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Perdite radiattive dopo il terremoto in Giappone

Pubblicato: 17 lug 2007 da lumachina

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Perdite radioattive dal reattore nucleare giapponese

Alla centrale nucleare di Kashiwazaki Kariwa pare che si siano verificate delle perdite di materiale radioattivo, in seguito al terremoto che ha scosso il Giappone.
Al momento del sisma, tre dei sette reattori erano operativi, un quarto era in fase di avviamento. Tutti si sono spenti automaticamente.

Sembra che da uno dei reattori fermi per manutenzioni sia fuoriuscito un metro cubo d’acqua di raffreddamento con una attività di 60 kBq, ovvero un miliardesimo dei limiti legali, come riferisce la stessa società che gestisce l’impianto, la Tokyo Electric Power. In accordo con le procedure di salvaguardia ambientale, l’acqua fuoriuscita e’ stata drenata fino al mare.

E’ anche scoppiato un incendio a un trasformatore raffreddato ad olio, che, per motivi di sicurezza, non era vicino ai reattori. L’incendio e’ stato domato in due ore e non si e’ propagato.

L’epicentro del terremoto, di magnitudo 6.8 della scala Richter, è stato localizzato al largo di Niigata, sull’isola di Honshu. L’ipocentro e’ a ad una profondità di 10 metri.
Tra le conseguenze, una piccola onda anomala di 50 cm, 300 abitazioni crollate e altre 200 danneggiate, 60.000 abitazioni senza acqua, 34.000 senza gas, 25.000 senza energia elettrica.

» Kashiwazaki Kariwa nuclear units shutdown on earthquake on Nuclear News
» Giappone, dopo la scossa “perdite dalla centrale nucleare” sul Sole24ore
» La mappa di come e’ stato percepito il terremoto in Giappone

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52 commenti

Commenti dei lettori

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  • ecoblog

    24 lug 2007 - 09:39 - #51
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • DDaniele

    24 ago 2007 - 14:40 - #52
    0 punti
    Up Down

    Salve a tutti, non so se questo discorso è ancora attivo, spero che il mio intervento venga letto e magari si continui a parlare.
    Avendo studiato un pochino capisco che i numeri che riporta MaxArt hanno molto più senso di ogni altra statistica.
    Si pensi che girano statistiche assolutamente fuorvianti, come la pericolosità delle antenne (il campo elettromagnetico aumentava la mortalità del circa 7% (non chiedetemi le fonti perché oora non ce l’ho ma posso cercare su intenret) ma se insieme non si dice che c’è stato un morto in più in 4 anni questa pecentuale non ha senso).
    Effettivamente parlare animatamente così non ha senso, e il terrorismo di cui si accenna non sarà poi così terribile ma di sicuro può far male a chi non ha una sua cultura. Penso quindi che il referendum per abolire il nuclare sia stato sbagliato per principio, perché si chiede alla massa della popolazione di scegliere, quando a scegliere dovrebbero essere solo gli scienziati che sanno realmente la situazione, con tutti i numeri ben calcolati.
    Passo alla rinnovabilità delle risorse. La ricerca deve continuare in tutti campi, perché sapere non fa mai male, quindi mai precluldere a priori che un giorno possa convenire usare fonti non rinnovabili, nell’attesa che qualche altra risorsa venga scoperta. Si parla di soluzioni definitive: nucleare si, nuclare no, ma usate il buon senso, e capite che la società umana vive e ragiona a breve termine. Nessuno ha mai ipotizzato cosa succederà tra 100 anni con successo, tranne magari i più fantasiosi sccrittori come Verne e Asimov. La realtà supera sempre la fantasia.
    Concludo: solo studiando si può sapere cosa è giusto fare, la convenienza o meno di una centrale nucleare può non essere un fatto assoluto. Non mi sembra che noi cittadini abbiamo le conoscenze per giudicare questo fatto, perciò è bene continuare a ricercare nel nucleare…

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