Una delle ipotesi di lavoro di James Lovelok, padre con Linn Margulis della teoria che descrive il nostro pianeta come un sistema capace di autoregolarsi di nome Gaia, partiva da un pianeta coperto solo da margherite chiare e scure. La sola presenza di due varietà di margherite bastava a regolare il clima. Cambiamenti cromatici possono indurre cambiamenti climatici, come dicevamo ieri a proposito del bianco.
All’inizio della simulazione di Daisyworld, le margherite chiare sono tante quante le scure, la superficie del pianeta e’ mediamente grigia. Se la temperatura di Daisyworld si alzava un pochino, le margherite chiare, soffrendo meno il caldo di quello scure, prendevano il sopravvento.
Piano piano la superficie del pianeta si copriva di margherite chiare e questo fatto ne aumentava l’albedo (aumentava la quantità di radiazione riflessa) e questo fatto, a sua volta, rallentava l’aumento della temperatura, mantenendola a lungo entro limiti accettabili per la vita delle margherite.
In caso di diminuzione della temperatura, erano le margherite nere ad essere avvantaggiate, a prendere il sopravvento, a scurire la superficie del pianeta e a rallentare il raffreddamento, smorzando le variazioni di temperatura molto più a lungo di quanto non sarebbe accaduto in un pianeta senza margherite.
Questo semplice modello matematico può essere reso più complicato inserendo conigli che brucano le margherite e volpi che predano i conigli. Ognuna di queste aggiunte rende più stabile il sistema, ovvero ne amplifica le capacità di termoregolazione. Daisyworld, oltre alle interazioni tra specie viventi e parametri climatici, spiega come mai la biodiversità e il corretto funzionamento delle reti trofiche siano vitali per il mantenimento delle condizioni di abitabilità del pianeta.
» Modelli 2D e 3D per simulare Daisyworld a casa vostra da Gingerbooth
Pengi
15 lug 2007 - 15:58 - #1Gaia: nuova (vecchia) religione pagana.
chube
16 lug 2007 - 09:52 - #2La Gaia di Lovelock è un modello teorico come Daisyworld ne è una simulazione. L’associazione al paganesimo (che io definirei religioni naturali) è una conseguenza per cui l’Uomo non è capace di comprendere appieno i meccanismi e le iterazioni della vita nella loro globalità e si affida al volere di un’entità superiore onnisciente. E’ importante sottolineare che, chi studia la teoria di Gaia non è per forza un frickettone newage, ma uno scienziato che studia il più evoluto e complesso sistema a nostra conoscenza. L’utilizzo di modelli semplificati come questo è il primo passo, mano a mano che il modello verrà “complicato” si avranno maggiori informazioni sulla stabilità e vulnerabilità del nostro amato pianeta.
nataluca
16 lug 2007 - 10:22 - #3L’Ipotesi Gaia rappresenta forse il passo più grande compiuto dalla scienza moderna per comprendere il complesso meccanismo di interazioni che dominano la natura stessa del nostro pianeta. Il principio dell’omeostasi (http://en.wikipedia.org/wiki/Homeostasis), simulato tramite il modello DaisyWorld, ha permesso di cambiare il punto di vista della scienza nei confronti del nostro Pianeta che finalmente non viene più visto come un’entità separata dalla biosfera. L’associazione tra Ipotesi Gaia e neo-paganesimo, anche se diffusa, credo sia un argomento che lascia il tempo che trova, e spesso porta a banalizzare una delle Ipotesi tra le più affascinanti mai avanzate.