
Un aumento di temperatura di 3 gradi centigradi potrebbe portare alla formazione di uragani anche nel Mediterraneo verso la fine del secolo. A questo conclusioni e’ giunto Miguel Ángel Gaertner dell’Università di Castilla-La Mancha a Toledo (Spagna) e membro dell’IPCC.
Lo scenario studia gli effetti dei cambiamenti climatici sul bacino del Mediterraneo e non lancia allarmi per il presente, mostra solo che cosa potrebbe succedere se le cose continuassero ad evolversi nella direzione in cui le stiamo mandando.
In Europa sono già attivi l’European Storm Forecast Experiment e il Meteoalarm. L’uragano Vince si era formato al largo di Madeira (nell’Atlantico, ma a latitudini mediterranee) ed era stato il primo ad atterrare sulla Spagna nel 2005.
Nonostante le pubblicazioni su giornali come Geophysical Research Letters, molti non credono che si formeranno mai uragani da noi.
Nimbusweb, quattro anni fa, ha intervistato il Prof. Piero Lionello, docente di Oceanografia fisica e Fisica dell’atmosfera all’Università di Lecce e di Modellistica e simulazione all’Università di Padova, chiedendogli se gli allarmi uragani nel Mediterraneo in circolazione a quel tempo fossero attendibili.
Ritiene coerenti con l’attuale stato della ricerca la diffusione di voci sull’elevata probabilità di formazione di uragani di tipo tropicale sul Mediterraneo?
Gli uragani tropicali sono sistemi che si sviluppano in oceano aperto, nei pressi dei tropici, ed alterano la circolazione per un raggio di un migliaio di chilometri attorno all’occhio centrale. Questa dinamica non sembra verosimile nel Mediterraneo, collocato alle medie latitudini (dove la forza di Coriolis ha un ruolo fondamentale) e caratterizzato da una complessa articolazione di penisole, sottobacini e elevate catene montuose che vincolano l’estensione dei sistemi meteorologici e limitano l’intensità dell’interazione aria-mare che alimenta gli uragani.
Inoltre, lo sviluppo degli uragani, che avviene attraverso processi non ancora completamente compresi, richiede alcuni requisiti: elevata temperatura degli strati superiori del mare ( > 26C fino ad almeno 60m di profondità), elevata umidità della colonna d’aria, instabilità dell’atmosfera, circolazione atmosferica debole e relativamente omogenea lungo la verticale. In genere gli ultimi due requisiti non sono presenti durante l’autunno nel Mediterraneo. In questi termini, la “voce” sulla formazione di uragani nel Mediterraneo ha deboli basi scientifiche.
Concorda anche Meteolive, che recentemente scrive: “anche se le temperature superficiali del Mare Nostrum dovessero impennarsi, il riscaldamento non raggiungerà gli strati più profondi, condizione essenziale per la formazione di simili mostri. Continueremo invece ad assistere alla formazione di forti temporali multicellulari, o anche insidiose “bombe” mediterranee, (depressioni molto intense)”.
» El calentamiento global podría generar huracanes en el mar Mediterráneo su ElMundo
» Planetary boundary layer energetics simulated from a regional climate model over Europe for present climate and climate change conditions on Geophysical Research Letters
» Regional changes in precipitation in Europe under an increased greenhouse emissions scenario on Geophysical Research Letters
chube
17 lug 2007 - 12:17 - #1Letto stamattina su ElPais. Non mi risulta che i principali giornali italiani riportino questa notizia.
Uragani o meno, andiamo incontro all’estremizzazione degli eventi meteorologici, forse non così spettacolari ma altrettanto dannosi. Mi preoccupa il termine “bomba” mediterranea.
Ritornando ai cambiamenti climatici in Italia secondo gli ultimi studi bisognerà ridisegnare le mappe geografiche perchè: “Il Po si accorcerà di cento chilometri allarme sugli sprechi d’acqua”. (fonte repubblica.it)
the number of the beast
17 lug 2007 - 13:22 - #2si potrà così incrementare la produzione di energia eolica visto che ci sarà più vento…
Lumachina
17 lug 2007 - 13:25 - #3Era su 24Minuti di ieri (il free press del Sole 24 ore). Notizie del genere, in Italia, possono avere ripercussioni turistiche, comunque non penso si tratti di censura, in questo caso, ma solo di priorità data ad altre notizie.
Denis123456
17 lug 2007 - 15:52 - #4Bene! + onde per fare surf anche da noi e + vento per fare kitesurf
Tuttology » Blog Archive » I tropici
28 lug 2007 - 11:49 - #5[…] Un po’ di tempo addietro ormai, leggevo la notizia è che c’è una reale possibilità di uragani nel Mar Mediterraneo. […]
oleandro
13 nov 2008 - 14:23 - #6MI SPIACE DIRLO MA purtroppo,anche importanti metereologi non sanno tutto delle dinamiche del Mediterraneo e dei cicloni tropicali..lo dimostrano PERFETTAMENTE le cause di formazionedescritte da Piero Lionello e da Meteolive..le basi che hanno spiegato sono classiche e piuttosto vecchie,e sono crollate del tutto con la formazione dell’Uragano Vince,dell’Uragano Zeta e dell’Uragano Catarina,tutti formatisi in condizioni anomale,e su temperature marine che non arrivavano nemmeno a 25°C (dunque 26°C fino in profondita’ de tutto impossibili e inesistenti).Soprattutto l’Uragano Vince ha dimostrato,come un Uragano puo’ nascere da un vecchio cut off o da una bassa pressione non tropicale,dove il cuore freddo viene sostituito da un cuore caldo,la pressione crolla e la convezione temporalesca esplode al centro del sistema,si intensificano i venti,il ciclone forma un occhio e diviene autonomo.Il risultato è comunque un uragano.Lo stesso identico meccanismo è stato seguito da quelli che sono chiamati “Medicanes” o tropical like cyclone,uragani nel Mediterraneo,nel gennaio ‘92,nel settembre ‘83,nel dicembre ‘85,nel gennaio ‘95,nell’ottobre ‘96,nel dicembre 2005.Questi rari uragani esistono gia’ nel Mediterraneo,ed esperti di uragani come Kerry Emanuel e Luis Fita hanno dimostrato piu’ volte la formazione di autentiche tropical storm nel Mediterraneo,tutte accadute in mesi estivi e inizio autunnalli,su mari perfettamente paragonabili o addirittura piu’ caldi di quelli su cui si formo’ l’Uragano Vince.La verita’ è che le regole basilari servono per la formazione e il mantenimento di uragani potenti,di categoria 2,3,4 o 5,ma come la storia ha gia’ dimostrato molte volte,un uragano di categoria 1 puo’ nascere anche non seguendo le solite regole e anche in condizioni non del tutto favorevoli,e anche nel Mediterraneo.L’unico problema sta nel fatto che un uragano anomalo nell’Atlantico fa sensazionalismo e diviene famoso,ma un uragano mediterraneo come quello del 96 che provoca danni e vittime viene del tutto ignorato dagli studi americani sui cicloni dell’NHC.E attenzione che qui’ non si parla di cicloni extratropicali intensi,ma di veri e propri cicloni di tipo tropicale,piogge alluvionali,un occhio e venti intensissimi.Ma davvero poche persone(grandi metereologi compresi) non conoscono questi uragani mediterranei.Il riscaldamento globale,se ci sara’,incrementera’ solo la loro forza,perchè occasionalmente gia’ esistono nel Mediterraneo.Fatevi una ricerca.
Lucac81
25 set 2009 - 02:03 - #7Confermo! Gli uragani si formano anche da noi. L’anno scorso nell’alto Adriatico si sono formati ben due uno il 15 giugo e l’altro l’8 agosto. Quest’ultimo si è trasformato in uraganodi categoria 3 nel passaggio tra Lignano e Grado. Ero a Lignano e mi sono trovato nel punto più bello, ovvero dove il moto ciclonico corrisponde con il moto dell’urgano e con il duwnburst. A causa del downburst a Lignano ci sono stati venti a 188 Km/h, a Grado il vento era a 220 Km/h, dove si è formata pure una tromba d’aria…
Il primo TLC Ciclone Tropicale Leggero Mediterraneo si è formato in Adriatico mercoledì scorso, e ha fatto danni enormi su Lignano Sabbiadoro.
Daniele Bianchino
05 mar 2010 - 13:52 - #8IL fenomeno noto come Tropical Transition, che ha provocato cicloni tropicali in zone non tropicali come i cicloni tropicali Karl, Vince, Epsilon, Grace ha generato cicloni tropicali anche nel Mediterraneo nel Gennaio 1982, Dicembre 1985, Gennaio 1995, Ottobre 1996, Dicembre 2005. Le regole descritte da Lionello e da Meteolive sono tipiche di persone che non conoscono bene le ciclgenesi tropicali. Il Mediterrano puo’ quindi generare cicloni tropicali grazie a questo meccanismo che in particolari condizioni trasforma cicloni extratropicai a cuore freddo in cicloni a cuore caldo con caratteristiche sempre piu’ tropicali, fino ad ottenere un vero e proprio ciclone tropicale. Bastano temperature prossme ai 20°C. Come nei classici cicloni tropicali l’occhio non è sempre presente. Queste ciclogenesi tropicali spesso non hanno dimensioni enormi, sono caratterizzate da una spirale di nubi attorno ad un centro convettivo temporalesco, venti violenti e piogge alluvionali. Apparte i rari uragani mediterranei ottenuti dalla tropical transition, nei mesi estivi e autunnali,su temperature marine di 25-28°C (che sono all’incirca qelle tropicali) sono stati comunque osservati esempi lampanti di depressioni e tempeste di tipo tropicale sul nostro bacino mediterraneo.