Oggi è stato presentato il Rapporto Incendi e Legalità, stilato dal Corpo Forestale dello Stato e da Legambiente. La notizia è che rispetto agli anni passati si nota un miglioramento della situazione, meno incendi e meno ettari di boschi bruciati. Non mancano le eccezzioni, rappresentate da Calabria e Sicilia.
Nel 2006 sono stati contati oltre 5.643 incendi, che hanno mandato in fumo quasi 40mila ettari di bosco. L’anno precedente i numeri erano più alti, quasi 8mila incendi e 47,5mila ettari distrutti. I comuni italiani interessati sono stati poco più di 1.300, contro i 1552 del 2005.
Visti così i numeri sono buoni, e confermano i passi avanti fatti sia nella prevenzione che nelle modalità e tecniche di intervento in caso di incendio.
Tutti questi incendi nel 2006 sono stati per il 60% di origine dolosa e 15% colposa, mentre solo il 3% è dovuto a cause naturali e l’1% accidentali. Rimane un 21% di incendi per i quali non è stato possibile risalire alla causa.
Forse è superfluo ricordare che dietro le cause dolose di incendio spesso ci sono interessi economici e speculativi, legati anche alla criminalità organizzata, oltre a una strana “illusione di creare posti di lavoro connessi alle attività di spegnimento”.
Il rapporto parla anche dell’attività investigativa del Corpo Forestale, oltre 131.000 controlli sul territorio in 4 anni che hanno portato a 256 sequetri, 1.459 persone identificate, 63 arresti, e oltre 500mila multe effettuate.
via | Legambiente
chube
18 lug 2007 - 13:39 - #1Un’ottima notizia ma si deve fare di più!
Per fermare il braccio incendiario dell’ecomafia è necessario vincolare le aree incendiate per molti anni (50 o più prorogabili ad ogni incendio), rendendo di fatto inutile ogni speculazione nei territori interessati.
bezerker
18 lug 2007 - 14:50 - #2Io sono addetto antiincendio boschivo nel parco ticino e continuo a non capire la volontà delle persone che appiccano il fuoco nei parchi… non diventeranno mai zone edificabili e i costi di spegnimento gravano anche su di loro che interessi hanno?
chube
18 lug 2007 - 15:33 - #3Temo siano piromani… per loro non vi deve essere un motivo economico o qualche interesse, solo il desiderio e piacere di veder bruciare.
@bezerker: complimenti per il tuo lavoro. Qualcuno di mia conoscenza t’invidierà (pure io).
Mattia77
18 lug 2007 - 16:29 - #4Facciamo un pò di chiarezza, le zone colpite da incendi, passano sotto vincolo, quindi per almeno 10 anni non è possibile edificare. I primi a rimettere da un’incendio sono i proprietari del fondo e chi aveva interesse ad edificare.
Purtroppo la prima causa di incendi, non me ne vogliano, ma sono i lavoratori stagionali addetti allo spegnimento ed alla bonifica di aree incendiate.
E’ la legge della domanda e dell’offerta, per lavorare c’è bisogno di un’incendio.
Oltre al sempre classico, per creare pascoli.
harlock
18 lug 2007 - 16:29 - #5c’è appunto chi spera anche di ottenere un lavoro appiccando incendi: spegnerli.
Non è una polemica, bezerker, complimenti veramente al tuo lavoro, ma è risaputo che sopratutto in alcune regioni si assumeva personale proprio per l’alto tasso di incendi.
Mattia77
18 lug 2007 - 17:38 - #6@Harlock, oltre a spegnere l’incendio, c’è anche da tagliare gli alberi bruciati e ripiantare.
Queste cmq non sono cose nuove, i legislatori lo sanno, ma è un modo come un’altro di attrarre contributi e dichiarare stato di calamità.
Lumachina
18 lug 2007 - 17:39 - #7Mattia77, si, le esatte zone su cui e’ passato l’incendio sono bloccate, ma proprio l’obbligo di bloccarle spinge alcuni comuni a rivedere il piano regolatore e a renderne edificabili altre, che prima non lo erano.
Questo mi dicevano ad un corso anti incendi boschivi tenuto dalla forestale, all’Aquila, tanti anni fa.
Mattia77
18 lug 2007 - 20:19 - #8Entrare nella testa dei comuni, va ben oltre la mia fantasia :-)
Quello che invece è abbastanza prevedibile, sono le principali cause di incendio dolose.
La speculazione edilizia, oltre che praticamente impossibile, è anche banale, c’è bisogno di case?
Chi avrebbe interesse ad edificare nelle montagne dell’aspromonte ad esempio?
bezerker
18 lug 2007 - 20:19 - #9e chi si offende sono il primo a dire che gli incendi li appiccano quelli che li spengono a pagamento.. io sono volontario e non prendo niente e mi girano anche le balle a passare le domeniche nel caldo e nel fumo.. preferirei fare altro
chube se vuoi venire a fare il volontario il posto c’e', si fanno un paio di corsi e si passa una o due domeniche in servizio
Mattia77
18 lug 2007 - 20:30 - #10Bezerker, mica dicevo a te :-)
Anche io sono volontario, e sai qual’è la cosa più brutta in un incendio; gli animali morti ce ne sono a migliaia.
Proust
18 lug 2007 - 22:46 - #11una volta avevo visto un documentario in cui spiegavano che per la sopravvivenza dei boschi gli incendi sono una cosa buona, mi spiego: non che tutti dobbiamo appiccare fuochi, ma che in natura l’incendio è una cosa prevista (un fulmine, il semplice caldo con le foglie secche…) e che anzi in alcune zone è pure necessario. Spiegavano che spesso nei parchi nazionali vengono appiccati dalla forestale incendi controllati per far rigenerare il bosco.
erano tutte boiate?
se non lo erano posso sperare che, anche se fatti in malafede, alcuni incendi estivi possano non essere così nocivi come ce li descrive il TG?
bezerker
19 lug 2007 - 08:04 - #12si ma certe cose vanno fatte con criterio… anche la tua cacca è naturale ma se ne fai un mucchio inquini la terra
harlock
19 lug 2007 - 08:28 - #13Proust, è vero quel che dici, ma come dice bezerker, la frequenza di incendi naturali non è minimamente paragonabile a quelli dolosi.
Proust
19 lug 2007 - 08:41 - #14si si non lo metto in dubbio, stavo solo cercando di auto-convincermi che non fosse un fenomeno così grave (e triste)…vanamente :(
Mattia77
19 lug 2007 - 10:46 - #15@Proust per capire come “funziona” un bosco, immagina un prato; più lo tagli spesso e più cresce sano e vigoroso.
Nel bosco (non in tutti, ma nella maggior parte) accade lo stesso. L’albero non è solo la parte affiorante, ma anche l’apparato radicale. Certo un’incendio, e non conta la frequenza, può garantire un rinnovamento del soprassuolo, ma è anche un modo barbaro per farlo.
Le pinete, che devono essere ripiantate perchè non hanno capacità rigenerativa, gli incendi sono più diffusi, un caso?
Salvarsi dagli incendi
19 lug 2007 - 15:46 - #16[…] Con l’estate tornano di attualità alcuni temi ambientali, siccità e incendi sopra tutti. Ed eccoci infatti a parlare di incendi, con l’occasione della presentazione del Rapporto Incendi e Legalità avvenuta ieri, vorremmo ricordare quelle piccole regole che possono salvare ettari di bosco ma anche ma anche quelle che possono salvarti la pelle nello sfortunato caso ci si trovasse coinvolti in un incendio. […]
ecoblog
10 ago 2007 - 14:03 - #17[…] […]
Loyd
20 apr 2008 - 00:03 - #18Eccezioni una z