 16:56 - #5
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    @noee, non è che consumino di più in assoluto, ma considerato che sono di dimensioni sempre più elevate vanificano totalmente il teorico vantaggio di una tecnolgia che consente meno consumi (TV LCD).

    Ci sarebbe poi da fare distinguo tra case produttrici e modelli, perchè ci sono TV CRT da 29-32 pollici che consumano molto meno in termini assoluti di buona parte dei modelli LCD di pari dimensioni, tra l’altro fornendo una qualità dell’immagine immensamente migliore.

  • MaxArt

    06 lug 2007 - 18:20 - #6
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    Lumachina, il tuo non è un articolo ben fatto, ed i motivi ti sono già stati in parte detti nei commenti. Inoltre si scrive “scIenziato”, con la ‘i’ (scusa la pignoleria).

    Per tornare in merito all’articolo, faccio notare anche io che verrà presto il tempo degli schermi OLED, ma purtroppo credo che ci vorranno più di 2 anni per avere qualcosa di dimensioni e prezzi accettabili per una TV (basti pensare che non ci sono ancora i monitor per computer con tale tecnologia).

    Comunque, è sempre quello che ho pensato riguardo alla storia del risparmio energetico: non si fa in tempo a svilupparlo che già viene qualcosa a mangiarselo. Basti pensare che la Playstation 3 consuma 10 volte la Playstation 2…
    Ma ritengo che sia una tendenza che non si può invertire, per cui non credo affatto che la strada del risparmio energetico possa risolvere definitivamente i nostri problemi.

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    […] Abbiamo mai pensato a «quali» problemi abbiamo oggi? Quando ci sediamo di fronte al computer per progettare, quando ci sediamo ad ascoltare un docente all’università, quando stiamo raccogliendo il brief dal cliente… Sappiamo davvero qual è il nostro ruolo in questo giuoco? Siamo davvero sicuri che chi ci insegna o ha insegnato è stato in grado di renderci indipendenti nelle scelte che adotteremo e che adottiamo? Abbiamo coscienza del nostro ruolo nei confronti delle problematiche odierne e future o siamo esclusivamente macchine obbedienti al brief del cliente? Uno shot dal film/documentario di Al Gore, “Una scomoda verità”. – Perché questi temi in un blog di design? Perché bisogna rendersi conto che fino ad oggi ci si è occupati di cose che asservono ai piaceri e le necessità — quasi mai spontanee — di una minuscola parte del mondo, forse bisognerà rendersi conto che c’è qualcosa che non quadra! Infatti il 90 percento della popolazione mondiale non ha la minima idea della differenza, e neppure gli frega, che corre tra un mobile di lusso o una scarpa firmata e un componibile dell’Ikea o una maglietta bianca del mercato (che non disprezziamo assolutamente, entrambi, anzi…); noi disegnamo prodotti sempre nuovi per la stessa quantità e qualità di acquirenti e non ci viene in mente che abbiamo, oltre una necessità economica di sopravvivenza, un rapporto di problem solving nei confronti del progetto, dell’utenza e soprattutto un’obbligo di gestione delle risorse che manipoliamo nel fare e nel produrre. Esempio, sono un designer di una marca che produce cellulari o macchine fotografiche digitali e DEVO, per un qualche motivo avere uno schermo lcd perché non si vuole più fare sì che l’utente sia in grado di gestire la mia fotografia dal visore del reflex ed ho centocinquanta opzioni che ho farò pagare profumatamente, ad esempio ho un bottone per il macro perché non si deve più sporcarsi le mani con una ghiera troppo volgare e poco precisa — punti di vista. Bene devo rendermi conto che l’indio, materiale con il quale si costruiscono gli Lcd (sottili fogli di ossido di indio e stagno), se l’approvvigionamento e il consumo continuerà all amedia attuale finirà del tutto tra 4 anni, il suo prezzo che nel gennaio 2003 era di 60 dollari al chilo ora arriva quasi a mille. Per l‘uranio gli anni sono 19, il tantalio 20, il rame 38, l’oro 36, l’argento 7. Questo, lo dice una ricerca dell’universita di Yale, che il Corriere della Sera riportava sul quotidiano cartaceo ma non su quello online, (se c’era, giuro, noi non l’abbiamo trovato, se qualcuno riesce a recuperare il link se ci fa il piacere di colmare la nostra lacuna ci rende davvero contenti). Inoltre i gadget elettronici, come se non bastasse… – […]