Un benvenuto a Eugenio Orsi, che comincia a scrivere per Ecoblog con un commento all’editoriale di Giovanni Valentini, oggi su Repubblica.
L’inedito e duro scontro fra le associazioni ambientaliste Legambiente ed Italia Nostra ha prodotto un onda lunga che ha nuovamente conquistato la prima pagina di un quotidiano nazionale.
Oggi infatti La Repubblica ospita un editoriale a firma di Giovanni Valentini intitolato “La diaspora ambientalista” che inizia con l’augurio che il “male” della polemica sulla metro C di Roma non sia venuto solo per nuocere. Dopo un lungo e compassato elogio all’ambientalismo in senso lato, Valentini propone di creare un nuovoValentini non si esprime con parole esplicite e programmatiche, ma con garbo e vellutata diplomazia. “L’ambientalismo italiano non può rifugiarsi (.) in un ‘castello incantato’ dove custodire le
risorse naturali e i beni artistici come i codici miniati dei monaci benedettini”. E a seguire l’editorialista passa in rassegna la sua idea di ambientalismo che i più smaliziati si saranno accorti riecheggiare non poco
quella di ambientalismo “scientifico” e “moderno” di cui Legambiente vuole essere ambasciatrice.
Nella sintesi culturale proposta dal giornalista serve realismo e non c’è spazio per le divisioni fra ‘vecchio’ e ‘nuovo’ ambientalismo; l’ambiente dev’essere a servizio dell’uomo, non l’uomo dev’essere sottomesso all’assolutismo dell’ambiente. Guarda a caso Giovanni Valentini figura anche fra gli autori del recente rapporto annuale di Legambiente Ambiente Italia 2005.
Non serve essere dei politologi per notare che dietro lo stile ponderato ed equilibrato dell’editoriale di oggi, si nasconde una sana e vigorosa bordata al bersaglio di Italia Nostra.
Selfs.
24 mag 2005 - 12:06 - #1Grazie Eugenio. Io adesso faccio un paio di generalizzazioni, tanto per gradire.
La prima riguarda i giornalisti di Repubblica. I quali non so se siano veramente l’establishment di questo paese, ma parlano e scrivono come se lo fossero. Pertanto scrivono e prescrivono cosa debba essere l’ambientalismo, e anche cosa non debba essere. Non mi sorprende che Valentini si schieri con Legambiente. Intanto per la palese parentela tra il giornale e l’associazione. In secondo luogo perché per essere dalla parte di Italia nostra, nel caso specifico, o per meditare nel merito della questione, serve una dose di idealismo e di coraggio della quale la generazione di Valentini, e in particolare quella generazione di giornalisti, non dispone (Valentini non lo conosco personalmente).
Seconda generalizzazione, Legambiente. Ovvero, l’onorevole Realacci e i suoi luogotenenti. Io non so come facciano gli iscritti a Legambiente a tollerare che il presidente della loro associazione faccia il deputato dentro un partito politico che ha una piattaforma sviluppista e moderata, laddove in un paese normale non si dovrebbe neanche tollerare che faccia il deputato, circostanza che neccessariamente lo espone a un conflitto di responsabilità se non proprio di interessi. Insomma, la violenta reazione anti-Italia nostra di Legambiente era inspiegabile sulle prime battute, ma diventa sempre più evidente che, qualunque cosa l’abbia ispirata, per Legambiente si tratta di accreditarsi come il partito degli ambientalisti ragionevoli, pronto a entrare nella stanza dei bottoni.
Sandro kensan
25 mag 2005 - 16:17 - #2Ho letto anch’io l’articolo su Repubblica che mi è sembrato molto antipatico e supponenete. Un po’ tutto il giornale è così e trovo che un po’ tutto il mainstream sia dedicato a dire come la devo pensare.
Comunque esprimo un giudizio generale sulle questioni calde dell’ambientalismo:
* è giusto passare al trasporto su rotaia
* è giusto passare all’eolico
Detto questo in accordo agli argomenti sollevati da Valentini sono anche dell’avviso che un perseguimento di una economia consumistica rende poco accettabili i sacrifici ambientali di una pala eolica e quelli di una metropolitana.
beps
07 gen 2007 - 14:51 - #3Repubblica e legambiente pensano solo ai soldi e alla bella faccia.Sono i prodotti e i sostenitori di politica,sviluppo,capitale e consumismo.la faccian finita di dire agli ultimi ambientalisti disinteressati cosa va bene fare e cosa non va fatto.
Ecoblogger sotto la lente: Eugenio
07 mag 2007 - 10:31 - #4[…] Come sei arrivato su ecoblog? All’epoca lavoravo su Verdi.it il portale del partito dei Verdi. Era il 2005 e l’idea dei blog come strumento di informazione era ancora nuovissima, io leggevo Ecoblog con grande interesse e stupore perché lo trovavo un mezzo cento volte più veloce e intelligente dei portali per cui lavoravo. Il mio primo post su Ecoblog è stato un commento allo scontro fra Legambiente e Italia Nostra sulla questione della Metro C di Roma. Sono appena tornato a leggere quel post e non sai quanto il mio stile sia cambiato da allora. Scrivevo ancora con gli stereotipi tipici del giornalismo, con quelle costruzioni sintattiche che oggi come oggi non riuscirei più ad usare senza sentirmi a disagio. I blog mi hanno insegnato che evitare i formalismi, non significa rinunciare alla qualità, anzi. […]
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24 dic 2007 - 01:16 - #5urlurl