Bella l’iniziativa dell’Eni di chiedere ai dipendenti di andare al lavoro senza cravatta, per abbassare l’aria condizionata, risparmiare energia e inquinare meno.
Ma quindi, le cravatte inquinano?
Ieri sera al Tg3 ho sentito che un giovane artigiano di Bologna ha scritto ai giornali protestando contro questa iniziativa. “Fabbrico cravatte, ho scoperto che le mie cravatte inquinano. Non sapevo di essere un nemico dell’ambiente” ha detto.
A pensarci bene, oltre i timori su ipotetici cali di vedite, il signore non ha tutti i torti. Le cravatte sono fonte di inquinamento atmosferico? Sicuramente l’aria condizionata “a palla” aumenta notevolmente i consumi energetici e le emissioni di CO2 in atmosfera eccetera eccetera (e mi fa anche venire il torcicollo), ma non è che in questo modo ci preoccupiamo del pelo nell’uovo invece di guardare il problema nel suo complesso?
Kimmi
07 lug 2007 - 09:54 - #1Tutto inquina sotto un certo punto di vista, anche le biciclete ad esempio, i materiali con cui è prodotta hanno inquinato tramite le fabbriche…
E’ un circolo vizioso…
_FoX_
07 lug 2007 - 10:27 - #2Stiamo proprio guardando il pelo nell’uovo Imho. A parte gli omini giaccacravattati negli uffici (ad ogni modo l’iniziativa eni è da approvare)ci sono altre cose che dovrebbero farci riflettere. Ieri sono passato in stazione Garibaldi a Milano, ebbene la stazione è condizionata.. e pure con una discreta temperatura, il problema è che Garibaldi è una stazione aperta… porte aperta davanti, nessuna porta dietro. Questo è uno spreco enorme.. e non è nemmeno l’unico, basta andare in un qualsiasi centro commerciale e vedere km di banchi frigo totalmente aperti, oppure esercizi commerciali che per attirare le persone tengono le porte aperte.. con 20 gradi dentro. :(
Luca M
07 lug 2007 - 12:03 - #3Non è secondo me questione di guardare il pelo nell’uovo, ma semplicemente di buon senso. E’ questo che manca in tutti i gesti che compiamo!
E’ questo che porta allo spreco e allo sfruttamento estremo delle risorse.
E’ buon senso non vestirsi troppo in estate o troppo poco in inverno.
Ora, la questione cravatta diventa ridicola in un ufficio quando fuori è un caldo torrido e la gente che arriva in ufficio sarà tendenzialmente accaldata per non dire sudaticcia (a parte le conseguenze sulla salute, non solo per ciò che riguarda il caldo/freddo, ma anche per la produzione di ozono dei condizionatori).
Così come lo è quando in inverno in ufficio si sta in manica corta e la gente arriva con i candelotti di ghiaccio sul naso (per questo bisogna tornare indietro di qualche anno, lo so, ma passatemelo).
Sobrietà e buon senso sono parole demodè, ed infatti se ne notano le conseguenze!
Saluti
Quartz
07 lug 2007 - 12:11 - #4Boh secondo me è il cravattaio che esagera, primo perché l’aria condizionata troppo alta può anche dar fastidio e non è mica il consumatore a dover essere al servizio della produzione, quanto semmai viceversa. Secondo si possono tranquillamente continuare ad usare d’inverno le cravatte, non vedo il problema né il calo vendite - anche se di esso ci dovessimo preoccupare…
Cmq concordo con Fox, prima sarebbero da eliminare quegli sprechi assurdi, come i negozi che tengono l’aria così alta da farti prendere il raffreddore, magari appunto colle porte aperte…
Ed ognuna di queste operazioni andrebbe fatta comunque in maniera soft per non suscitare reazioni isteriche, perché in fondo se si pensa al bene di tutti è ridicolo andare a tirarsi addosso certi strali.
Gianca77
07 lug 2007 - 12:26 - #5Io ricordo una notizia di qualche tempo fà dove l’imperatore giapponese si presentava in tv con la camicia a maniche corte e senza cravatta e invitava gli impiegati ad andare al lavoro così in modo da poter abbassare i condizionatori.Credo che il msg che volesse trasmettere (e che vuole trasemttere l’Eni) è quello di andare al lavoro con vestiti più informali (con la cravatta c’è quasi sempre la giacca..) che dovrebbero essere più “leggeri”.
Per me cmq è un msg un po’ contorto e di dubbio risultato.
Tetsuro
07 lug 2007 - 13:30 - #6Le cravatte inquinano, si. Sono sono un orpello… di fatto non servono ad un tubo, sono un indumento che non riscalda, non raffresca.
Bisogna guardare anche il pelo nell’uovo, dove si può tagliare ed ottimizzare.. si taglia e si ottimizza.
Al bando le cravatte (per i mesi estivi quantomeno).
simonemuscas
09 lug 2007 - 00:03 - #7La stragrande maggioranza della gente oggi non conosce l’esistenza del tema risparmio energetico e buon utilizzo delle risorse. É una lotta esaperata al consumismo e ai beni materiali. La gente si deprime se non ha una buona macchina, se non puó permettersi di cambiarsi il guardaroba ogno anno, se non ha la tv satellitare…siamo fuori da ogni concetto di logica. Il pensiero ricorrente é togliersi il maggior numero di sfizi sino a quando si é in vita, come se i beni materiali facessero la felicita. Se solo nelle scuole si dedicasse in maniera seria un pó di tempo a questi temi…
Gianca77
09 lug 2007 - 08:16 - #8@Tetsuro
Per me non si può imporre alle persone cosa mettere e cosa non…quanto di quello abbiamo o indossiamo è inutile almeno quanto le cravatte? Per quel che mi riguarda una cifra di roba…
Tra il troppo e il niente ci sono tante vie di mezzo :)
Tetsuro-2
09 lug 2007 - 17:54 - #9In Italia se non si ‘obbliga’ la gente a fare certe cose la gente non le fa. Spesso il buon senso e la ’solidarietà’ (questa sconosciuta…) vengono messe da parte per il proprio interesse immediato.
C’è gente che butta cartacce in mezzo alla strada, c’è gente che non divide la spazzatura, etc. Da quando hanno istituito le multe (per esempio per la spazzatura) queste cose succedono di meno.
Purtroppo noi italiani capiamo solo il bastone.
dexter85
10 lug 2007 - 12:42 - #10togliere la cravatta è solo un esempio di ciò che possiamo fare per ridurre gli SPRECHI..
è vero ognuno può vestirsi come vuole ma che senso ha avere caldo e aumentare l’aria condizionata, e così l’inquinamento e i costi, quando si può eliminare?
allora andiamo tutti con gli scarponi e poi aria a manetta perchè gli scarponi sono formali!!
ma x piacere…
io sono convinto che solo togliendo gli sprechi (come questi già detti dei centri commerciali, come le auto accese in coda e in sosta, come le luci accese quando non servono, come il cibo buttato, ecc) saremmo già a metà strada nella corsa verso il rispetto ambientale.
Riccardo73
18 lug 2007 - 17:07 - #11Bah… A me sembra tanto una pagliacciata per distogliere l’opinione pubblica dai veri problemi. io in ufficio non porto la cravatta ma mi devo crepare continuamente di freddo perché tanti miei colleghi (anche loro senza cravatta) sono fermamente convinti che se fuori fanno 40 gradi dentro l’ufficio è necessario scendere sotto zero… Basterebbe regolare i condizionatori un paio di gradi al di sotto della temperatura esterna per avere un ambiente gradevole, dato che è soprattutto l’umidità a dare la sensazione di afa, non la temperatura e l’aria viene notevolmente deumidificata dal condizionatore già in condizioni di uso poco spinto. La cravatta, in tutto ciò, c’entra meno di niente…