E’ successo per caso che l’acqua prendesse a bruciare. John Kanzius, ingegnere dell’Ohio in pensione, stava cercando un modo di usare le onde radio per dirigere le cure anticancro solo sulle cellule malate, lasciando in pace le altre.
Un lettore (Fabio !!!!) ci segnala che Kanzius, esponendo a certe radiofrequenze dell’acqua salata, innescava una reazione esotermica. Idrogeno e Ossigeno si separano e poi tornano ad unirsi, bruciando, e producendo acqua e calore.
Mancano ancora analisi del rendimento termodinamico dell’intero ciclo per capire se e’ stato scoperto o no un nuovo modo di produrre energia (l’ing. in questione afferma di avere rendimenti al limite dell’infrazione delle leggi della termodinamica, ma aspetta di rivelare maggiori dettagli in attesa del brevetto).
Probabilmente l’energia necessaria a produrre le onde che separano gli elementi per elettrolisi e’ superiore a quella ottenibile applicando un motore Stirling (con i suoi attriti e il suo rendimento non al 100%) alla fiamma.
Via | Luogocomune
» Salt water as fuel? on CR4 forum
chube
19 lug 2007 - 02:05 - #1L’avevo letto su luogocomune e quesi non ci credevo. L’utilizzo di onde radio per innescare una reazione di tale portata a mio parere rappresenta un’opportunità di studio da non lasciarsi sfuggire. Nel caso in cui, il rendimento di questa reazione sia tale da autoalimentarsi (tutto da dimostrare) potremmo essere vicini alla soluzione dei problemi energetici che ci assillano. Una fonte energetica pulita, economica e disponibile a tutti.
Se la validità di questa scoperta sarà verificata mi auguro che sia resa disponibile a tutti, sviluppata con ingenti investimenti e che non rimanga in un cassetto tra i “brevetti scomodi” di una Corporation.
Fabio A.
19 lug 2007 - 08:26 - #2Non si tratta di idrogeno ed ossigeno che si separano e poi si riuniscono (idrogeno ed ossigeno non bruciano con una fiamma gialla), ma non è ancora dato sapere cosa sia che stia effettivamente “bruciando”. C’è chi dice che non sia una vera e propria fiamma, ma piuttosto plasma. C’è anche chi dice che a bruciare altro non è che il sodio disciolto nell’acqua, che ha una fiamma gialla.
Su PESWIKI se ne parla più in dettaglio: http://www.peswiki.com/index.php/Directory:John_Kanzius_Produces_Hydrogen_from_Salt_Water_Using_Radio_Waves
Da notare la seguente affermazione:
“Since it appears we now have now achieved more than unity, I am going to do an embargo on releasing all further information.” (John Kanzius)
Per chi non mastica bene l’inglese, traduco. John Kanzius ha detto che sembra che gli esperimenti ormai dimostrino un’efficienza del processo che è maggiore di 1, ovvero il processo produce più energia di quanta ne consuma (l’energia consumata è quella delle onde elettromagnetiche), per cui non rilascerà più molte informazioni al riguardo.
E’ evidente che vuole guadagnarci.
Fabio A.
19 lug 2007 - 09:27 - #3Qui un link che spiega com’è nato tutto: http://www.wkyc.com/news/news_article.aspx?storyid=67742
planetx
19 lug 2007 - 09:58 - #4E’ una reazione estremamente curiosa! Però piano con i salti di gioia! Dire che sprigiona più energia di quanto consuma mi sembra fisicamente impossibile (seconda legge della termodinamica). Al massimo credo che produca una percentuale di energia utilizzabile maggiore rispetto a quella che hanno le onde elettromagnetiche, come avviene della fissione dove non si può sfruttare il movimento delle particelle radioattive ma si può sfruttare la rottura dell’atomo! Però l’energia ricavata dalla rottura dell’atomo è minore della somma delle energie del movimento delle particelle più quella dei legami fra le particelle subatomiche. Allo stesso modo, credo che qui semplicemente si attui una conversione molto efficiente in una forma meglio utilizzabile!
Però è figo! :D
planetx
19 lug 2007 - 10:06 - #5Fabio A.
19 lug 2007 - 10:21 - #6“E’ una reazione estremamente curiosa! Però piano con i salti di gioia! Dire che sprigiona più energia di quanto consuma mi sembra fisicamente impossibile (seconda legge della termodinamica).”
Ma ’sta seconda legge della termodinamica l’azzeccate sempre dove non c’entra nulla?
Non è fisicamente impossibile per una FONTE di energia sprigionare più energia di quanta ne serva ad innescare la reazione che fa si che quella FONTE di energia rilasci la sua energia.
Quando accendi un barile di petrolio con un fiammifero stai forse contravvenendo alla 2nda legge della termodinamica?
Energia Domani » Incendiare l’acqua s
19 lug 2007 - 10:44 - #7[…] Fonte: EcoBlog […]
Beppe Caravita
19 lug 2007 - 12:10 - #8Forse il segreto sta in una paroletta: risonanza. Come è già successo pochi mesi fa in una straordinaria scoperta del Mit….
http://blogs.it/0100206/2007/07/19.html#a6954
Beppe Caravita
Shinkangae
19 lug 2007 - 12:18 - #9mmm…
dov’è il trucco?
planetx
19 lug 2007 - 15:07 - #10planetx
19 lug 2007 - 15:19 - #11Sto avendo problemi nel postare commenti (Sarà colpa di winSafari?)
Comunque, dicevo,
@Fabio A
La seconda legge della termodinamica c’entra SEMPRE finanche nel modo in cui si replicano le tue cellule! :-P
Detto questo, bisogna fare attenzione: con un fiammifero tu inneschi una reazione, ma non fornisci energia tale perchè questa avvenga. L’energia per far avvenire tale reazione è conservata all’interno dei legami molecolari dei composti che formano la miscela di petrolio. Quando inneschi la combustione (che quindi richiede anche l’energia dell’ossigeno) una parte di quell’energia viene convertita in lavoro (l’esplosione del barile), parte in calore, parte nella formazione di legami con le molecole di ossigeno. Il risultato è che parte dell’energia immessa nel processo è stata “persa” come calore, che non può essere riutilizzato, parte è stata convertita in lavoro, parte è ancora all’interno dei legami della CO2 formata e delle altre schifezze che escono fuori dalla reazione petrolio/aria
Riguardo al mio commento, io ho detto che se usa l’energia delle radiazioni come energia per la reazione stai tranquillo che c’è una perdita. Ma nessuno ha mai negato che le radiazioni siano un semplice innesco di reazioni intramolecolari o radicaliche all’interno della soluzione salata
Anche se citando proprio dal tuo link
“While the phenomenon is interesting, it is not yet practical for energy generation. More energy is consumed by the radio frequency device than is produced for burning. Efficiency-wise, they are presently at around 76 percent of Faraday’s theoretical limit.” Il che dimostra che vi è tutt’ora una perdita accertata del 24% dell’energia consumata dal radioemettitore rispetto a quella finale utilizzabile.
Basilicofresco
24 lug 2007 - 08:51 - #12Per dirla piu’ semplicemente: puoi anche ricavare energia da un vaso di petunie che cade da una finestra, ma qualcuno precedentemente deve aver fatto le scale per portarlo all’ultimo piano.
Se ricavi energia da particolari onde elettromagnetiche devi comunque assicurarti che qualcuno te le produca. E produrle costera’ senz’altro piu’ energia di quella che ricaverai. Non ci sono sconti in natura.
Basilicofresco
24 lug 2007 - 09:03 - #13Bisognerebbe anche chiarire che cosa e’ e che cosa non e’ una fonte di energia in senso proprio.
Una fonte di energia NON sono le batterie al litio, il tanto osannato idrogeno o una particolare e intensa radiazione a microonde. Questo semplicemente per il fatto che non ci sono giacimenti di batterie o laghi di idrogeno sulla Terra. Tantomeno intense radiazioni a microonde del tipo di cui si parla.
Una fonte di energia che puo’ fungere da tale e’ una riserva di energia che si trova in natura e che puo’ essere sfruttata SENZA BISOGNO DI CREARLA APPOSITAMENTE. (es.nucleare, solare, eolico, idroelettrico, ecc.)
Se la devo creare spendendo energia non e’ piu’ una fonte.
C60
13 set 2007 - 09:01 - #14Per planetx e basilicofresco: stiamo parlando di una reazione esotermica, che sprigiona energia. Per attivarla occorre energia di innesco, ma quella prodotta può essere superiore a questa. Perché? Perché c’è anche una parte di energia potenziale che viene trasformata in calore con la reazione. Se considerate anche questa il bilancio energetico è in pareggio.
Stefano1987
06 ott 2007 - 13:25 - #15C60: La reazione anche se esotermica deve essere portata avanti irradiando l’acqua salata con onde EM. Se si smette di irradiarla, la reazione di idrolisi cessa e pertanto termina tutta la reazione. Sempre se ho capito bene tutto il processo…
Ad ogni modo la termodinamica non si può violare, per cui non si avrà mai produzione di energia dal nulla, a meno che la massa non si trasformi in energia (cosa che dubito avvenga in questo caso)…
La fonte EM va mantenuta e il sistema di emissione stesso ha un basso rendimento se la potenza è alta.
zoomx
14 nov 2007 - 11:03 - #16John Kanzius stesso precisa che tutto il processo non può essere usato per produrre energia in quanto l’energia immessa per produrre le onde EM è maggiore di quella che si potrebbe ricavare dalla reazione.
Ecologia: ingegnere scopre come produrre Energia
23 nov 2007 - 22:41 - #17[…] Dall’articolo pubblicato su www.ecoblog.it : “E’ successo per caso che l’acqua prendesse a bruciare. John Kanzius, ingegnere dell’Ohio in pensione, stava cercando un modo di usare le onde radio per dirigere le cure anticancro solo sulle cellule malate, lasciando in pace le altre.Un lettore (Fabio !!!!) ci segnala che Kanzius, esponendo a certe radiofrequenze dell’acqua salata, innescava una reazione esotermica. Idrogeno e Ossigeno si separano e poi tornano ad unirsi, bruciando, e producendo acqua e calore. “ […]
basilicofresco
12 gen 2008 - 23:03 - #18Per C60.
Il tuo ragionamento vale ad esempio nel caso di un bosco che brucia: con il fiammifero fornisco l’energia di innesco e il bosco converte la sua energia potenziale in energia termica.
Il fatto saliente e’ che un bosco non bruciato non e’ affatto uguale ad un bosco bruciato, mentre un bicchiere d’acqua a 20 gradi e’ perfettamente equivalente ad un altro bicchiere d’acqua a 20 gradi.