Cucinare senza sprechi con le ricette di Andrea Segrè

C'è un modo più facile e veloce di non sprecare risorse naturali che cucinare? Sembra assurdo ma è così: è nel laboratorio casalingo della cucina che impariamo a non sprecare cibo e acqua. Andrea Segrè combattente sul campo contro lo spreco (ultima azione: 100 sindaci contro lo spreco) prova a prenderci per la gola, sfornando (è il caso di dirlo) un libro di ricette Cucinare senza sprechi (ed.Ponte dalle Grazie, euro 14,00) in cui spiega come tutti i prodotti che usiamo siano in realtà edibili nella loro interezza e che nella compostiera ci potrebbe finire la metà dell'umido che solitamente produciamo.

Esempio? La buccia della patata si può mangiare, oppure le foglioline delle carote sono buone cotte al vapore. L'idea non è nuova, diciamolo! C'è Lisa Casali che ci ha messo su una vera e propria attività lavorativa tra blog di cucina e presenze in Tv a Fiere e Saloni in cui diffonde il verbo del non spreco in cucina.

Un ragionamento, oltre le cifre enormi che riguardano lo spreco alimentare e le bufale rispetto alle percentuali di spreco, lo faccio rispetto a tutta la filiera che poi produce quell'abbondanza di cibo a cui siamo abituati e che ci induce a acquistare senza pensare o meglio pensando che la carne esista solo nelle asettiche vaschette di polistirolo e che dietro non ci siano, ad esempio allevamenti intensivi.

Per produrre tanto cibo occorre tantissima energia che attualmente otteniamo dal caro,vecchio e in esaurimento petrolio. Per avere un barile di petrolio ci servono 3 barili di acqua: mi sembra chiaro che il rapporto non sia equilibrato, poiché usiamo troppo una risorsa in favore di un altra che però sembra poterci dare la felicità di cui abbiamo bisogno: un frigorifero pieno da svuotare poi nella pattumiera. E' esattamente quello di cui abbiamo bisogno: voi ve lo chiedete?

Via | Italiafruit

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