Su 7458 km di costa italiana solo 10 coste sono risultate naturali.
Questo è ciò che ha riferito il WWF che ha selezionato dieci tratti di costa selvaggia, cioè con profili dunali e assenti insediamenti urbani.
Qualche tempo fa avevamo parlato di erosione costiera, di dune e dei problemi dello scarso apporto fluviale estivo e non, temi tutti legati tra loro insieme a cambiamenti climatici, cementificazione ed urbanizzazione nel problema delle poche spiagge naturali ancora esistenti.
Come si legge dai dati riportati dal WWF nel dossier “spiagge da salvare” su quasi 8000km solo 362 sono aree libere da insediamenti umani, cioè il 29% delle coste, mentre il 13% subisce un occupazione parziale e il 58% un occupazione estensiva, con un conseguente 42% di coste in erosione.
Su tutto lo stivale solo 10 coste stanno “bene”: in Toscana con il parco di Migliarino San Rossore e le dune maremmane; nel Lazio con il parco del Circeo; nel Veneto ed Emilia Romagna con il parco del Delta del Po; in Basilicata con i 35km di costa ionica-lucana; in Puglia con l’area marina protetta di Torre Guaceto; in Sicilia con la Riserva naturale di Torre Salsa, la costa di Vendicari e Capo Passero e in Sardegna con le dune di Piscinas Pistis e Porto Pino.
Coste queste definite selvagge e che gli ambientalisti vogliono a tutti i costi proteggere anche con l’aiuto di privati, ma l’aiuto deve essere dato da tutti noi, dalle amministrazioni locali che dovrebbero gestire meglio le attività balneari evitando stabilimenti in cemento e spianature continue della sabbia. Le amministrazioni locali dovrebbero anche gestire meglio i corsi fluviali abolendo le loro restrizioni tramite pareti spondali e agevolando il suo corso con aree alluvionali e dovrebbero educare i cittadini al rispetto di qualsiasi ambiente, in questo caso al rispetto di profili dunali ricchi di vegetazione anche rara. Noi cittadini dovremmo imparare a trascorrere vacanze estive a contatto con la natura e non contro la natura.
Proust
20 lug 2007 - 07:45 - #1ah lumachì: c’è qualche incongruenza numerica.
“Su 7458 km di costa italiana solo 10 coste sono risultate naturali.”
-Km e coste? quant’è lunga una costa?
“su quasi 8000km solo 362 sono aree libere”
ancora Km paragonato ad aree…ma poi 8000km sono il totale delle coste, poi prendono le aree a spiaggia per fare i conti.
le percentuali sono un po’ sballate a mio avviso:
tutte le aree non a spiaggia non sono in pericolo di erosione ma non le contano come zone che “stanno bene” capisci che se fai “zone a spiaggia che stanno bene fratto costa totale” viene meno che se fai spiaggie sane su totale spiaggie…
[polemico]
ma facendo così sembra molto più grave e la gente si sensibilizza di più vero?
[/polemico]
planetx
20 lug 2007 - 08:35 - #2Forza Torre Guacetooooo!
Però uè, quanto è lunga una costa in effetti?
Lumachina
20 lug 2007 - 09:00 - #3Proust, l’articolo e’ Francesca Pratali. Le giro le tue osservazioni.
Proust
20 lug 2007 - 09:10 - #4si si, non era personale, figuriamoci.
facevo solo notare che spesso sui numeri bisogna fare attenzione.
cmq anche nel rapporto del WWF sono gli stessi fati, non dipende neppure da Francesca Pratali
P.S. spiegg.e si scrive senza “i” mi sono accorto dopo che il correttore su sto pc me li modificava a tradimento, mannaggia! :D
Francesca
20 lug 2007 - 09:11 - #5@Proust
In effetti anch’io mentre riportavo il dossier non riuscivo a capire quanto fossero grandi in km queste 10coste(conosco bene giusto il parco di Migliarino San Rossore,essendo di zona).
Poi ho trovato questo link dove finalmente si parla di km http://www.sardegnaoggi.it/notizie.php?notizia=9120 Credevo di averlo inserito nell’articolo!
Lumachina
20 lug 2007 - 09:24 - #6Sardegna oggi riporta le stesse info del dossier originale, per quello ho inserito il link al wwf al suo posto.
Magnus
20 lug 2007 - 10:20 - #7Azz…le dune di piscinas…il luogo che piu assomiglia al deserto che abbia mai visto…andateci xché merita!! OH…ma le mie 5terre????
Proust
20 lug 2007 - 10:35 - #8le 5 terre non sono di sabbia e non si erodono, per cui non sono conteggiate ;)
harlock
20 lug 2007 - 11:06 - #9finchè le spiagge significano tanti soldi e poca spesa ci sarà da lottare duramente perchè le aree ancora intatte (che significa vegetazione, dune, ecc, tutte cose che l’uomo toglie per prendere il sole) restino tali.
il WWF parla di spiagge da salvare, spiagge di sabbia che conservano le dune come ogni spiaggia farebbe se lasciata in pace.
Poi dicesi spiaggia un tratto di costa in sabbia o ghiaia, tutto il resto, falesie, scogli e altro, non è spiaggia.
chube
20 lug 2007 - 12:24 - #10La spiaggia è un’ecosistema molto particolare. Me ne sono accorto partecipando ad una gita della Società Veneziana di Scienze Naturali (link) nell’Oasi di Ca’ Roman (link). E’ incredibile come ogni metro di spiaggia (partendo dal mare e procedendo verso l’entroterra) racchiuda in se un piccolo ecosistema a parte, dai più piccoli insetti alle piante fino ad arrivare agli uccelli che vi nidificano.
La perdita di questi ambienti è un danno irreparabile, numerose specie autoctone stanno sparendo per l’ignoranza umana che vede solo l’interesse economico e non la conservazione come priorità.
Per la cronaca, la spiaggia di cui parlo (forse l’unica rimasta ancora integra nel veneziano) è seriamente minacciata dall’adiacente cantiere del MOSE (che sorge dentro l’area protetta dell’oasi in barba a tutte le leggi di tutela), su di essa vogliono infatti realizzare lo stabilimento per la realizzazione degli enormi “cassoni di cemento” delle paratie mobili.
Per chi è interessato consiglio di affrettarsi, non so per quanto tempo resisterà questo piccolo angolo di natura.
ecoblog
14 ott 2007 - 14:59 - #11[…] […]